
Non si spengono i riflettori puntati sugli aumenti dei premi di cassa malati, per il 2027. Dopo l'annuncio dell'Ufficio federale della sanità pubblica, il tema resta particolarmente caldo. Per capire come leggere il dato relativo al Ticino – dove l'aumento dei premi per il prossimo anno sarà del 3,7% – Ticinonews ha interpellato il ricercatore presso il centro di competenze cura, salute e società della SUPSI, Igor Francétic.
Il riflesso dell'aumento della spesa sanitaria
«Come sappiamo, l'aumento dei premi di cassa malati è semplicemente il riflesso dell'aumento della spesa sanitaria. E l'aumento della spesa sanitaria è un processo che la politica non può fermare», esordisce l'esperto. Questo perché si tratta di un processo che ha radici da un lato demografiche e dall'altro tecnologiche. «La sanità è uno di quei settori in cui la tecnologia aumenta i costi, invece di diminuirli come succede per esempio nell'industria». Al netto di questo, è arrivato il momento in cui la politica si è chinata sulla sanità, cercando di mettere in atto alcune misure che hanno provato a limitare l'esplosione in alcuni settori e, in particolare in Ticino. «È importante ricorda che il Cantone ha già messo in atto alcune moratorie in diversi settori, cercando di limitare l'offerta». In questo senso, secondo Francétic, guardando al futuro, il 2028 sarà un anno di «tante opportunità» per fare di più perché verrà introdotta la riforma EFAS. «In questo modo, il Cantone avrà da un lato una panoramica maggiore su quello che succede nel settore. Dall'altro, EFAS introdurrà alcuni strumenti maggiori nella faretra del Cantone, per poter provare ad agire e a limitare l'esplosione di altri settori problematici».
Alcuni aspetti da migliorare
Ci sono però alcuni aspetti più negativi. «Se devo puntare il dito su un ambito di azione, lo punterei su quello dell'integrazione delle cure», spiega l'esperto. «Forse, il sistema sanitario svizzero pecca ancora sul cercare di promuovere dei percorsi di cura più integrati e meno frammentati, così che il paziente possa essere sempre più accompagnato dall'entrata in ospedale fino alla riabilitazione nell'ambito di uno stesso percorso di cura». Diversamente dal dover contattare, da solo, diversi operatori. Un aspetto che provoca «una moltiplicazione di costi ed esami».
Bicchiere «mezzo pieno»
Guardando la situazione, nel complesso, per il ricercatore il bicchiere è «mezzo pieno». «Abbiamo comunque una crescita dei premi che è minore alla media nazionale», spiega Francétic. «È presto per leggerci un trend di più lungo periodo, però potrebbe essere anche il risultato, in parte, degli interventi del Cantone su alcuni settori che sembravano essere un pochino fuori controllo». Per l'esperto, la novità del 2026, rispetto agli scorsi anni, resta l'introduzione di TarDoc. «Da un lato, i ritardi nella fatturazione legata a TarDoc potrebbero falsare un pochino alcuni di questi dati sulla base dei quali l'Ufficio federale della sanità pubblica ha approvato i nuovi premi. Ma d'altro canto, se si guarda ai dati disponibili fino ad ora, in termini di spesa per quest'anno, TarDoc sembra aver aggredito, come si prevedeva, alcune voci di spesa, in particolare tramite l'introduzione di forfait ambulatoriali». L'ambulatoriale ospedaliero sembrerebbe avere una avuto una riduzione di spesa che l'esperto crede possa confermarsi anche al di là dei ritardi nella fatturazione. «Questa, insomma, è la parte di bicchiere mezzo pieno».
D'altra parte, tuttavia, il Ticino rimane il cantone in cui si paga di più per i premi di cassa malati. «Personalmente, credo che il fatto che paghiamo di più non è sorprendente perché abbiamo una popolazione un po' più vecchia, che ovviamente comporta spese un po' più alte. Tuttavia, abbiamo un sistema di offerta, in Ticino, che è piuttosto diverso da quello del resto della Svizzera e questa abbondante offerta ci ha abituati, in un certo modo, a soddisfare i bisogni sanitari più di altri cantoni».

