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Confine
UFIS chiede a Svizzera e Lombardia chiarezza su sanità e accordo sui frontalieri
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
4 ore fa
Avviata un’azione istituzionale verso Regione Lombardia e Governo svizzero per chiarimenti sulla contribuzione sanitaria e sull’applicazione del nuovo Accordo Italia–Svizzera.

L'UFIS – Unione Frontalieri Italiani in Svizzera – ha avviato nelle scorse ore un’azione istituzionale congiunta verso la Regione Lombardia e verso il Governo  federale svizzero, al fine di ottenere chiarimenti ufficiali su due dossier di rilevante impatto socio-economico per i lavoratori frontalieri italiani.

Da un lato, UFIS ha trasmesso al Presidente della Regione Lombardia una lettera aperta con la quale si richiede una posizione chiara e trasparente sulla prospettata applicazione della contribuzione sanitaria regionale ai frontalieri italiani impiegati in Svizzera. La questione riguarda decine di migliaia di famiglie lombarde che contribuiscono fiscalmente in Italia e sostengono parallelamente costi sanitari in Svizzera, in un contesto in cui altre Regioni – tra cui il Piemonte – hanno già dichiarato pubblicamente di non voler applicare la misura. Parallelamente, UFIS ha inoltrato alla Confederazione Svizzera una richiesta istituzionale di valutazione sull’attuazione del nuovo Accordo Bilaterale Italia–Svizzera, sugli effetti del differente trattamento tra «vecchi» e «nuovi» frontalieri e sulle possibili implicazioni con i principi europei in materia di libera circolazione, parità di trattamento e coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.

Le due iniziative si inseriscono in una prospettiva di cooperazione transfrontaliera e di tutela delle aree di confine, con l’obiettivo condiviso di garantire trasparenza, certezza normativa e sostenibilità sociale. «Il tema dei frontalieri non può essere affrontato né come una questione di tecnica fiscale né come un semplice dato di bilancio. Parliamo di famiglie, territori, economia reale e rapporti bilaterali. UFIS ritiene che la via del dialogo e della chiarezza istituzionale sia l’unica strada per evitare disparità e tutelare insieme cittadini e istituzioni» ha dichiarato Cristian Bisa, Presidente UFIS. UFIS conferma la piena disponibilità a partecipare a tavoli tecnici, incontri trilaterali e momenti di confronto formali con le istituzioni italiane e svizzere, in coerenza con la missione sindacale dell’Associazione.