Ticino
Versamenti BNS, "buona notizia, ma sopravvalutata la questione del debito pubblico"
Redazione
09.01.2025 15:41

Foto: ©Gabriele Putzu
I Verdi reagiscono alla notizia della BNS, che verserà parte degli utili nel 2025 ai Cantoni. "La situazione non è grave come sostiene la narrazione della maggioranza, si sono fatti tagli inutili penalizzando il Paese".
"Gli
utili della Banca Nazionale Svizzera non fanno che confermare quello che come
Verdi diciamo da tempo: la situazione non è grave come lo sostiene la
narrazione della maggioranza, il debito è minimo, e ora grazie alla Banca
nazionale Svizzera appare chiaro che si sono fatti tagli inutili penalizzando
il Paese e le fasce più fragili della popolazione". Così I Verdi del Ticino reagiscono alla notizia della BNS che tornerà a versare utili a Confederazione e Cantoni per il 2025. Con un utile di 80 miliardi di franchi, verranno infatti distribuiti 3 miliardi di franchi, di cui 80 milioni andranno al Ticino.
Il taglio in settori sensibili
I Verdi ricordano che "se
in Ticino raffrontiamo il debito al PIL, è come se una famiglia con un
reddito di 100mila franchi avesse debiti per 8’000 franchi: una situazione di
ordinaria amministrazione travestita da tragedia per giustificare tagli. E si
taglia in settori sensibili nei quali si era promesso di non intervenire anche
considerando che la popolazione ticinese vede diminuire da anni il proprio
potere d’acquisto". Con il preventivo
2025, ricorda il partito ecologista, la maggioranza in Gran Consiglio ha votato "tagli agli istituti per
invalidi, per gli anziani e anche ai sussidi per la Cassa malati, dopo che in
soli tre anni abbiamo visto crescere i premi del 30%. Decisione sfrontata
contro la quale come Verdi ci opponiamo insieme al “Comitato stop ai tagli “
con un referendum per il quale stiamo raccogliendo adesso le firme".
La questione del debito pubblico sopravvalutata
Per i Verdi gli utili da
distribuire della banca Nazionale sono "sicuramente una buona notizia" e "non
devono sottrarre nessuno da un serio e costante lavoro nella revisione dei
compiti per mantenere uno Stato agile e moderno". Ma, ribadiscono, "la questione
del debito pubblico è sopravvalutata e drammatizzata ad arte dai sostenitori
del meno Stato. Stato che tra l’altro hanno proprio creato loro e che
gestiscono loro, ma che vogliono Forte quando si tratta di salvare le Banche,
meno quando ad essere sostenuta è la popolazione in difficoltà".

