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I proprietari del «Constellation» perdono la licenza d'esercizio per il loro secondo locale a Crans-Montana
©Jean-Christophe Bott
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Ne dà notizia RTS: il Consiglio comunale di Crans-Montana ha deciso di revocare l'autorizzazione a la Petite Maison, il secondo locale del gestore sul territorio comunale, come indicato in una lettera del Comune datata 5 gennaio e trasmessa dall'avvocato della coppia – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
15 ore fa
A Bellinzona una marcia per le vittime di Crans-Montana
©JEAN-CHRISTOPHE BOTT
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Si terrà venerdì 9 gennaio il percorso in commemorazione delle vittime del rogo che dalla dalla stazione ferroviaria giungerà fino a Palazzo delle Orsoline.

Venerdì 9 gennaio alle ore 18:00, in occasione della giornata di lutto nazionale, a Bellinzona si terrà un percorso di silenzio e raccoglimento per ricordare le vittime della tragedia di Crans-Montana e stringerci ai loro familiari.

L’iniziativa, promossa dai Giovani del Centro con la collaborazione di tutti i movimenti giovanili ticinesi, è aperta a tutta la popolazione.

Si tratta di un gesto semplice e condiviso, privo di connotazioni politiche o rivendicative, pensato come spazio di raccoglimento collettivo e di espressione silenziosa della vicinanza della comunità ticinese.

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Care Team, un supporto fondamentale nelle tragedie: «L'importante è non lasciare solo chi soffre»

Non solo pompieri, soccorritori e agenti di polizia. Quando accadono tragedie come quella che ha colpito Crans-Montana la notte di Capodanno, a ricoprire un ruolo fondamentale sono anche i volontari del Care Team, chiamati a fornire supporto psicologico alle persone coinvolte. Ticinonews ha intervistato Massimo Binsacca, coordinatore del Care Team Ticino. «Siamo in collegamento con i nostri colleghi romandi tramite una chat; già alle 6 del mattino del primo gennaio arrivavano richieste di supporto. Mi sono quindi reso subito disponibile a organizzare un’équipe che potesse salire in Vallese, pensando soprattutto ai molti italiani coinvolti nei fatti». Quando si verificano eventi simili «viene costituito uno Stato maggiore di condotta, di cui fanno parte pompieri, sanità e polizia. Chiaramente, se le risorse sul proprio territorio sono insufficienti, ci si rivolge ad altri Cantoni o addirittura all’estero». Qui l'intervista completa.

un giorno fa
I proprietari del «Constellation» perdono la licenza d'esercizio per il loro secondo locale a Crans-Montana

I gestori del bar «Le Constellation» hanno perso la licenza d'esercizio per il loro secondo locale. Ne dà notizia RTS, secondo la quale il Consiglio comunale di Crans-Montana ha deciso di revocare l'autorizzazione a la Petite Maison, il secondo locale del gestore sul territorio comunale, come indicato in una lettera del Comune datata 5 gennaio e trasmessa alla RTS dall'avvocato della coppia.

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Da domani luminarie spente a Lavena Ponte Tresa
Il comune italiano parteciperà al lutto per la tragedia di Crans-Montana.

Anche Lavena Ponte Tresa parteciperà al lutto per la tragedia di Crans-Montana. Nel comune italiano le luminarie verranno spente a partire da domani sera, 6 gennaio, in segno di cordoglio.

Una scelta, quella di Lavena Ponte Tresa, in linea con altre manifestazioni di vicinanza e riflessione, come quella della Provincia di Varese. In Svizzera, lo ricordiamo, la Confederazione ha organizzato una giornata di lutto nazionale per venerdì 9 gennaio: alle 14 suoneranno tutte le campane delle chiese elvetiche.

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Polemiche in Italia sul mancato arresto dei gestori: «Non facciamo la morale agli altri Paesi»

«In Italia i gestori del locale sarebbero stati arrestati, troppo grave il reato che avrebbero commesso». Queste le parole, come riportate dal Corriere della Sera, dell'ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. Il diplomatico ha parlato oggi dell'inchiesta penale aperta dalle autorità giudiziarie vallesane nei confronti dei due proprietari del bar Constellation, al centro della tragedia di Crans-Montana. In un'intervista a RaiNews citata dal quotidiano italiano, Cornado ha spiegato: «Se la stessa cosa fosse avvenuta in Italia, trattandosi di cittadini stranieri - perché i gestori del locale sono cittadini francesi - molto probabilmente sarebbero state adottate misure cautelari, proprio perché essendo cittadini stranieri si sarebbe ritenuto che il pericolo di fuga esistesse».

