Raccomandato il vaccino alle donne incinte
Gli esperti della Task Force cambieranno domani le raccomandazioni, consigliando alle donne in gravidanza di vaccinarsi a partire dalla 12esima settimana
Redazione
Raccomandato il vaccino alle donne incinte

“La situazione rimane tesa e, in una certa misura, preoccupante”. Così Patrick Mathys dell’UFSP ha aperto l’odierna conferenza stampa per fornire una panoramica della situazione epidemiologica in Svizzera. La situazione si è calmata sul fronte dei contagi e si è registrata una diminuzione dei ricoveri ospedalieri, probabilmente perché la maggior parte dei nuovi contagi avvengono tra le persone di età giovane e molto giovane. Ma nelle terapie intensive il tasso di occupazione rimane alto (80%). Attualmente circa 280 pazienti Covid si trovano in terapia intensiva e rappresentano un terzo dei pazienti. La situazione può portare velocemente a un sovraccarico degli ospedali e secondo Mathys il rischio di un ulteriore ondata non è escluso, soprattutto nella stagione fredda.

La vaccinazione riprende
Attualmente, secondo Mathys, circa il 53% della popolazione è completamente vaccinata, mentre il 60% ha ricevuto una dose. Inoltre la disponibilità a farsi vaccinare ha ripreso vigore. Tuttavia il tasso di copertura è ancora troppo basso e la proporzione di popolazione non immunizzata ancora troppo alta per evitare che la pandemia si diffonda ulteriormente, ha puntualizzato Mathys.

La nuova campagna dell’UFSP dedicata ai giovani
Mathys ha poi parlato della nuova campagna per la vaccinazione “really”, dedicata ai giovani, in particolare per le persone di età compresa tra i 19 e 29 anni. Stando a quanto comunicato dall’esperto è la fascia d’età che attualmente è maggiormente colpita dai contagi. Stando a Mathys un buon 40% dei ragazzi tra i 10 e i 19 anni di età ha già ricevuto la prima dose. Con video divertenti sui social media, l’UFSP vuole motivare adolescenti e giovani adulti a vaccinarsi contro il SARS-CoV-2.

Cambia la raccomandazione per le donne in gravidanza
La raccomandazione sulla vaccinazione per le donne in gravidanza verrà modificata a partire da domani, ha annunciatoBerger, presidente della Commissione federale per le vaccinazioni (CFV). Dal secondo trimestre di gravidanza (12esima settimana), il CFV raccomanda la vaccinazione. Le donne incinte hanno un rischio maggiore di un decorso critico della malattia se infettate, ha motivato Berger. Anche le donne che allattano possono essere vaccinate. “La raccomandazione è già stata fatta in modo simile in altri paesi”, ha detto Berger, spiegando che la decisione è stata presa di comune accordo con la Società svizzera di ginecologia e altre associazioni del ramo. Su 150’000 donne incinte vaccinate negli Stati Uniti non sono mai state osservate gravi conseguenze, ha aggiunto. Non bisogna inoltre temere alcun problema riguardo alla fertilità né per la donna né per l’uomo. “Ora i dati sono sufficienti per fare una raccomandazione generale”, ha spiegato Berger alla domanda sul perché fino ad ora la vaccinazione non era espressamente raccomandata per le donne incinte. Perché solo dalla 12esima settimana? Il primo trimestre è un periodo delicato in cui il rischio di abortire è alto, ha precisato Berger. Si vuole evitare coincidenze che possano indurre a tracciare una relazione causale. Le donne in gravidanza che vogliono essere vaccinate prima del secondo trimestre possono comunque farlo.

Terza dose solo per persone immunodepresse
Le persone gravemente immunodepresse in Svizzera ricevono attualmente una terza dose di vaccino contro il coronavirus. La CVF non raccomanda tuttavia attualmente un terzo richiamo per il resto della popolazione, indipendentemente dall’età o da malattie preesistenti, ha detto Berger. Nel caso di pazienti immunodepressi, non è chiaro se hanno risposto bene alla prima o alla seconda dose, ha spiegato Berger. Questi sono, per esempio, i pazienti che hanno subito un trapianto di rene o quelli con determinate malattie. La vaccinazione è quindi raccomandata per loro, ha detto. La raccomandazione di vaccinazione è basata su una strategia sanitaria, ha poi aggiunto Berger. La vaccinazione di richiamo non è ancora stata approvata in Europa, ha detto. Estendere la copertura vaccinale rimane la migliore strategia nella lotta contro la pandemia.

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