Beatrice Lundmark
Il coraggio di cambiare paradigma: l’esempio di Dick Fosbury
Redazione
30.03.2023 18:52

Foto: Losone: Nella foto, Beatrice Lundmark sportiva d'élite e giornalista per Cooperazione. © Ti-Press / Samuel Golay
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Lo
scorso 12 marzo è venuto purtroppo a mancare un personaggio geniale
dell’atletica mondiale: Dick Fosbury, l’uomo che rivoluzionò la tecnica del
salto in alto e che permise a tanti di noi - e qui parlo come di ex-atleta - di
volare a quote prima impensabili. Il Fosbury-flop è infatti l’unica tecnica che
permette di fare un salto valido
anche se il baricentro è più basso dell’asticella. Alle Olimpiadi di Città
del Messico, nel 1968, Fosbury presentò questo nuovo modo di saltare
eguagliando il record olimpico e conquistando l'oro.
Dick
Fosbury ebbe un’intuizione geniale: perché saltare ruotando sul ventre, quando
ci si può girare in volo e saltare di schiena guadagnando preziosi centimetri? A
volte ci vuole il coraggio di cambiare paradigma a vantaggio di tutti. Nello
sport come nel lavoro e nella vita quotidiana dovremmo cercare di eliminare
alcuni schemi preconcetti e pensare a nuove soluzioni che ci permettano di
sfruttare al meglio le potenzialità che sono in noi.
Personalmente
ritengo vada creata una società più sana ed equilibrata dove ognuno possa esprimersi
e contribuire allo sviluppo dell’umanità, senza pregiudizi inutili. E soprattutto
quando si parla di parità di genere, i pregiudizi sono proprio inutili, lo
dimostrano diversi studi. Adrienne Gormley, Chief Operations Officer (COO) di
N26, banca tedesca con sede a Berlino, sottolinea ad esempio che,
statisticamente, dando alle donne l’opportunità di realizzarsi si favorisce il
successo di tutti: “i dati hanno evidenziato che la povertà diminuisce e
l’economia cresce nei paesi dove esiste una maggiore parità di genere: nuove
ricerche hanno dimostrato che le aziende che promuovono una leadership al
femminile ottengono risultati migliori e aumentano i proventi.”[1]
Anche lo studio “Why women matter” (McKinsey) dimostra che si ottiene maggior successo
tramite una cospicua presenza di donne nelle alte sfere aziendali. Tuttavia
nelle direzioni delle 100 maggiori imprese svizzere si trovano solo il 6% di
donne, nel parlamento ticinese gli uomini sono il doppio delle donne e in
Consiglio di Stato non siede nessuna donna. Ritengo vada incoraggiato un futuro
maggiormente inclusivo e sostenibile dove l’economia può, e deve, fiorire nel
rispetto delle singole persone e dell’ambiente che ci circonda.
Beatrice
Lundmark, pluricampionessa
svizzera di salto in alto e candidata al Gran Consiglio per la lista “Più
donne”

