“L’estate? Meglio, ma non sarà un liberi tutti”
La Clinica Moncucco viaggia a velocità di crociera ma è pronta in caso di aumento dei contagi, mentre il dottor Garzoni parla delle prospettive per i prossimi mesi: “I vaccini sono un arma in più per uscire dalla situazione, ma non dobbiamo mollare”
di Teleticino/MJ
“L’estate? Meglio, ma non sarà un liberi tutti”

Ieri il medico Cantonale Giorgio Merlani in conferenza stampa ha parlato del peggioramento della situazione sanitaria e dell’imminente arrivo della terza ondata, che sarà però “diversa dalle altre”. Una di queste differenza sta, a giudicare dai primi dati, da un maggior tasso di infezioni e ospedalizzazioni nei più giovani. Teleticino ha contattato il direttore sanitario della Clinica Moncucco, il dottor Christian Garzoni, per chiedergli come si stanno attrezzando le cliniche in vista di questi scenari: “La Moncucco da mesi è tornata un ospedale completamente normale e per ora non ci sono cambiamenti in atto anche se i numeri stanno aumentando. Però ci sono dei piani di ampliamento nel caso succedesse e se fosse necessario divideremmo nuovamente l’ospedale in due e aumentando la disponibilità. Ad oggi però non sono ancora piani implementati e andiamo avanti a velocità di crociera”.

La Carità di Locarno sta già posticipando tutti gli interventi che prevedono più notti in ospedale. State pensando a una misura simile?
“Assolutamente no, questi sono piani in caso di un grosso aumento, per il momento non pensiamo di aumentare la capacità ordinaria e le operazioni verranno svolte come previsto. Non ci sono cambiamenti in questo senso per il momento”.

Ad ogni modo i numeri non sembrano così elevati come in altri momenti. Cos’è che vi spaventa?
“Abbiamo imparato che quando i numeri tendono ad aumentare bisogna avere scenari in caso di ulteriore aumento per non essere colti impreparati. Come ha detto bene il medico cantonale i numeri degli ospedalizzati sono più alti di quello che ci si aspetterebbe se guardiamo i numeri della popolazione, che stanno aumentando. Potrebbe essere una crescita più lenta di quella avuta in autunno ma il sentore di questa crescita c’è. La prima ondata eravamo impreparati, la seconda ci ha un po’ presi alla sprovvista ma per questa dobbiamo essere preparati”.

Questa volta ci sono comunque i vaccini come arma a nostro favore...
“Certo, i vaccini sono la prima arma per uscire da questa brutta situazione. Le case anziani in Ticino non hanno più casi gravi e i paesi come Israele o l’Inghilterra hanno molti meno casi dopo aver vaccinato in massa. Io faccio un appello a tutti a non avere questo scetticismo sui due vaccini presenti in Svizzera: ci siamo tutti spaventati leggendo dei casi legati ad AstraZeneca all’estero e non è un vaccino che abbiamo. I nostri vaccini sono sicuri e su migliaia di persone vaccinate gli effetti collaterali sono pochissimi e le persone sono protette”.

È preoccupato per il turismo e gli incontri in famiglia del fine settimana pasquale?
“Sono un po’ preoccupato come per Natale, visto che nelle festività si tende a rilassarsi. Cerchiamo almeno di incontrarci all’aperto visto che il tempo dovrebbe essere clemente almeno fino a domenica. Resta l’idea dei piccoli gruppi fino a 15 fuori, teniamo la mascherina se non stiamo bevendo o mangiando qualcosa ed è meglio evitare di incontrare troppe persone diverse per non far isolare centinaia di persone in caso di positività. Chi ha fatto il vaccino poi non pensi di essere immune e buttare la mascherina: chi è vaccinato deve fare attenzione come gli altri, sarà probabilmente meglio che a Natale però non siamo immuni. Non dimentichiamo mascherine e distanze e cerchiamo di ridurre i danni. I turisti sono un problema ma spesso stanno tra di loro e hanno poco contatto con la popolazione locale. In passato lo abbiamo visto comunque, i turisti non sono attenti come la popolazione ticinese”.

Il medico cantonale non si è sbilanciato sull’estate, che potevamo sperare fosse migliore rispetto all’anno scorso per l’arrivo dei vaccini. Lei come se la immagina?
“Tutti noi abbiamo imparato che fare previsioni a medio e lungo termine è assolutamente impossibile. Abbiamo però tante cose in più rispetto all’anno scorso: abbiamo persone vaccinate, soprattutto nelle fasce a rischio che affollano gli ospedali e fanno crescere i decessi. Io sono positivo rispetto all’estate, perché sapete che ci si incontra all’aperto e il virus tende a circolare di meno: vi ricorderete che abbiamo avuto periodi con zero casi giornalieri per settimane. Di nuovo, io sono positivo rispetto all’estate ma questo non vuol dire che dobbiamo mollare tutto: le varianti destano preoccupazione anche se sono convinto, come altri esperti, che avremo delle varianti in futuro che tenderanno a sfuggire ai vaccini attuali, ma la scienza sta già lavorando su questo quindi verosimilmente arriveremo ad avere vaccini adattati di situazione in situazione, un po’ come l’influenza. Tornando all’estate, penso la situazione sarà migliore rispetto all’anno scorso ma non penso che potremo dire ‘apriamo tutto, dimentichiamoci le mascherine’”.

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