Le parole dell'ambasciatore, tuttavia, stanno facendo discutere nella stessa Penisola. In un post pubblicato su Facebook, e ripreso dai principali media italiani, Egle Possetti - del Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi - ha invitato a «non fare la morale agli altri Paesi», ma ad avere il «buon senso di guardare in casa nostra». «Ci dispiace molto leggere alcune dichiarazioni dell'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, intervenendo sulla gravissima tragedia di Crans-Montana, da un lato correttamente cita prevenzione e buon senso, dall'altro dichiara che in Italia i gestori sarebbero già stati arrestati. Ci dispiace contraddirla ambasciatore ma le cose non funzionano così. Al momento con processo in corso, nessuno degli imputati per la strage del Ponte Morandi del 14 agosto 2018 è stato ancora arrestato, di arresti forse, si parlerà fra qualche anno. Certamente occorre stare molto vicino alle famiglie delle vittime che stanno passando l'inferno, ma fare affermazioni come queste è profondamente sbagliato. Non facciamo la morale agli altri paesi che faranno i conti con questa tragedia, dobbiamo avere il buon senso di guardare in casa nostra e solo quando non avremo nulla da recriminare qui da noi, potremo fare la morale agli altri. Ci scusi, ma di moralità abbiamo tanto bisogno, non abbiamo bisogno di fantascienza, abbiamo bisogno di impegno e costanza nella prevenzione e nella ricerca delle mancanze in tutti i settori e in tutti i paesi. Non riempiamoci la bocca di parole, dopo tanti anni siamo stufi francamente di sentire pronunciare parole al vento, stufi veramente. Tutto il nostro affetto profondo e sincero per tutte le persone colpite da questa immane tragedia e le loro famiglie».

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Stop all'allentamento delle misure antincendio in Svizzera
Il progetto di revisione totale delle prescrizioni svizzere, elaborato dall’Associazione degli istituti cantonali di assicurazione, ha subìto una battuta d'arresto.

Dopo la tragedia di Crans-Montana (VS) l'allentamento delle norme svizzere di protezione antincendio vigenti, previsto nell'ambito di una totale revisione delle stesse, è stato accantonato. Le nuove regole avrebbero dovuto entrare in vigore nel 2027. È stata decisa una battuta d'arresto, ha detto a Keystone-ATS Rolf Meier, responsabile della comunicazione dell'Associazione degli istituti cantonali di assicurazione (AICA). Le iniziative di liberalizzazione sono ferme e un nuovo calendario è in fase di elaborazione, ha precisato. Nel primo pomeriggio di oggi era stato riferito che si stava valutando uno "stop provvisorio". La Neue Zürcher Zeitung ne aveva dato notizia per prima.

Le deroghe previste

Il progetto di revisione totale delle prescrizioni svizzere di protezione antincendio (PPA), che conta 500 pagine, è stato elaborato dall'AICA. Esso prevedeva alcune deroghe: in alcuni casi sarebbe stato possibile autorizzare vie di fuga più lunghe o semplificare i requisiti relativi agli elementi costruttivi combustibili. Le prescrizioni di protezione antincendio dell'AICA, valide in tutta la Svizzera, costituiscono la base legale per l'esecuzione della protezione antincendio negli edifici. I Cantoni e i Comuni sono responsabili della loro attuazione. Non è ancora chiaro se nel bar "Le Constellation" a Crans-Montana, dove a Capodanno è scoppiato un incendio che ha causato 40 morti e 116 feriti, siano state rispettate le prescrizioni di protezione antincendio attualmente in vigore in Svizzera.

un giorno fa
Veglia di preghiera nella Cattedrale di Lugano
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Nell’ambito della giornata di lutto nazionale per le vittime dell’incendio di Crans-Montana, la Diocesi di Lugano ha comunicato in giornata di aver organizzato una Veglia di preghiera «in ricordo di tutte le vittime; per i feriti, i sopravvissuti e i loro famigliari, i soccorritori e quanti si impegnano per il bene delle vittime e delle loro famiglie». La Veglia si terrà venerdì, 9 gennaio, alle ore 18.00 nella Cattedrale di Lugano, con la presenza dei rappresentanti della Comunità di lavoro delle Chiese cristiane nel Ticino, e sarà presieduta dall’Amministratore Apostolico, mons. Alain de Raemy.


un giorno fa
Crans-Montana: la procura di Parigi apre un'inchiesta sulle vittime francesi

La Procura di Parigi ha aperto oggi un fascicolo sull'incendio del bar «Le Constellation» avvenuto nella notte di Capodanno a Crans-Montana (VS). L'obiettivo è «accompagnare le famiglie francesi nelle indagini condotte dalle autorità svizzere», ha annunciato la procuratrice di Parigi Laure Beccuau in una nota.

