
I conti del Cantone rischiano di peggiorare rapidamente. Se il Preventivo 2027 prevede un disavanzo d'esercizio di 98,5 milioni di franchi, il Piano finanziario 2028-2030 prospetta cifre ben più pesanti: 236 milioni di deficit nel 2028, 411 milioni nel 2029 e 460 milioni nel 2030. Dal 2028, inoltre, l'autofinanziamento dovrebbe diventare negativo.
«Perché, di fronte a queste prospettive, il Governo rinvia il piano pluriennale di riequilibrio all'inizio della prossima legislatura?». È la domanda al centro dell'interpellanza depositata da Amalia Mirante, con Giovanni Albertini ed Evaristo Roncelli, di Avanti con Ticino&Lavoro. I firmatari chiedono al Consiglio di Stato di chiarire quali misure siano già state individuate e perché non siano ancora state presentate al Parlamento.
«Non bastano le misure temporanee»
Secondo gli interpellanti, una parte significativa del peggioramento «è legata a cambiamenti già noti, tra cui l'introduzione di EFAS, le iniziative sui premi di cassa malati, i risparmi della Confederazione, l'abolizione del valore locativo e la futura imposizione individuale». Fattori che, a loro avviso, avrebbero richiesto una pianificazione anticipata.
Nel Preventivo 2027 sono previste misure per circa 237 milioni di franchi. Una parte, tuttavia, si basa su operazioni straordinarie o temporanee, come la vendita di beni patrimoniali, il ricorso a fondi e riserve e i maggiori contributi delle aziende partecipate. Per i firmatari, queste soluzioni «non possono sostituire una revisione strutturale della spesa pubblica».
Nel mirino finisce anche la spending review. A quasi tre anni dalla mozione del novembre 2023 e a oltre due anni dal decreto legislativo approvato dal Gran Consiglio, «manca ancora un programma organico con obiettivi finanziari e scadenze precise». Lo studio di BAK Economics, presentato nel dicembre 2025, aveva individuato un differenziale di costo di circa 96,7 milioni rispetto a Cantoni comparabili, senza che tale cifra costituisca automaticamente un risparmio realizzabile.
Quali misure e quali aumenti fiscali?
Le domande rivolte al Governo riguardano anche le possibili conseguenze del rinvio sull'indebitamento, sulle prestazioni pubbliche e sulle finanze dei Comuni. Sul fronte delle entrate, i firmatari chiedono se siano state valutate ipotesi come l'aumento del moltiplicatore cantonale, la modifica delle soglie di esenzione o la revisione delle aliquote per coniugi e famiglie.
L'interpellanza richiama inoltre due mozioni del novembre 2025 sul finanziamento delle iniziative per i premi di cassa malati e sull'attuazione dell'iniziativa per il 10%, che, secondo il testo, sono ancora senza risposta.
La richiesta politica è chiara: il Consiglio di Stato è disposto a presentare prima della fine della legislatura un documento che illustri le opzioni di risanamento, il loro impatto finanziario e i tempi di attuazione? Per Mirante e cofirmatari, rinviare le decisioni rischia di concentrare gli interventi più difficili negli anni in cui il disavanzo sarà maggiore.

