Ticino
Lanciata una petizione per abolire la tassa di esenzione dal Servizio Militare
Red. Online
24.04.2026 11:19

Foto: ©CdT/Gabriele Putzu
Gioventù Comunista lancia la petizione «Riprendiamoci i nostri soldi: aboliamo la tassa di esenzione dal Servizio Militare!»
Durante la sua conferenza stampa odierna
svoltasi a Bellinzona, la Gioventù Comunista ha lanciato una petizione
indirizzata al Consiglio federale e all’Assemblea federale denominata «Riprendiamoci i nostri soldi: aboliamo la tassa di esenzione dal Servizio
Militare!».
In un comunicato dei giovani comunisti si legge che l'obiettivo è quello di rivendicare «l’abolizione della tassa che impone
ai cittadini non incorporati nel Servizio Militare un versamento di 11
annualità pari al 3% del reddito imponibile, con un minimo annuo stabilito pari
all’incirca a 400 franchi.
La tassa in questione si configura a nostro giudizio come una punizione
finanziaria per quei giovani che, per motivi di salute che evidentemente non
dipendono da loro, sono esclusi dal Servizio Militare e, secondariamente, dal
Servizio Civile e dalla Protezione Civile. In un contesto di precarietà
giovanile, di indebolimento del potere d’acquisto e di diminuzione
dell’accessibilità agli studi universitari, l’imposizione di questa tassa rende
chi è già penalizzato per motivi fisici o psichici doppiamente svantaggiato
rispetto ai propri coetanei».
La nota prosegue: «A conferma dell’ingiustizia di tale tassa si è espressa in più
occasioni anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, la quale ha condannato
come “discriminatori” i criteri sulla base dei quali questa viene imposta. Le
sentenze a riguardo risalgono precisamente al 2009 e, più recentemente, al
2021.
Sulla base di ciò, la petizione rivendica anche Il rimborso integrale delle
tasse di esenzione versate dai cittadini che - per le annualità successive al
30 aprile 2009, data della prima sentenza CEDU - abbiano continuato a pagare in
violazione di un obbligo internazionale già accertato e vincolante per la
Svizzera.
La campagna per l’abolizione di questa tassa ed il suo rimborso a chi la ha
pagata ingiustamente si inserisce in una più ampia battaglia che la Gioventù
Comunista sta combattendo contro la pressione fiscale che le politiche di
riarmo e militarizzazione della società volute da Berna stanno imponendo ai
cittadini svizzeri. È ora che chi paga queste folli politiche si riprenda i
suoi soldi: dagli esentati che contribuiscono a questa tassa ingiusta, fino
agli studenti che vedono le loro tasse universitarie aumentate come conseguenza
delle misure di austerità all’istruzione che la Confederazione ha imposto per
finanziare il riarmo!»