«Le autorità svizzere restano competenti per accertare lo svolgimento dei fatti e individuare eventuali responsabilità», ha precisato Beccuau. Il polo «incidenti collettivi» della Procura di Parigi ha comunque avviato una procedura «per consentire alle vittime francesi e ai loro familiari di disporre di un interlocutore unico in Francia e, se necessario, facilitare i contatti con le autorità svizzere», ha spiegato la magistrata.

Su mandato della procura, è stata inoltre mobilitata la federazione France Victimes, incaricata di offrire alle vittime e ai loro familiari un sostegno psicologico e giuridico. Il bilancio per la Francia è di nove morti, tra cui diversi minorenni, e di 23 feriti, ha ricordato Beccuau.

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Venerdì sera il Seven rimarrà chiuso. «Vogliamo stringerci nel cordoglio per le vittime»
La comunicazione è stata fatta sui canali social del locale. “La tragedia ci ha profondamente colpiti”.

La sera di venerdì 9 gennaio, giornata di lutto nazionale per i tragici fatti di Crans-Montana, la discoteca Seven di Lugano rimarrà chiusa. «La tragedia ci ha profondamente colpiti», si legge sulla pagina Instagram del locale. «Vogliamo stringerci nel cordoglio per le vittime ed esprimere la nostra solidarietà e vicinanza ai loro cari e a tutti i soccorritori e al personale di cura coinvolti».

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Dopo Crans-Montana, la sicurezza nei locali pubblici sotto la lente

Dopo l'incendio che ha devastato il bar «Le Constellation» di Crans-Montana, gli operatori della vita notturna in Svizzera stanno riconsiderando le misure di sicurezza nei propri locali. Pur essendo emerse diverse proposte, i gerenti vogliono evitare decisioni affrettate.

«C'è grande tristezza e profonda empatia per le vittime e i loro familiari tra i responsabili degli esercizi che ho incontrato», spiega Alexander Bücheli, portavoce della Commissione svizzera dei bar e dei club (CSBC) e direttore generale della Commissione bar&club (BCK) di Zurigo.

Bücheli ha poi illustrato le procedure per ottenere l'autorizzazione all'apertura di un bar: «Ogni locale deve presentare un piano di sicurezza che indichi il numero di uscite di emergenza, la ventilazione, i rilevatori di fumo e gli estintori. Se il piano non è completo, il locale non può aprire».

Beat Imhof, presidente di GastroSuisse, sottolinea come il dramma di Crans-Montana abbia aumentato la responsabilità sia dei gerenti, che degli enti preposti ai controlli. «Tutti vogliono evitare il ripetersi di simili tragedie. Nei prossimi giorni tutti verificheranno che le porte tagliafuoco siano chiuse e che nulla ostruisca le vie di uscita».

In Svizzera le normative sui locali pubblici sono decise dai Cantoni e sono considerate tra le più rigorose. A Zurigo, ad esempio, ogni locale viene ispezionato almeno una volta all'anno, con possibilità di controlli a sorpresa.

Le indagini hanno ipotizzato che l'incendio del bar «Le Constellation» sia stato innescato dall'uso di «fontane pirotecniche», dispositivi non metallici che producono scintille e fiamme. Alcuni gerenti hanno già deciso di vietarne l'uso.

«È importante attendere i risultati finali dell'inchiesta prima di adottare misure definitive», precisa Bücheli. «Le immagini mostrano candele vicine al soffitto: non è la stessa situazione di una candela su una torta in un ristorante», aggiunge Imhof. La BCK di Zurigo ha comunque consigliato ai propri membri di evitarne l'uso, anche per rispetto delle vittime.

