Ticino
Claudio Zali: «Rimango al mio posto fino alla data da me stabilita»
Red. Online
02.09.2026 14:18

Foto: ©Gabriele Putzu
Il dimissionario consigliere di Stato Claudio Zali ha diffuso una nota stampa: «Desidero esprimere le seguenti precisazioni...»
Il dimissionario consigliere di Stato Claudio Zali ha rotto il silenzio attraverso una nota stampa che riportiamo di seguito per intero:
«Desidero esprimere le seguenti precisazioni alle
informazioni diffuse dai media a seguito dell’apertura nei miei confronti di un
procedimento penale per reati contro l’integrità sessuale. Confermo in primo
luogo che esso è stato avviato a seguito di una mendace segnalazione della
52enne tragicamente annegata a Melide lo scorso 18 agosto, la quale, animata da
profondo risentimento nei miei confronti, aveva già commesso in mio danno il
reato di registrazione clandestina di conversazioni, con ciò che ne era
seguito. Va poi sottolineato come in questa fattispecie, risalente a parecchi
anni fa, essa non abbia segnalato supposti reati commessi nei suoi confronti,
ma bensì di una terza persona. E il punto centrale della vicenda risiede
proprio nel fatto che la persona indicata come vittima, sentita per ore dagli
inquirenti alla presenza del proprio legale, ha smentito le congetture della
denunciante e nega dunque che vi siano stati da parte mia comportamenti
indebiti nei suoi confronti. A riprova di ciò, essa non si è costituita
accusatrice privata, questo significa che ella non intende essere parte del
procedimento penale ed anzi se ne disinteressa. Sentito a mia volta, ho
risposto in modo trasparente ad ogni domanda e negato l’esistenza di qualsivoglia
comportamento contrario alla legge. In questo procedimento, dunque, non c’è più
una denunciante, non c’è mai stata una vittima e l’accusato nega in modo
credibile ogni addebito. La situazione è limpida e non posso perciò condividere
la decisone del Ministero pubblico di confermare pubblicamente l’esistenza del
procedimento prima di abbandonarlo, cedendo alle pressioni di certa stampa.
Questa comunicazione stereotipata evoca in modo sterile la presunzione di
innocenza e mi provoca inutilmente un gravissimo ed ingiusto danno d’immagine.
Questo è fonte di sofferenza per me, per i miei famigliari, per tutte le
persone a me vicine e, posso immaginare, anche per la presunta vittima
ingiustamente coinvolta nella vicenda. Ciò crea inoltre pregiudizio alle
istituzioni medesime. Nondimeno, con la tranquillità di chi è innocente
ribadisco la piena fiducia nell’operato del Ministero pubblico e del nostro
sistema giudiziario. Resto dunque in attesa della chiusura nelle prossime
settimane di questo infondato procedimento. In queste circostanze, l’evocato
ulteriore passo indietro dal mio ruolo di Consigliere di Stato verrebbe
inevitabilmente letto da molti come un’ammissione di responsabilità in realtà
inesistenti. Rimango quindi al mio posto fino alla data da me stabilita ed
invito tutti, anche i miei colleghi, al rispetto reale, e non solo a parole,
della presunzione di innocenza sancita dalla Costituzione federale».

