Web 3.0: capirlo e orientarsi
La sensibilizzazione finanziaria e le criptovalute: a che punto siamo?
Redazione
15.05.2023 07:38

a cura di Lugano Living Lab - Città di Lugano e Istituto di Media e Giornalismo - USI
Contenuto pubblicato su mandato del partner inserzionista, che ne assume la responsabilità redazionale.
Diversi istituti di formazione superiore svizzeri hanno
incluso il tema della blockchain e criptovalute nei propri corsi di studio. E
il grande pubblico? Qual è il legame tra la sensibilizzazione finanziaria per
tutti e le criptovalute?
L’educazione finanziaria
è un aspetto chiave nella formazione, non solo negli studi universitari, ma in
generale nella vita quotidiana di tutti. Formarsi per orientarsi e capire e al
contempo per migliorare e innovare la società in modo consapevole. Il ruolo della ricerca e della
formazione rimangono cruciali, a tutti i livelli, tuttavia assumono un ruolo
ancor più importante quando nuove tecnologie si diffondono: proprio come con
Bitcoin, con le sue opportunità e sfide.
Non è tuttavia così
scontato che gli istituti di formazione includano questi temi nei loro percorsi
e in generale la sensibilizzazione su cosa siano tali strumenti e le loro
implicazioni sia svolta in modo chiaro e accessibile a tutti. Basti pensare
alla velocità di diffusione di tali tecnologie e, nel caso di Bitcoin, al suo
accesso universale. Tutti possono approcciarsi a bitcoin (digital divide, a diversi livelli, permettendo), compresi quindi i
minori e chi non potrebbe magari permettersi tali utilizzi. Il mercato dei
nuovi prodotti finanziari è dunque un mondo aperto a tutti caratterizzato da
vantaggi e incertezze.
Complessivamente,
il mercato crypto presenta diverse opportunità. Non è insolito leggere storie
di giovani neolaureati, provenienti dalle più prestigiose università che hanno
deciso di investire in criptovalute, fondando aziende di trading, nelle quali
si vendono e comprano strumenti finanziari (azioni, valute, ecc…). Al contempo
spesso si incappa sui social media in contenuti di sedicenti “guru delle
crypto”, che con frasi ad effetto cercano di persuadere gli utenti ad
investire. O ancora i medesimi, siano essi fondatori o sedicenti guru della
finanza, finire alla ribalta per importanti fallimenti e truffe.
Le truffe d’altra
parte sono tante, come anche i truffatori. Aumentando sempre più di numero, le
criptovalute sono diventate possibili luoghi di facili inganni.
Alcuni consigli
possono tuttavia aiutare: facilità e velocità di guadagno sono
alcune delle narrazioni più diffuse e seduttive nell’ambito crypto. Possibilità
che possono portare alla cosiddetta FOMO, ovvero fear of missing out, in altre parole il senso di “paura-angoscia”
nel rimanere esclusi da un qualcosa percepito come importante. Il senso di
arrivare troppo tardi rispetto agli altri e di perdere un’occasione unica,
specialmente in ambito di guadagni può portare a delle reazioni frettolose a
questi temi con conseguenze, a volte, spiacevoli. Un classico esempio è il rug pull, termine che in italiano fa
riferimento alla metafora di “sfilare letteralmente il tappeto da sotto i piedi
di qualcuno", provocando la caduta in modo repentino chi vi era sopra. In
ambito di criptovalute, in questo caso, gli sviluppatori del progetto lo
abbandonano dopo aver incassato i soldi degli investitori. Oppure i finti exchanger promossi ad esempio su
piattaforme come Discord o Telegram, che promettono una vincita in Bitcoin una
volta iscritti al portale tramite un semplice deposito per attivare l’account
che permette tali investimenti (ad esempio chiedendo un deposito che sembra
piccolo e innocuo come 0,01 BTC, ma che tuttavia equivale a migliaia di
franchi).
D’altra parte, il
fattore tempo non è per niente una tecnica nuova. È infatti un approccio
utilizzato comunemente nel mondo del marketing (digitale e non). Il fattore
tempo fa leva sul nostro bisogno di agire in fretta. È un fattore che può
innescare la necessità di rispondere rapidamente alle nuove opportunità.
