
La popolazione di Bellinzona continua ad aumentare. Al 31 dicembre 2025 i residenti erano 47’135, con un incremento di 591 persone (+1,3%) rispetto all’anno precedente. Si tratta del settimo anno consecutivo di crescita. Dall’aggregazione comunale del 2017 l’aumento complessivo è di 3’707 abitanti. Un traguardo simbolico riguarda il singolo quartiere di Bellinzona, che ha superato per la prima volta la soglia dei 20’000 residenti, arrivando a 20’231.
Una crescita che non dipende dalle nascite
La crescita non è legata al saldo naturale – 359 nascite contro 400 decessi nel 2025 – bensì al saldo migratorio positivo: 2’996 arrivi a fronte di 2’348 partenze. Cambia anche la provenienza: nel 2025 gli arrivi dal Locarnese (25,5%) hanno superato di poco quelli dal Luganese (25,4%), che l’anno scorso primeggiavano in classifica. Quasi tutti i quartieri risultano in crescita, in particolare Bellinzona, Giubiasco, Claro, Monte Carasso, Preonzo e Gorduno. A Camorino l'incremento è legato in buona parte all’apertura del nuovo Centro cantonale polivalente che accoglie i migranti (76 persone residenti a fine 2025).
Branda: «Qui si vive bene»
«La città è in crescita ed è sicuramente un buon segno: significa che, tutto sommato, qui si vive bene», commenta il sindaco Mario Branda a Ticinonews. Secondo Branda, il trend è riconducibile soprattutto al buon equilibrio tra qualità dei servizi, qualità della vita e costi: «La nostra popolazione si fonda soprattutto sul ceto medio e sulle famiglie, non abbiamo grandi miliardari. È fondamentale mantenere un rapporto sostenibile tra ciò che si offre e il costo della vita». Tra gli altri fattori il sindaco cita la sicurezza, l'ambiente e il traffico. "C'è la possibilità di spostarsi con relativa tranquillità".
I progetti strategici per il futuro
Guardando al futuro, il sindaco sottolinea anche il valore strategico dei grandi progetti in corso. «Il quartiere delle Officine e la valorizzazione dei Castelli porteranno nuovi stimoli economici, sociali e culturali. Bellinzona è una città dove si vive bene, ma deve essere anche una città dove si può lavorare, con opportunità professionali e un settore privato dinamico».

