Stefano Tonini
Blackout in Ticino : un rischio da non sottovalutare
Redazione
21.03.2023 12:12

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Questo inizio di anno è stato caratterizzato già da quattro
blackout nel Sottoceneri avvenuti il 12 e il 25 gennaio e poi ancora l’8 e il
25 febbraio. Tutti i blackout sono stati causati da motivi prevalentemente di
natura tecnica e indipendenti tra loro. Questa serie fortuita di blackout
minori ci deve però far riflettere. Un’interruzione generalizzata della
corrente in tutta la regione o addirittura in tutto il Ticino avrebbe delle
conseguenze catastrofiche per la popolazione e l’economia.
Secondo l’Ufficio
federale della protezione della popolazione (UFPP) la penuria di elettricità
rappresenta la minaccia più grave e più costosa per la Svizzera. Possiamo solo
immaginare cosa succederebbe a Lugano se venisse a mancare l’elettricità per
diversi giorni. Tra le altre cose si fermerebbe tutta la mobilità, le aziende
sarebbero obbligate a chiudere, tutti i sistemi informatici verrebbero a
mancare, i sistemi di pagamento non funzionerebbero più e si interromperebbe la
catena del freddo nel settore della distribuzione alimentare e nei bar e
ristoranti. Il danno sarebbe gravissimo! Le forze dell’ordine e di primo
intervento interverrebbero ovunque, seppure con capacità di comunicazione
limitate, creando un vuoto nella nostra sicurezza. L’intera rete della
telefonia mobile smetterebbe ben presto di funzionare e le persone resterebbero
isolate.
I guasti di natura tecnica e gli imprevisti, come
l’incidente che ha causato un danneggiamento di alcuni cavi lo scorso 25
gennaio, non possono essere anticipati. D’altra parte però possiamo e dobbiamo
limitare i rischi di un blackout a causa di una penuria di energia elettrica.
Guardando all’evoluzione del fabbisogno energetico per gli anni a venire, la
sicurezza dell’approvvigionamento energetico è una priorità assoluta per il
Paese. Ciò significa assicurarci che in Svizzera vengano attribuite in maniera
chiara le responsabilità su chi deve assumersi la responsabilità di garantire
l’approvvigionamento energetico (paradossalmente oggi nessuno ha formalmente
questa responsabilità).
Inoltre, bisogna avere il coraggio di riaprire la
porta all’energia nucleare, anche con nuove tecnologie o mantenendo le centrali
attuali in funzione il più a lungo possibile, per avere una produzione
affidabile e sicura e senza emissioni di CO2, essenziale soprattutto nei
periodi invernali e durante la notte. La transizione energetica richiederà
sempre più energia elettrica. Tuttavia solo un approvvigionamento con un mix
che include anche l’energia nucleare permetterà di raggiungere questo obiettivo
senza mettere a rischio la nostra sicurezza. L’iniziativa “Stop al Blackout” lanciata dal Club Energia
Svizzera ha come obiettivo garantire un approvvigionamento sicuro in ogni
momento. Per sottoscrivere l’iniziativa è possibile scaricare i formulari disponibili sul sito:
www-stop-al-blackout.ch.
Stefano Tonini, Deputato in Gran Consiglio e candidato per la Lega dei Ticinesi

