
Il progetto Fortezza non passa alle urne. I cittadini di Bellinzona hanno respinto il progetto di valorizzazione del Patrimonio UNESCO, sostenuto dal Municipio guidato da Mario Branda e dal comitato civico «Facciamoci Belli». I no sono stati 6'923, pari al 53,93%, contro 5'913 sì, equivalenti al 46,07%. La partecipazione ha raggiunto il 47,51%, con 13'315 votanti. Le schede bianche sono state 405 e quelle nulle 74.
Il fronte contrario al progetto aveva contestato in particolare il nome «Fortezza», il sistema di ticketing previsto per la corte interna di Castelgrande e la galleria della Murata, oltre alla gestione affidata a una fondazione di diritto privato. Tra le forze favorevoli al no anche il Partito Comunista, che accoglie con soddisfazione il risultato. In un comunicato, la sezione bellinzonese sostiene che la fondazione avrebbe goduto di un'eccessiva autonomia rispetto alle istituzioni e alla popolazione, in particolare nella gestione dei castelli e delle politiche di accesso. Ora, secondo il Partito Comunista, il Municipio dovrebbe elaborare un progetto alternativo che tenga conto delle sensibilità emerse dal voto. Tra le priorità indicate figura anche un intervento per garantire l'accessibilità dei castelli alle persone con disabilità, indipendentemente dall'esito del progetto Fortezza.
Anche Avanti con Ticino&Lavoro accoglie con soddisfazione «un risultato che restituisce ai cittadini l'ultima parola su un progetto da 19 milioni di franchi che, fin dall'inizio, abbiamo giudicato eccessivo nei costi, poco trasparente nella futura gestione e costruito senza un sufficiente coinvolgimento della popolazione», scrive il movimento in una nota. «Il voto di oggi dice soprattutto una cosa: i Castelli appartengono ai bellinzonesi e non si può decidere il loro futuro sopra la loro testa».

