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Stefano Tonini
Blackout in Ticino : un rischio da non sottovalutare
Redazione
3 anni fa
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Questo inizio di anno è stato caratterizzato già da quattro blackout nel Sottoceneri avvenuti il 12 e il 25 gennaio e poi ancora l’8 e il 25 febbraio. Tutti i blackout sono stati causati da motivi prevalentemente di natura tecnica e indipendenti tra loro. Questa serie fortuita di blackout minori ci deve però far riflettere. Un’interruzione generalizzata della corrente in tutta la regione o addirittura in tutto il Ticino avrebbe delle conseguenze catastrofiche per la popolazione e l’economia.

Secondo l’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) la penuria di elettricità rappresenta la minaccia più grave e più costosa per la Svizzera. Possiamo solo immaginare cosa succederebbe a Lugano se venisse a mancare l’elettricità per diversi giorni. Tra le altre cose si fermerebbe tutta la mobilità, le aziende sarebbero obbligate a chiudere, tutti i sistemi informatici verrebbero a mancare, i sistemi di pagamento non funzionerebbero più e si interromperebbe la catena del freddo nel settore della distribuzione alimentare e nei bar e ristoranti. Il danno sarebbe gravissimo! Le forze dell’ordine e di primo intervento interverrebbero ovunque, seppure con capacità di comunicazione limitate, creando un vuoto nella nostra sicurezza. L’intera rete della telefonia mobile smetterebbe ben presto di funzionare e le persone resterebbero isolate.

I guasti di natura tecnica e gli imprevisti, come l’incidente che ha causato un danneggiamento di alcuni cavi lo scorso 25 gennaio, non possono essere anticipati. D’altra parte però possiamo e dobbiamo limitare i rischi di un blackout a causa di una penuria di energia elettrica. Guardando all’evoluzione del fabbisogno energetico per gli anni a venire, la sicurezza dell’approvvigionamento energetico è una priorità assoluta per il Paese. Ciò significa assicurarci che in Svizzera vengano attribuite in maniera chiara le responsabilità su chi deve assumersi la responsabilità di garantire l’approvvigionamento energetico (paradossalmente oggi nessuno ha formalmente questa responsabilità).

Inoltre, bisogna avere il coraggio di riaprire la porta all’energia nucleare, anche con nuove tecnologie o mantenendo le centrali attuali in funzione il più a lungo possibile, per avere una produzione affidabile e sicura e senza emissioni di CO2, essenziale soprattutto nei periodi invernali e durante la notte. La transizione energetica richiederà sempre più energia elettrica. Tuttavia solo un approvvigionamento con un mix che include anche l’energia nucleare permetterà di raggiungere questo obiettivo senza mettere a rischio la nostra sicurezza. L’iniziativa “Stop al Blackout” lanciata dal Club Energia Svizzera ha come obiettivo garantire un approvvigionamento sicuro in ogni momento. Per sottoscrivere l’iniziativa è possibile scaricare i formulari disponibili sul sito: www-stop-al-blackout.ch.

Stefano Tonini, Deputato in Gran Consiglio e candidato per la Lega dei Ticinesi

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