In piazza per “vivere libere dalla violenza”
Il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. I numeri sono allarmanti e le misure per il Collettivo sono “insufficienti”
di Radio3i/MMINO
In piazza per “vivere libere dalla violenza”
Immagine “Collettivo Io l’8 ogni giorno”

La giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è un’occasione per (ri)mettere il focus sul grande e dilagante problema strutturale che riguarda da vicino anche il Ticino. A tal proposito, è impossibile dimenticare l’ultimo tentativo di femminicidio, avvenuto a Solduno. Si tratta infatti di una piaga della società, che quotidianamente si ripresenta nella vita delle donne. Nel nostro paese, infatti, quasi una donna su due subisce violenza e dall’inizio dell’anno si sono contati addirittura ben 25 femminicidi. Ma non solo: secondo Amnesty International Svizzera oltre 1/5 delle donne nel nostro Paese e con più di 16 anni ha subito atti sessuali non desiderati e il 56% delle donne ha subito molestie sotto forma di contatto fisico indesiderato. E infine, secondo l’Ufficio federale di statistica, il 40% dei reati è classificato come violenza domestica e oltre il 70% fra coloro che la subiscono sono donne.

Contro il piano cantonale
Dietro a queste cifre, però, ci sono delle donne che sono vittime della violenza maschile nelle sue varie forme. Per questo motivo, anche secondo il Collettivo Io l’8 ogni giorno, le misure messe in atto per prevenire tale violenza sulle donne e per proteggere le vittime sono ancora insufficienti. “È una violenza machista”, ha commentato ai nostri microfoni Simona del Collettivo. “È incredibile che ancora oggi non siano state intraprese delle vere misure per contrastare questo fenomeno dilagante”. Il Collettivo in tal senso l’anno scorso ha pubblicato un piano d’azione femminista, “Libere dalla violenza”, che contiene consigli sulle decisioni che andrebbero prese per reagire alla drammatica situazione. “Per noi è chiaro che gli strumenti messi in campo non sono soddisfacenti”, sottolinea. L’attivista fa riferimento al Piano cantonale presentato ieri a Palazzo delle Orsoline dai consiglieri di Stato e contro il quale il Collettivo ha pubblicato un lungo post su Facebook: “Una conferenza stampa che ha visto protagonisti – su un tema che tocca in primo luogo le donne – tre uomini, tre consiglieri di Stato, nonostante la presenza in sala della coordinatrice istituzionale in ambito di violenza domestica. Nulla di nuovo sotto il sole, più che di un piano bisognerebbe parlare di una ‘fotografia’ di quanto già esiste”. E ancora: “Vogliamo dunque sapere quanto vale, per il nostro Consiglio di Stato, la vita delle donne? Quante donne devono ancora morire, essere violentate, aggredite, minacciate, prima che la politica e le istituzioni prendano finalmente coscienza della gravità della violenza che quotidianamente ci colpisce ed adottino delle misure realmente efficaci?”.

In piazza a Giubiasco stasera
Infatti, Simona sottolinea, “tutto quello che abbiamo chiesto e che secondo noi è assolutamente da fare nel piano cantonale presentato ieri non c’è”. Tra le richieste, un unico numero specifico aperto 24h/24 per ricevere segnalazioni, un codice rosa per gli ospedali e un reddito di emergenza per le donne che in caso di emergenza si rifugiano nelle case protette. Le misure non sono considerate dunque sufficienti e proprio in occasione di questa Giornata del 25 novembre, il Collettivo ha indetto una manifestazione in Piazza Grande a Giubiasco dalle 18. “Invitiamo tutte e tutti a partecipare per manifestare solidarietà e per mostrare che c’è un vivo interesse sulla questione, non possiamo più far passare del tempo”, conclude Simona.

In piazza per “vivere libere dalla violenza”
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