Chi sono gli “Amici della Costituzione”?
Intervista di Ticinonews all’associazione che teme la violazione dei diritti fondamentali e chiama il popolo alle urne due volte in meno di un anno sulla Lex Covid
di Keystone-ATS/daco
Chi sono gli “Amici della Costituzione”?
Immagine dalla manifestazione di Bellinzona

Ogni sabato sulle strade di una o più città svizzere si riversano centinaia, a volte migliaia, di contestatori delle misure sanitarie decise dalle autorità. Spesso in queste manifestazioni spuntano le bandiere degli Amici della Costituzione. Ora, dopo quella di Locarno dello scorso 2 ottobre e prima ancora del 9 settembre a Bellinzona, il gruppo ha indetto una nuova manifestazione questo sabato a Lugano. L’associazione è all’origine delle due chiamate al voto del popolo svizzero (lo scorso giugno e il prossimo novembre) sul tema della Legge Covid. Per capire chi siano gli Amici della Costituzione, Ticinonews ne ha intervistato il portavoce Sergio Morandi.

“Siamo un’associazione apartitica, contro la violenza in tutte le sue forme. Non ci sentiamo vicini a nessuna ideologia di carattere fascista o neofascista”, premette Morandi.

Abbiamo visto i disordini e le violenze che sabato hanno messo Roma a ferro e fuoco. Come vi ponete di fronte a immagini di questo tipo?
“Penso che all’interno delle manifestazioni ci siano dei facinorosi che ne approfittano per creare disordini e per discriminare la stragrande maggioranza dei presenti, andata a manifestare pacificamente”.

Non temete che sabato a Lugano giunga dall’Italia qualcuno di questi facinorosi?
“Questo pericolo c’è. E il rischio aumenta man mano che ci avviciniamo alla data del referendum sulla Legge Covid. Noi però useremo sempre dei toni concilianti, pacati e aperti al dialogo”.

Quali sono i vostri obiettivi?
“Ribadire i dettami della Costituzione che garantiscono la libertà di pensiero, di opinione, di movimento, ma anche non discriminazione e tolleranza”.

Che cosa vi dà più fastidio di quanto sta accadendo attualmente in Svizzera?
“La divisione della società. Una società che è sempre stata multiculturale e multilingue, che ha però raggiunto, come in buona parte d’Occidente, un livello di divisione che desta delle preoccupazioni”.

Spesso alle vostre manifestazioni ci sono persone che potrebbero essere definite “complottiste”: c’è per esempio chi sostiene che il vaccino sia addirittura un crimine contro l’umanità e che sia un mezzo di sterminio. Come vi ponete di fronte ad affermazioni del genere?
“Noi ci limitiamo a osservare i dati. Al momento nulla ci fa pensare che il vaccino provochi la morte generalizzata delle persone. Sicuramente però ci sono dei danni collaterali e chi vuole evitarli non deve essere obbligato a vaccinarsi”.

Lei è vaccinato?
(silenzio, ndr) “Mi fa un’altra domanda?”

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