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Confine
Lanciata una petizione per aprire le dogane
Lara Sargenti
5 anni fa
I commercianti di Lavena Ponte Tresa chiedono di consentire l’ingresso in Italia ai ticinesi che risiedono a 20 km dal confine, senza necessità di effettuare tamponi o altro. “Senza clienti svizzeri, perdite che vanno oltre il 90% del fatturato”

Dopo i politici, ora si muovono i cittadini. Una petizione è stata lanciata sulla piattaforma change.org per agevolare gli spostamenti tra il Canton Ticino e le zone di confine in una fascia di 20 km. Lo hanno lanciata un gruppo di commercianti di Lavena Ponte tresa, stufi della “non volonta di risolvere il problema dei paesi di confine”, che risentono della mancanza di clienti svizzeri. La petizione, lanciata ieri, ha già raccolto oltre 780 sottoscrizioni.

I commercianti chiedono un provvedimento incisivo, in analogia a misure simili già assunte da altri paesi europei come Francia e Germania, consentendo cioé l’ingresso in Italia “a tutti coloro che risiedono oltre il confine svizzero nella fascia territoriale di 20 km dal confne, senza necessità di effettuare tamponi o altro, come per altro previsto già per i lavoratori frontalieri”.

Per i commercianti d’oltreconfine si tratta di una deroga decisiva per la ripresa economica. “Le nostre attività e le nostre famiglie, vivono grazie al flusso economico/lavorativo da e per la Svizzera”, si legge nel testo. “Abbiamo subito perdite che in alcuni casi vanno oltre il 90% del fatturato. Stiamo fallendo grazie ai vostri scellerati provvedimenti. Tutta l’Italia è ripartita, piano piano avete riaperto. I numeri della pandemia sono scesi, aumentano i vaccinati. Qui è come essere in zona rossa da novembre perché i nostri clienti non possono raggiungerci”.

“Abbiamo chiuso quando c’era da chiudere, perché l’emergenza lo richiedeva”, proseguono i commercianti. “Ora che c’è da riaprire, chiediamo che si riapra per tutti (...). Non chiediamo aiuti, chiediamo che ci venga data la possibilità di lavorare: aprite le dogane, fascia dei 20 km subito“, concludono.

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