
A seguito dell'incendio di Capodanno al Constellation di Crans-Montana – che, lo ricordiamo, ha causato 41 morti e 115 feriti – il Comune aveva riconosciuto «mancanze» nei controlli di sicurezza. Se finora questa ammissione non ha avuto conseguenze dal punto di vista legale e, di riflesso, da quello finanziario, in futuro la musica potrebbe cambiare. L'attribuzione di eventuali responsabilità civili avverrà infatti solo una volta che sarà concluso il procedimento penale per il dramma di Capodanno. Un procedimento che dovrebbe durare dai cinque ai dieci anni. Dopodiché, però, il Comune potrebbe essere chiamato alla cassa se sarà riconosciuto in un qualche modo colpevole di quanto accaduto.
Cinque milioni all'anno
Un'eventualità che non è poi così remota per il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud. Ecco allora che nel corso della seduta del Consiglio comunale dello scorso 29 aprile, della quale Le Matin Dimanche ha ottenuto il verbale, Féraud ha detto: «L'obiettivo è costituire, a partire da quest'anno, delle riserve di 5 milioni di franchi all'anno. Così, tra 10-15 anni, se il procedimento civile dovesse comportare pagamenti significativi, dei fondi sarebbero già disponibili».
Per riuscire a fare ciò, il Comune intende adottare una strategia che «consiste nel ridurre gli investimenti e nel rinviare alcuni progetti, con l'idea di un rilancio dei progetti una volta passata la crisi».
«Riserve indispensabili, ma insufficienti»
Se la responsabilità civile del Comune dovesse essere accertata, «quest'ultimo potrebbe essere chiamato a pagare la totalità dei danni», osserva sulle colonne del Matin Dimanche Pascal Pichonnaz, professore di diritto privato all'Università di Friburgo. «Le compagnie assicurative, in particolare, si rivolgeranno a chi ha le tasche più profonde. Un privato cittadino, anche se riconosciuto colpevole, non avrà i mezzi per pagare, a differenza di un ente pubblico».
Pichonnaz avverte quindi: «Le riserve che il Comune intende costituire sono indispensabili, ma insufficienti. Il rischio infatti è che debba pagare più di quanto pensi». E aggiunge che «di fronte alle cifre in gioco, il Comune rischia l'insolvenza e dovrebbe poi intervenire lo Stato». A pagarne le spese, alla fine, «potrebbero essere i contribuenti di Crans-Montana se non addirittura quelli del canton Vallese».
Un'idea precisa di quanti soldi avrà bisogno di mettere da parte Crans-Montana oggi non c'è ancora. «La cifra sarà influenzata da numerosi parametri che non possiamo controllare e che dipendono dal procedimento giudiziario in corso. Al momento non è quindi possibile fornire una stima attendibile», chiarisce Féraud.
Fuga di contribuenti?
Viste il futuro non proprio roseo che aspetta Crans-Montana, almeno dal punto di vista finanziario, c'è da chiedersi se non si possa prospettare una fuga di contribuenti, soprattutto di quelli più abbienti. Un aspetto, questo, affrontato dal sindaco nella famosa seduta di Consiglio comunale dello scorso aprile. Secondo Féraud, «niente lascia presagire una partenza in massa, anche se alcune famiglie colpite dagli eventi potrebbero lasciare il comune. La maggioranza dovrebbe insomma restare».
Il Comune presto nella lista nera delle banche?
Di fronte alle prospettate difficoltà finanziare che il Comune potrebbe incontrare a seguito del dramma di Capodanno c'è anche il rischio che Crans-Montana finisca nelle cosiddette «liste nere» delle banche. Anche questo aspetto è stato affrontato nel corso della seduta del Consiglio comunale dello scorso 29 aprile. In quell'occasione, Féraud aveva spiegato che «sono stati avviati contatti con le banche: UBS ha risposto positivamente, mentre gli altri istituti hanno finora espresso il proprio rifiuto».
«Le banche seguono una logica finanziaria», osserva Pascal Pichonnaz. «Più un prestito è rischioso, soprattutto se concesso a un ente locale che potrebbe incontrare notevoli difficoltà nel ripagarlo, più alto sarà il tasso di interesse. E se le banche ritengono questo rischio troppo elevato, si rifiuteranno di concederlo».