Inoltre, tale esigenza è amplificata dalla presenza di altre tecniche
persuasive messe in atto da chi gestisce i luoghi online dove fare i propri
acquisti: frasi ad effetto, dati che mostrano i possibili guadagni, testimonial
convincenti, ecc..
Un altro aspetto da
considerare è la semplicità e la facilità d’uso delle piattaforme dedicate
ai nuovi prodotti finanziari. Anche in questo caso va ricordato che l’atto di
selezionare gli investimenti con semplici click, a volte facendolo in modo
giocoso, può avere un impatto sulle finanze di ciascuno e in quelle della
propria famiglia.
Un altro fattore è
legato al lato speculativo dei token digitali (criptovalute, NFT,...): il
tentativo di ottenere un aumento di guadagno dalle fluttuazioni dei prezzi di
tali prodotti finanziari può generare una sorta di eccitazione che può portare
a sua volta ad atteggiamenti quasi compulsivi nel verificare l’atteso guadagno,
sconfinando in alcuni casi in forme di ludopatia. Esserne consapevoli diventa
quindi fondamentale per proteggersi e arginare situazioni spiacevoli.
Tuttavia, come
accade in molti altri settori, a fronte di conseguenti problematiche, la
società ha risposto tramite progetti educativi e di sensibilizzazione. Pensiamo
ad esempio al tema delle abitudini alimentari non equilibrate, oppure pratiche
di guida e di vita stradale scorrette e alle conseguenti iniziative e campagne
di sensibilizzazione. Allo stesso modo, anche per il mondo dei nuovi prodotti
digitali finanziari è importante agire in questa direzione.
Si è già visto nel
passato il tema della necessità di accompagnare individui e famiglie nella
gestione dei propri patrimoni. Se da una parte, come accade nelle banche, ci si
può affidare a un consulente patrimoniale, nel settore pubblico vi sono alcune
iniziative come il Franco in Tasca. Un’iniziativa cantonale nata nel 2014, dove
attraverso una serie di storie di esempi di indebitamenti di individui hanno
l'obiettivo di sensibilizzare e prevenire, e portare le persone coinvolte o
potenzialmente coinvolte in queste situazioni a chiedere aiuto e a informarsi.
Pertanto, una buona digital financial
literacy intesa come la capacità di comprendere e utilizzare i nuovi
prodotti finanziari digitali in modo consapevole e critico può tradursi in una
maggiore inclusione finanziaria e in una migliore gestione delle proprie
risorse.
In questo contesto, va
considerato che l’avvento di Bitcoin ha portato alla ribalta concetti
finanziari come la gestione dei propri fondi senza l'intermediazione di terze
parti (come banche o istituzioni finanziarie) e in generale la possibilità di
gestire in modo autonomo i propri beni finanziari. Al contempo Bitcoin ha messo
in evidenza il concetto dell’inclusione finanziaria a livello globale,
soprattutto per coloro che sono esclusi dal sistema bancario tradizionale (ad
esempio, persone senza documenti o che vivono in aree remote o svantaggiate),
nonché la resistenza alla censura delle transazioni in Bitcoin. Non da ultimo,
il limite massimo di Bitcoin definito a 21 milioni di unità pone l’accento sul concetto di
preservazione del valore di una moneta nel tempo che Bitcoin ha identificato in
questo sistema definito, a differenza delle valute fiat soggette
all'inflazione. L'emancipazione finanziaria che possono dare le crypto, anche
in funzione dell'aspetto della disintermediazione e della custodia personale di
tali averi conferisce quindi agli utenti autonomia e indipendenza dalle quali
derivano grandi responsabilità.
Il nuovo mercato di
prodotti finanziari digitali pone pertanto nuove sfide non solo nella
formazione ma in generale nella sensibilizzazione rivolta al grande pubblico,
in quanto volenti o nolenti siamo esposti a concetti, opportunità e sfide
dilaganti che riguardano gli averi di ciascuno e che al contempo possono avere
un impatto per la comunità.
Articolo di: Mjriam Prudente e Maria Luisa Giannetta

