Massagno
“Intolleranza e bigottismo al Cinema LUX? No grazie”
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
6 mesi fa
Sui social circola una lettera che critica la serata sull’”ideologia gender” organizzata da Helvetica Ticino. “Siamo amareggiati che un luogo storico della cultura luganese dia spazio a questa conferenza”.

L’evento organizzato da Helvetica Ticino e dagli Amici della Costituzione la sera del 12 settembre al Cinema Lux di Massagno sul tema dell’”ideologia gender” sta facendo discutere. In queste ore sta circolando sui social, e sul canale telegram degli autogestiti, una lettera nella quale vengono criticati l’evento e i relatori dello stesso, che sono l’avvocato Gianfranco Amato e Silvana De Mari, ex dottoressa italiana radiata dall'Ordine dei medici per essersi rifiutata di vaccinarsi contro il Covid-19 e condannata in cassazione per aver pronunciato frasi discriminatorie verso gli omosessuali.

Le motivazioni

Amato e DeMari, si legge nella missiva, “sono due personaggi attivi da anni in Italia che in nome della ‘famiglia tradizionale’ e della ‘difesa della vita’ portano avanti dei discorsi di odio contro persone gay, trans, bisessuali e lesbiche, andando a braccetto con movimenti e partiti di estrema destra, neofascisti e con l’integralismo cattolico più oscurantista e intollerante”.

L’invito

Gli autori della lettera, che non è firmata, si dicono “davvero amareggiatx e sorpresx dal fatto che il cinema Lux, un luogo storico della cultura luganese, dia spazio alla conferenza di Amato e De Mari che professano odio contro le persone gay, trans, bisessuali, lesbiche mascherandolo come difesa della libertà”. L’invito contenuto nella missiva è quindi quello di contattare il cinema per chiedere delle spiegazioni.

L’avvertimento

“Se questa conferenza dovesse davvero svolgersi in una delle vostre sale”, prosegue la missiva “lo terremo in conto la prossima volta che dovremo decidere in quale cinema recarci per vedere un film”. Come la storia insegna, “fare cultura a volte significa armarsi di coraggio e prendere posizione e non nascondersi dietro alla maschera della neutralità. Altrimenti questa pretesa cultura diventa solo opportunismo…”