La casa della ricerca bellinzonese è realtà
Irb e Ior si sono trasferiti nella loro nuova sede. La speranza ora è rendere il polo della ricerca di Bellinzona ancora più importante
di Teleticino/daco
La casa della ricerca bellinzonese è realtà
Immagine CdT/Gabriele Putzu
La casa della ricerca bellinzonese è realtà
Da sinistra Carlo Catapano, direttore IOR, Gabriele Gendotti presidente Fondazione IRB, Franco Cavalli presidente Fondazione IOR e Davide Robbiani direttore IRB, all'esterno della nuova sede. © CdT/Gabriele Putzu

È finalmente pronta la nuova sede bellinzonese dell’Irb, l’Istituto di ricerca in biomedicina, e dello Ior, l’Istituto oncologico di ricerca. Dopo quattro anni dal via libera del Municipio, altri tre di lavori e un costo di circa 55 milioni di franchi, il progetto, sviluppato dall’architetto Aurelio Galfetti, è ora realtà. Un traguardo per la Capitale, che ambisce a svilupparsi come polo biomedico a livello nazionale e internazionale.

Tanta collaborazione
Non mancano in effetti le collaborazioni fra i ricercatori di Ior e Irb e altri enti di prima importanza, quali l’Usi e l’Eoc e, spostando l’orizzonte Oltregottardo e Oltreconfine, il politecnico di Zurigo e atenei esteri. “La ricerca scientifica si basa sull’internazionalità”, dichiara a Ticinonews Gabriele Gendotti, presidente di Bios+, associazione che intende coordinare le attività di ricerca e l’organizzazione di Irb e Ior.

Il peso economico del polo della ricerca
Parlando di internazionalità della ricerca, il focus torna inevitabilmente sull’attuale questione dei rapporti con l’Europa e dell’accordo quadro, un chiodo fisso per il settore. Questa volta, però, lo sguardo è speranzoso: “Giornalmente riceviamo telefonate di industrie estere, britanniche per esempio, che vorrebbero avere un rapporto con il polo della ricerca bellinzonese”, spiega Franco Cavalli, vicepresidente di Bios+. “Le ricadute economiche per Bellinzona e per il Ticino già ci sono, ma saranno ancora più importanti negli anni a venire. In fondo – chiosa Cavalli – questo è l’unico vero progetto di sviluppo che ha il nostro cantone”.

Più forti insieme
Una centralità della ricerca ticinese che ora, nelle intenzioni di Ior e Irb, potrà essere accentuata proprio dalla condivisione della medesima “casa”. “In termini farmacologici si parla di ‘sinergie’, ovvero l’aumento degli effetti di due prodotti sommandoli: è quanto accadrà anche qui”, profetizza Carlo Catapano, direttore dello Ior. Gli fa eco Davide Robbiani, direttore dell’Irb: “C’è un grande potenziale di crescita”.

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