
«Gli abbattimenti preventivi dei lupi sono controproducenti e non necessari»: è quanto sostengono diverse associazioni a tutela dell’ambiente – BirdLife, GLS, Pro Natura e WWF – che, a fronte dell’approvazione da parte del Consiglio nazionale di una mozione riguardante il predatore, hanno preso posizione in un comunicato.
Oltre 200 mozioni
«Il Consiglio Nazionale si è nuovamente espresso su una mozione riguardante il lupo», scrivono le associazioni. «Dal ritorno in Svizzera di questo animale, in Parlamento sono state presentate oltre 220 mozioni sul tema. La loro frequenza aumenta, così come la radicalità dei loro contenuti e questo nonostante gli attacchi di animali selvatici al bestiame al pascolo sulle alpi siano diminuiti grazie a misure di protezione delle greggi sempre più efficaci e l’economia alpina dovrebbe focalizzarsi sul sostenere questo lavoro».
«Sarebbe controproducente»
In particolare, sotto la lente c’è la mozione intitolata «Introduzione di una base legale per l'abbattimento regolato dei lupi al superamento di una soglia numerica definita». Con la quale l’abbattimento di lupi potrebbe essere autorizzato nel momento in cui la popolazione degli stessi raggiunge un numero prestabilito e senza che sia necessario provare l’esistenza di una situazione di pericolo imminente o già realizzatosi. «Un approccio così indiscriminato, basato su dati numerici fissati in maniera astratta sarebbe controproducente», evidenziano le associazioni. «Infatti, l’abbattimento di branchi schivi può disgregarli e renderli più pericolosi per le greggi. Non verrebbe più attuata una regolazione mirata dei branchi di lupi nelle zone di conflitto, con la contemporanea tutela dei lupi non problematici».
C’è già una regolazione
Dal 2022, con la revisione della Legge federale sulla caccia (LCP), le popolazioni di lupi possono già essere regolate in maniera proattiva, ricordano le associazioni. «È così che ogni anno vengono abbattuti un centinaio di lupi». Il governo federale ha inoltre recentemente aumentato i fondi destinati alla protezione del bestiame. «Questi accorgimenti hanno permesso al Consiglio federale di poter annunciare, lo scorso mese di maggio, che la crescita della popolazione di lupi è stata frenata, sottolineando che la protezione del bestiame rimane un pilastro fondamentale nella gestione del lupo».
«Attacchi in diminuzione da anni»
Ma non solo. Le scriventi associazioni precisano che ogni anno, negli ultimi quattro anni, il numero degli attacchi di animali selvatici al bestiame «è sempre diminuito» e che questo trend si stia consolidando. «Fino alla fine di luglio nel Canton Grigioni sono infatti stati registrati solo 30 attacchi. Lo scorso anno, nello stesso periodo, se ne contavano più di 60. Questo andamento dimostra che la convivenza con il lupo è sulla buona strada e che una revisione della legge, come richiede la mozione, non è necessaria».
L’analisi approfondita
Di più. Nella nota viene anche aggiunto che «le mozioni che chiedono continue revisioni legislative creano incertezza tra allevatrici, allevatori alpini e guardiacaccia. Inoltre, ostacolano i Cantoni nella corretta attuazione delle normative vigenti. Gli adeguamenti all’attuale coesistenza tra l’allevamento e il lupo dovrebbero basarsi su un’analisi approfondita delle normative esistenti». Tale analisi, si legge, è stata commissionata dal Parlamento lo scorso anno e i risultati saranno disponibili nel 2027. Per le associazioni «è incomprensibile che la maggioranza del Parlamento intenda ora avviare una nuova revisione legislativa prima di aver preso atto di questa analisi».