Un'altra misura prioritaria è la formazione del personale. «In ogni locale deve esserci almeno una persona dello staff, come il responsabile di serata o il capo bar, formata sulle procedure di sicurezza», spiega Bücheli. Imhof aggiunge: «Il personale deve sapere come reagire in situazioni di emergenza, anche in assenza del titolare». GastroSuisse offre corsi di formazione sulla sicurezza per locali pubblici.

Bücheli e Imhof concordano sul fatto che non servono provvedimenti frettolosi, ma occorre essere più severi nei controlli e nell'applicazione delle normative esistenti, garantendo che ogni locale rispetti pienamente le regole di sicurezza in vigore.

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«Per i feriti al Niguarda sarà una dura battaglia»

Degli undici feriti dell'incendio di Capodanno del bar Le Constellation di Crans-Montana (VS) ricoverati all'Ospedale Niguarda di Milano, cinque sono ricoverati al Centro grandi ustioni e sei in terapia intensiva, tre dei quali in condizioni «particolarmente critiche».

Lo afferma Giampaolo Casella, direttore di Anestesia e Rianimazione del Niguarda, secondo il quale «nelle prossime settimane avremo una vera e propria battaglia per questi pazienti», la cui «situazione clinica è estremamente seria».

Nell'incendio «sono stati coinvolti 20 cittadini italiani, quattordici feriti e sei purtroppo deceduti. In questo momento risulta ricoverato in Svizzera un cittadino italiano che doveva essere trasferito prima ieri e poi oggi, ma le condizioni cliniche non consentono in questo momento il trasporto e ci si deve aggiornare tra qualche giorno per un primo bollettino e per ricevere quello che è chiamato Fit to fly, cioè la capacità di una persona a resistere a un volo sanitario», ha dal canto suo riferito il capo del dipartimento della protezione civile, Fabio Ciciliano, nel corso di una conferenza stampa a Roma per fare il punto sul coordinamento delle attività del servizio nazionale della protezione civile legate alla tragedia.

un giorno fa
Sotto la lente la presenza di minori dopo le 22 nel bar

C'è un altro aspetto, importante, relativo alla tragedia di Crans-Montana, su cui le autorità dovranno fare chiarezza. Ossia, quello dei minorenni presenti all'interno del bar Le Constellation. Molte delle vittime e dei feriti, infatti, avevano tra i 14 e i 16 anni. Eppure, secondo quanto prevede la legge vallesana, un giovane di età inferiore ai 16 anni non può frequentare un bar dopo le 22:00 senza essere accompagnato da un genitore o da un rappresentante legale. È quanto ha confermato la procuratrice generale Béatrice Pilloud a Keystone-ATS. 

Il fatto che nel locale in cui si è consumata la tragedia fossero presenti soprattutto minorenne continua a far discutere. Soprattutto perché, stando alle testimonianze raccolte da vari media, alcuni dei genitori delle vittime e dei feriti hanno rivelato di non aver accompagnato i propri figli al bar Le Constellation nella notte di Capodanno. Motivo per cui, la stessa procuratrice Pilloud ha dichiarato di non poter dichiarare, al momento, «se i giovani fossero accompagnati o meno». 

un giorno fa
Tragedia di Crans-Montana, Santacroce: "In 28 anni mai avuto un caso simile"
Il capo della Scientifica della Polizia cantonale ticinese si è recato in Vallese con dei colleghi per supportare le autorità locali. "Una situazione straziante".

“Il nostro compito era quello di recarci immediatamente sul luogo e dare supporto alla polizia del Canton Vallese. Il senso era di avere alcuni collaboratori che si prendessero a carico la scena dei fatti del disastro e altri che si presentassero al centro di identificazione dove venivano portate le vittime, per poterle identificare”. Così Giancarlo Santacroce, capo della Scientifica della Polizia cantonale, racconta a Ticinonews il lavoro svolto in questi giorni dagli esperti forensi ticinesi che hanno collaborato con i colleghi vallesani a seguito della tragedia avvenuta a Crans-Montana la notte di Capodanno.

Gli inquirenti hanno detto subito che l’identificazione delle vittime era la priorità numero uno. Ci siete riusciti in un finesettimana. Sentivate la pressione?

“Assolutamente. Il nostro compito consiste nel cercare di accelerare le tempistiche di identificazione e ci immedesimiamo nel dolore dei familiari che non hanno informazioni. Ma ci sono dei tempi tecnici per poter eseguire un lavoro senza errori. All’interno della scena, tuttavia, abbiamo potuto usare un concetto nuovo sviluppato dalla polizia francese e questo ha sicuramente accorciato la durata dell'intervento, permettendo anche ai corpi delle vittime di essere trasferiti più rapidamente al centro di identificazione".

