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Tiziano Galeazzi
Qualche soldo in più in tasca dal 2024 per i cittadini
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
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Sempre più logorato dai costi e con un salario invariato, il potere di acquisto diminuisce. Se poi ci si aggiunge l'inflazione allora le cose vanno peggio. È quanto stiamo vivendo da qualche mese a questa parte.

Nel luglio scorso, in vista di un aumento dell'inflazione, ho sollecitato con un'interrogazione, firmata anche dal mio gruppo parlamentare, il Governo ad esprimersi sul meccanismo di legge sulla progressione a freddo.

Pochi giorni fa, il Governo ha risposto e ha precisato che il dato di riferimento che fa scattare l’adeguamento delle aliquote e delle deduzioni è l’indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC) al 31 dicembre di un anno prima dell’inizio del periodo fiscale, e che il meccanismo che compensa gli effetti della progressione a freddo scatta quando la crescita dell’IPC raggiunge l’1% rispetto all’ultimo adeguamento (avvenuto nel 2010). Nel merito dell’interrogazione, quindi, l’Esecutivo spiega che «per le aliquote e le deduzioni fiscali del periodo fiscale 2023, a far stato era l’indice al 31 dicembre 2021. Considerato che in quella data il tasso di crescita dell’IPC era negativo (-0.4 punti percentuali) e quindi inferiore all’1% rispetto al 2010 (valore di riferimento), per il periodo fiscale 2023 non si è proceduto ad alcun adeguamento degli effetti della progressione a freddo». Le cose, però, cambieranno l’anno prossimo. Sì, perché nel frattempo l’indice dei prezzi al consumo è aumentato (dato al 31 dicembre 2022) del 2,5% rispetto al valore di riferimento. 

Quindi piccole buone notizie dunque per il contribuente per l'anno 2024. Non possiamo che essere contenti di questo, perché in questo modo si dà una mano concreta ai cittadini contribuenti ad avere qualche soldino in più in "tasca".

Tiziano Galeazzi, Municipale di Lugano e candidato uscente in Gran Consiglio nr 13, lista UDC nr 11

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