Ticino
“Scegliere se preferiamo il vaccino o le misure”
un anno fa
Marco Toderi della Clinica Sant’Anna traccia un quadro del continuo aumento dei casi e sostiene fortemente l’utilizzo del vaccino: “L’aumento dei contagi non conta se diminuiscono i ricoveri, e il vaccino fa proprio questo”

In contagi sono in rapido aumento sia in Ticino che in Svizzera, come sottolineato ieri dalla conferenza stampa degli esperti della Confederazione e dagli oltre 3’000 casi registrati in tutto il paese, per la prima volta da mesi. Teleticino ha interpellato Marco Toderi, responsabile dell’ambulatorio della Clinica Sant’Anna, per dare una lettura della situazione: siamo davvero alla vigilia di una nuova ondata? “Speriamo di no. Purtroppo i dati sono questi e dobbiamo lavorare con quello che abbiamo”, risponde Toderi, “ci sono più contagi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e questa è la dimostrazione che il virus non è andato in vacanza e verosimilmente è più aggressivo dell’estate precedente, dove spesso abbiamo avuto zero casi e zero ricoveri. Quest’anno questi numeri non ci sono mai stati, inoltre stiamo avendo molti ricoveri di pazienti molto più giovani: parliamo di un’età media dei ricoveri che è circa la metà di quella dell’anno scorso. Ora quello che succederà non dipende solo dal virus ma anche da quello che faremo noi: il numero dei contagi da solo significa poco, perché un paziente che resta a casa una settimana senza sintomi non è un problema per la società, il problema sono ovviamente i ricoveri e i ricoveri in cure intense. Se questi aumentano a dismisura, come è successo due volte in passato, la società si ferma”.

“Scegliere la strategia meno fastidiosa tra vaccino e misure“
“Abbiamo quattro armi per difenderci dal virus: distanziamento sociale, mascherine, disinfezione e vaccini. Dobbiamo decidere quali di queste misure ci da meno fastidio”, continua Toderi. “Io, obiettivamente, sono abbastanza stufo, come gran parte della popolazione, di non poter fare quello che mi pare e di dover rispettare le norme di sicurezza, che però si sono dimostrate buone per contrastare i contagi. Ahimé però non sono abbastanza efficaci per contrastare ricoveri e ricoveri in terapia intensiva, per cui si è dimostrato efficace il vaccino. Quindi siamo ora davanti a un bivio in cui dobbiamo decidere cosa ci pesa di meno, ovvero mantenere queste norme di distanziamento oppure puntare sul vaccino, che è l’unica terapia che si è dimostrata efficace per ridurre i ricoveri”.

I ricoveri tra i vaccinati
Lunedì è stato specificato che 15 dei 18 ricoverati in Ticino non sono stati vaccinati, ma restano comunque dei vaccinati che si ammalano. Cosa può dire riguardo a questo? “Parliamo di cifre attorno all’80-90% di copertura, ma nessuno ha mai detto che il vaccino non fa ammalare. È stata però confermata l’efficacia sulla prevenzione dei ricoveri in ospedale e se vediamo le nostre cifre queste corrispondono alla letteratura internazionale. Abbiamo stati vicino a noi che hanno dimostrato ampiamente che i ricoveri in terapia intensiva sono costituiti al 90/95% da non vaccinati. È chiaro che una piccola percentuali di vaccinati rischia comunque, ma le cifre sono infinitamente più basse rispetto alla popolazione non vaccinata. Il 20% degli attuali contagi sono stati in vacanza, ma l’80% no, quindi vuol dire che il virus è qui ed è circolante e dopo le vacanze probabilmente si diffonderà ancora di più, e questo aumento farà aumentare i ricoveri”.

Le nuove misure nelle scuole
Ieri sono state annunciate le probabili misure di protezione all’inizio delle scuole: si parla di mascherina obbligatoria le prime due settimane per poi renderla facoltativa per i vaccinati o guariti. Come valuta questa proposta? “È assolutamente sensata. Immaginate che la variante Delta ha preso piede quest’estate e non c’era quando le scuole erano aperte. La paura è che visto che l’età dei ricoveri è diminuita questa possa fare dei danni, specie considerando anche il long Covid, che compromette la qualità di vita dei ragazzi. Non sappiamo cosa succederà alla riapertura delle scuole, quindi ritengo assolutamente giustificato un atteggiamento prudente”.

Niente mascherine con il vaccino?
Pensando alla questione mascherine: se si è tutti vaccinati in un ambiente, vale la pena di continuare a indossarle o possiamo abbandonare questo strumento prezioso ma fastidioso? “Non c’è ancora una chiara risposta perché non sappiamo effettivamente quanto siamo protetti da questa variante e non sappiamo quanti anticorpi abbiamo sviluppato singolarmente. Se sono vaccinato resta un 5-10% di probabilità di infettarmi, però è cumulativo: devo pur sempre trovare una persona contagiosa ed è dimostrato che i vaccinati hanno una carica virale più bassa, quindi è più improbabile che siano contagiose. L’altro aspetto è che è altrettanto dimostrato che tanto più il virus circola tanto più si sviluppano le varianti, con il rischio di aumentare i danni. Bisogna spingere quindi ulteriormente sulla vaccinazione, specialmente per gli over 50 di cui faccio parte”.

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