L'interrogazione
«Manosfera»: come aiutiamo i ragazzi a riconoscere la misoginia online?
Red. Online
03.11.2026 14:15

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Più Donne chiede al Consiglio di Stato quali programmi del DECS affrontino il problema delle comunità online antifemministe e misogine
Il fatto. Più Donne chiede al Consiglio di Stato quali programmi del DECS affrontino la «manosfera», cioè le comunità online antifemministe e spesso misogine, come si legge nell'interrogazione presentata dalle deputate Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini.
Il punto di vista critico. L'interrogazione richiama uno studio di Sarah Hawkes e Kent Buse, pubblicato sulla rivista medica «The Lancet», che propone di affrontare il fenomeno come questione di salute pubblica. Secondo gli autori alcuni influencer traggono profitto dalle insicurezze dei giovani, e non basta eliminare i contenuti misogini: occorre capire perché alcuni ragazzi li trovino attraenti.
Le domande. Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini chiedono al Governo ticinese:
1) In quali attività didattiche o programmi promossi o sostenuti dal
DECS vengono affrontati esplicitamente la manosfera e la misoginia online? Sono
trattati anche il ruolo degli influencer e dei sistemi con cui le
piattaforme selezionano e suggeriscono i contenuti agli utenti? Si parla anche
degli interessi commerciali legati alla
diffusione di questi contenuti?
2) Per gli ultimi tre
anni scolastici già conclusi, di quali dati dispone il Consiglio di Stato sulle
sedi, sulle classi e sul numero di allieve e allievi raggiunti dai principali
programmi di educazione digitale e prevenzione della violenza di genere, distinti
per ordine scolastico? La partecipazione è prevista per tutte le classi di una
determinata fascia d’età oppure dipende dall’iniziativa delle singole sedi?
Quale continuità è prevista per l’anno scolastico 2026–2027?
3) Quali formazioni e
strumenti sono messi a disposizione di docenti, direzioni e figure educative
per riconoscere i messaggi misogini online e discuterne con i giovani? Quante
persone hanno partecipato a formazioni che affrontano esplicitamente questi temi
negli ultimi tre anni scolastici? Queste formazioni affrontano
anche il ruolo degli adulti nell’evitare di normalizzare battute sessiste,
stereotipi e forme di complicità che svalutano le donne?
4) Come vengono coinvolti direttamente i ragazzi nella riflessione sui modelli
maschili, sulle emozioni, sul consenso e sulle relazioni rispettose? A quali servizi possono rivolgersi i
giovani, i familiari e i docenti quando emergono isolamento, disagio o adesione
a modelli di dominio e svalutazione delle donne? Questi servizi dispongono di
competenze specifiche per affrontare la misoginia online e accompagnare chi
desidera allontanarsi da tali ambienti?
5) Come
viene assicurato il collegamento fra educazione digitale e prevenzione della
violenza di genere, all’interno del DECS e nella collaborazione con i servizi
cantonali e gli enti del territorio? Le competenze sviluppate negli incontri
sulla manosfera e sui modelli maschili vengono riprese nella formazione e nelle
attività scolastiche?
6) Il Cantone ha partecipato alla conferenza nazionale «Attenzione alla
manosfera!» del 2 novembre 2026? Come si coordina con i lavori federali in
corso, anche in vista della nuova strategia nazionale contro la violenza
domestica, sessuale e di genere? Utilizza la risorsa manosphere.ch e le offerte
formative nazionali? Intende partecipare all’estensione del progetto annunciata
per il periodo 2027–2029?
7) Come vengono
valutati i risultati degli interventi esistenti, oltre al numero di
partecipanti? Il Consiglio di Stato ravvisa lacune nella copertura o nei
contenuti e, in caso affermativo, quali miglioramenti intende promuovere e con
quali tempi?

