Il caso
La CEDU condanna la Svizzera: «Il diritto di sciopero va tutelato»
Redazione
05.11.2026 15:14

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La Corte europea dei diritti dell’uomo riconosce la legittimità dello sciopero dei dipendenti della clinica La Providence di Neuchâtel e condanna le autorità svizzere per violazione della libertà sindacale
La sentenza. La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha condannato la Svizzera per violazione del diritto di sciopero. Lo riferisce il sindacato Vpod, che ha seguito il caso Alonso Radesca e altri contro Svizzera (ricorso n. 38204/19). La sentenza giunta in data odierna, 5 novembre 2026, e riconosce la legittimità dello sciopero avvenuto alla clinica La Providence. Il datore di lavoro aveva disdetto il contratto collettivo CCL Santé 21 in vista dell'acquisizione della struttura da parte di Swiss Medical Network. I dipendenti chiedevano di mantenerlo.
La dichiarazione. «Durante un conflitto collettivo di lavoro, lo Stato deve mantenere una posizione neutrale e non può intervenire a favore degli interessi dei datori di lavoro a scapito delle organizzazioni sindacali e dei dipendenti». Secondo il Vpod, il principio assume un significato particolare perché «il dumping salariale e il peggioramento delle condizioni di lavoro sono fenomeni sempre più diffusi».
L'impatto. Tutti i lavoratori coinvolti nello sciopero sono stati licenziati e nei certificati è stato indicato come motivo la partecipazione a uno sciopero ritenuto illegittimo, afferma il sindacato. Anche i rappresentanti sindacali di Vpod e Syna sono stati condannati penalmente per violazione di domicilio, per una tenda installata davanti alla clinica.

