
Si allarga l’inchiesta sull’incidente della funivia del Mottarone che lo scorso 23 maggio ha causato quattordici vittime. Sono infatti quattordici in totale gli indagati elencati nella richiesta di incidente probatorio, tra cui due società Ferrovie del Mottarone e la Leitner, che si occupava della manutenzione dell’impianto. Il giudice ha dato il via libera all’incidente probatorio accogliendo la richiesta del legale Marcello Perillo, che assiste Gabriele Tadini, capo servizio della funivia e ai domiciliari. Tra le “persone offese” indicate nell’atto, oltre ai 14 morti, ci sono 47 persone, ossia i familiari delle vittime, e anche il piccolo Eitan che si è salvato. L’udienza con la convocazione di tutte le parti davanti al gip, che dovrà formulare il quesito della perizia e affidarlo ad uno o più esperti, è fissata per il prossimo 8 luglio.
Le altre persone indagate
Oltre alle tre persone fermate e scarcerate nei giorni successivi all’incidente (il gestore della funivia, Luigi Nerini, il direttore d’esercizio Enrico Perocchio, e il capo servizio Gabriele Tadini, l’unico ai domiciliari), altre 11 sono finite nel registro degli indagati. Tra queste figurano Anton Seeber, presidente del Consiglio d’amministrazione della Leitner, Martin Leitner, consigliere delegato della stessa azienda. E ancora Peter Rabanser, dirigente responsabile del Customer Service della Leitner, delegato per l’ambiente e la sicurezza relativa agli impianti a fune.
Nel registro degli indagati anche Rino Fanetti, dipendente Leitner, che “in data 22 novembre 2016” ha eseguito la testa fusa della fune traente superiore della cabina 3 precipitata lo scorso 23 maggio. Nella lista figura anche Fabrizio Pezzolo, rappresentante legale della Rvs Srl, che si occupava della “manutenzione delle centraline idrauliche” e il suo dipendente Davide Marchetto, “responsabile tecnico degli impianti a fune”.
Indagato anche Alessandro Rossi della Sateco srl, “che ha effettuato in prima persone le prove magneto-induttive a novembre 2019”, e Davide Moschitti, che per conto della stessa azienda ha operato il controllo nel novembre 2020. Infine pure Federico Samonini, legale rappresentante della Scf Monterosa srl, “che ha fatto interventi di manutenzione e controllo visivo delle teste fuse” e le ha sostituite a scadenza”, ad eccezione della testa fusa della cabina n.3 precipitata, la cui sostituzione era prevista per novembre 2021.
Attentato alla sicurezza dei trasporti
Non solo nuovi indagati, ma anche nuove accuse: viene contestato anche il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti nella richiesta di incidente probatorio notificata oggi ai 14 finiti nel mirino (le due società, Leitner e Ferrovie del Mottarone rispondono per la responsabilità amministrativa degli enti) del procuratore capo Olimpia Bossi e del pm Laura Carrera. Gli altri reati, già noti, sono la rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, aggravata dal disastro: Gabriele Tadini, capo servizio dell’impianto, risponde anche del reato di falso per aver omesso di segnalare nell’apposito registro le anomalie registrate sul sistema frenante dell’impianto in cui hanno perso la vita 14 persone.
Perizia anche sui dati della ‘scatola nera’
La Procura di Verbania si è associata alla richiesta della difesa di Enrico Perocchio, direttore di esercizio della funivia del Mottarone, di un accertamento anche sulla cosiddetta ‘scatola nera’ e in particolare su “ogni dispositivo” riconducibile al “sistema di registrazione dei dati-degli eventi dell’impianto a fune”, con “copia forense” ed “estrapolazione” dei dati che sono “indispensabili ai fini del già ammesso incidente probatorio e cioè della perizia sulle cause della precipitazione della cabina numero 3”.
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