Bellinzona
I Giudici straordinari hanno giurato. "Una boccata d'ossigeno"
Redazione
12.02.2025 18:19

Una boccata d’ossigeno dopo un periodo drammatico. Così le autorità hanno descritto la nomina di due giudici straordinari al Tribunale penale. In attesa di una decisione sulla destituzione di Quadri e Verda-Chiocchetti, oggi Monica Sartori Lombardi e Paolo Bordoli hanno dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi. Entrambi hanno anche concorso per il posto di giudice ordinario.
Oggi a Bellinzona, nell’Aula del Gran Consiglio, si è tenuta
la cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle Leggi da
parte dei Giudici supplenti straordinari designati dal Consiglio di Stato al
Tribunale penale cantonale e all’Ufficio del Giudice dei provvedimenti
coercitivi. Un momento importante per le Istituzioni e la Giustizia del Canton
Ticino, il cui buon funzionamento è stato al centro della proficua
collaborazione intervenuta tra i Tre Poteri dello Stato dinnanzi a tale situazione
straordinaria. A seguito della dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e
alle Leggi avvenuta oggi a Bellinzona, l’avv. Monica Sartori-Lombardi e l’avv.
Paolo Bordoli assumeranno la funzione di Giudici supplenti straordinari al
Tribunale penale cantonale, mentre l’avv. Krizia Kono-Genini assumerà la
funzione di Giudice supplente straordinario all’Ufficio del Giudice dei
provvedimenti coercitivi, in sostituzione dell’avv. Paolo Bordoli. A prendere parola c’è stato dapprima
il consigliere di Stato e direttore del DI Norman Gobbi, che ha subito voluto
sottolineare come “la cerimonia di oggi
non costituisce un evento ordinario. Si è infatti resa necessaria a fronte dei
noti accadimenti che hanno toccato il TPC”. Un periodo, quello citato da Gobbi,
definito “drammatico per tutti” dal presidente del Consiglio della Magistratura
Damiano Stefani, il quale ha sottolineato che ad aver sofferto maggiormente è
però stata la stessa Magistratura.
Gobbi: “L’importante è andare avanti per il bene della giustizia”
E dopo questo
periodo drammatico evocato da Stefani, che ha visto, nell’ordine, la destituzione di Siro Quadri e
Francesca Verda Chiocchetti e le dimissioni di Mauro Ermani dal Tribunale
penale cantonale, la prima a dichiarare fedeltà alla Costituzione e alle leggi
è stata Monica Sartori-Lombardi. Avvocata, d’area PLR, è stata nominata giudice
supplente al TPC insieme a Paolo Bordoli, d’area socialista e già procuratore
pubblico, sostituito a sua volta quale giudice dei provvedimenti coercitivi da
Krizia Kono-Genini. Una cerimonia introdotta dalle autorità che segna un nuovo
capitolo, ha sottolineato il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi, che
dell’ultimo anno ha commentato dicendo che si è trattato di una questione “limitata
a poche persone interne al TPC, che ha tuttavia avuto un impatto molto più
ampio sull’opinione pubblica. Ma oggi l’importante è poter dire che stiamo
andando avanti per il bene della giustizia ticinese”.
Guerra: “Nomine temporanee per un’esigenza immediata”
A prendere poi parola
dopo il giuramento ci ha pensato il presidente del Gran Consiglio Michele
Guerra. “Sono nomine temporanee che rispondono a un’esigenza immediata, senza
in alcun modo modificare le prerogative del Parlamento. Spetta infatti a quest’ultimo
la facoltà di eleggere i magistrati”. Temporanee, sì ha ricordato Guerra,
parlando di “atto di responsabilità”. E che, dopo non poche discussioni
politiche, non ha precluso ai due nuovi giudici del TPC di concorrere anche per
il posto lasciato vacante da Ermani, il cui concorso scadeva l’altro ieri.
Kono-Genini:“Mi ha spinto il rispetto che ho per le istituzioni e la giustizia”
Ma cosa ha spinto
Kono-Genini a farsi avanti per ricoprire un ruolo decisamente poco ambito? “Mi
hanno spinto il rispetto per le istituzioni e per la giustizia, così come la
passione che nutro per il ruolo di giudice”. C’è quindi una possibilità di
vederla correre per la nomina di giudice ordinario? “Certo. Perché è stata una
scelta meditata e ponderata, ma ora che sono in viaggio vorrei arrivare fino in
fondo”. Ma questo sarà affare del Gran Consiglio nei prossimi mesi. Nel
frattempo, conta che il TPC tornerà a disporre di quattro giudici operativi su
cinque. “Queste nomine sono una boccata d’ossigeno per il Tribunale”, conferma
Stefani. “Questo perché l’assenza di tre giudici su cinque non è da poco. Ora i
due supplenti permetteranno di riprendere una velocità di marcia adeguata alla
struttura e preparare la successione nel caso dovessero venir confermate le decisioni
attuali, rispettivamente il rientro dei due giudici nel caso le decisioni della
Magistratura venissero ribaltate”. Decisioni, le due destituzioni proclamate in
seguito alla denuncia del collega Ermani, su cui chiaramente Stefani non si
esprime. Lo fa invece sulla possibilità di adottare un codice etico, discussa
anche a livello politico. “In questo momento storico potrebbe essere una buona
soluzione codificarli, ma secondo noi è un’idea che deve arrivare dal basso. Quindi
deve essere condivisa da tutti i magistrati, che saranno poi chiamati ad
applicarla. Indipendentemente da quello che deciderà il Gran Consiglio noi lo
faremo, ma dobbiamo aspettare che si calmino le acque”, ha concluso Stefani.

