
È notizia di martedì quella delle due realtà di Bellinzona che, per motivi diversi, hanno deciso di chiudere i battenti: chi per dedicarsi a un’altra attività, chi per spostarla in un Comune considerato più turistico. Una storia, però, anche fatta di resilienza, con qualcuno che ha deciso di puntare tutto sull’online. Una tendenza che abbiamo voluto approfondire con Lorenza Sommaruga, presidente di Federcommercio, che a sua volta porta avanti un’attività familiare nel centro di Lugano. «Io spero che le chiusure o il trasferimento online non siano un destino inesorabile di tutte le piccole attività sul territorio. La Signora Maggetti ha sicuramente progettato qualcosa di importante per la sua azienda, specie se le cose non andavano più bene. Cambiare è quindi stata una scelta giusta. È evidente che chiudere un negozio non è per niente facile, anzi, è difficilissimo. Ed è per questo motivo che tanti tra noi perseverano e continuano a trovare il metodo e il prodotto giusto, cercando anche di capire dove è possibile ottimizzare al massimo le economie del proprio negozio con l’obiettivo di continuare. La passione dei negozianti è una passione vera».
«L'uso dei social è ormai fondamentale»
Ma i cambiamenti, nonostante tutte le buone volontà, sono inevitabili. Motivo principale per cui molti commercianti hanno deciso di puntare anche sulle vendite online. Ma può essere realmente considerata un’opportunità? «Contrastare l’e-commerce è molto difficile. È pensabile per chi conduce un’attività in cui si vendono prodotti di nicchia o artigianali. Contrastare l’online con prodotti e merci che propongono già i nostri stessi fornitori non ha senso ed è davvero difficile. Chi invece vende un prodotto particolare e ‘unico’ – quindi non reperibile altrove – potrebbe sicuramente proporlo anche su una piattaforma online. Inoltre, come ci ha insegnato bene il Covid-19, l’uso dei social è diventato fondamentale, ovvero postare i propri prodotti e avvisare i follower dell’arrivo di nuova merce con relativi dettagli. Dal mio punto di vista ne vale davvero la pena». A dipendenza del prodotto che si vende, dunque, è bene valutare con quali passi procedere.
«I fornitori ci impongono quantitativi eccessivi»
Un altro problema, tuttavia, riguarda i fornitori stessi. Molti di loro, infatti, non vogliono più vendere a queste piccole attività cittadine. «I problemi sono tanti, ma questo è uno dei più importanti, dopo l’online. Tutti i marchi a cui ci siamo affidati negli anni – tra cui storici commercianti – hanno iniziato improvvisamente a imporci l’acquisto di quantitativi di merce eccessivi per la nostra attività, nettamente superiori a quelli abituali. Così facendo, ci troviamo costretti ad abbandonare prodotti che abbiamo sempre venduto, anche molto bene, e che erano importanti per il nostro negozio. Parlo di prodotti che la gente veniva appositamente ad acquistare nella nostra attività, e che ora vengono venduti direttamente dal fornitore sui loro portali con un margine di guadagno superiore». Per Sommaruga, in ogni caso, i commercianti saranno in grado di gestire la situazione, in quanto «sempre molto attenti alle esigenze del consumatore. È quindi fondamentale preservare questa attenzione nei loro confronti, proponendo sempre merci nuove e di qualità, sia nei prodotti sia nel servizio al cliente».

