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La domenica del Corriere
Chiesa: «Rischiamo di essere un vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro»
Redazione
3 ore fa
«Sono dispiaciuto, ma la volontà popolare va rispettata» ha commentato il «senatore» dell'UDC – Ancora più amaro Alessandro Mazzoleni della Lega: «Una pugnalata»

Settanta per cento. Un verdetto che non lascia spazio a dubbi: gli svizzeri non vogliono una neutralità scolpita nella Costituzione. L'iniziativa di Pro Svizzera, sostenuta dall'UDC, è stata bocciata con il 70,15% dei voti, e il no ha vinto in tutti i cantoni.

Anche in Ticino, ma per un soffio. Il nostro cantone è quello che più si è avvicinato al sì, con il 48,3% dei voti a favore, in compagnia di Svitto e Appenzello Interno.

Per l'UDC è la terza sconfitta del 2026. «Sono dispiaciuto, ma la volontà popolare va rispettata», ha detto Marco Chiesa a La domenica del Corriere. Il senatore teme che la Svizzera diventi «un vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro». Ancora più amaro Alessandro Mazzoleni della Lega, che parla di «una pugnalata».

Chi festeggia? Innanzitutto Ignazio Cassis, che la battaglia l'ha combattuta in prima linea. «La Svizzera era neutrale ieri, è neutrale oggi e lo sarà domani», ha commentato la granconsigliera PLR Alessandra Gianella. Per Fabio Regazzi (Centro) un «corsetto così rigido» sarebbe stato controproducente. Ma avverte: all'estero il voto potrebbe essere letto male, come un addio alla neutralità.

Il dibattito non si ferma qui. Fra due mesi si voterà sull'esportazione di materiale bellico e da domani il Consiglio degli Stati inizia a discutere dei Bilaterali III. Chiesa e Regazzi sono d'accordo su un punto: sugli accordi con l'UE dovranno esprimersi sia il popolo sia i cantoni.

E a Bellinzona? Anche lì ha vinto il no: il 53,9% ha bocciato il credito di 19 milioni per la Fortezza, il progetto sui castelli.

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