Identificazione che inizialmente sembrava dover essere più lunga. Cosa vi ha aiutato a svolgerla in tempi così brevi?

“Come detto, il protocollo sui luoghi ha accorciato i tempi. Inoltre, la maggior parte dei cittadini svizzeri che hanno perso la vita avevano il passaporto biometrico, che consente di estrarre le impronte digitali. E il raffronto dell’impronta è molto più rapido, ad esempio, rispetto al dover estrapolare il profilo di un DNA, il quale richiede anche la presenza dei genitori per ottenere un DNA di confronto”.

Solitamente non siete chiamati a intervenire in situazioni così grosse. Il distacco emotivo è stato utilizzabile o ci sono stati momenti in cui bisognava riprendere fiato?

“In 28 anni di carriera  non ho mai avuto un caso con un numero così elevato di vittime. È una situazione straziante: prima di essere professionisti siamo esseri umani, dunque viviamo anche noi queste emozioni. È vero però che le controlliamo e riusciamo a focalizzarci sull’importanza del lavoro; sappiamo quanto dobbiamo essere precisi nello svolgerlo, perché da questo dipenderà poi la possibilità di identificare una persona. Dentro di noi abbiamo dunque sentimenti contrastanti: le forti emozioni da un lato e l’essere razionali e professionali dall’altro”.

Come ha funzionato il lavoro con le altre polizie cantonali?

“Ha funzionato molto bene. All’interno della comunità forense c’è una grandissima solidarietà. Ci consociamo tutti e frequentiamo ogni anno corsi di aggiornamento. C’è questo senso di appartenenza che in momenti simili aiuta molto. Anche se in Svizzera parliamo lingue diverse, riusciamo a comunicare tra di noi e a ottenere il massimo anche da situazioni drammatiche”.

Tornando dal Vallese, cosa si porta dietro?

“Mi porto dietro la drammaticità di questo evento, ma anche la consapevolezza di aver dato il nostro contributo come Canton Ticino ai colleghi del Vallese. Il fatto di essere stati utili, di aver alleviato per un momento il dolore delle famiglie di tutte le vittime di questa tragedia”.

La pressione mediatica è stata devastante. Voi, mentre eravate lì, l’avete sentita oppure siete stati tutelati?

“Quando abbiamo lavorato non abbiamo sentito la pressione mediatica. E mentre stavamo operando all’interno dell'interrato è arrivato il Presidente della Confederazione, che ci ha portato il suo saluto. Ecco, questo è stato un elemento fondamentale, perché ci ha dato energia in più per fare bene il lavoro, sapendo dell’importanza del nostro compito in quel momento”.

L'intervista a Giancarlo Santacroce andata in onda a Ticinonews:

  

 

 

 

un giorno fa
Dal Ticino a Crans-Montana per il riconoscimento delle vittime: l'intervista

Qui trovate l'intervista al commissario capo Giancarlo Santacroce, responsabile della Scientifica della Polizia cantonale ticinese, intervenuto in Vallese insieme a tre collaboratori.

un giorno fa
Crans-Montana: atterrato a Roma l'aereo con un'altra salma italiana

È atterrato all'aeroporto romano di Ciampino il velivolo dell'aeronautica militare italiana con a bordo la salma di una quinta vittima italiana dell'incendio di Capodanno del bar Le Constellation di Crans-Montana (VS).

L'aereo aveva già fatto scalo all'aeroporto milanese di Linate, dove sono arrivate le salme di altri quattro giovani italiani.

Ad accogliere la salma il ministro degli esteri Antonio Tajani e il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi.

Intanto il feretro di una delle vittime giunte a Milano, un sedicenne genovese campione di golf residente a Dubai, è arrivato in auto a Genova, accolto dalla sindaca del capoluogo ligure Silvia Salis e dall'assessore regionale Massimo Nicolò.

''Il Senato si stringe con affetto e commozione alle famiglie colpite dalla tragedia di Crans-Montana. Il loro dolore unisce l'Italia in un unico sentimento di sincero cordoglio e profonda vicinanza'', ha scritto sulle reti sociali il presidente del Senato Ignazio La Russa, postando alcune immagini dell'arrivo delle salme delle giovani vittime all'aeroporto di Milano Linate.

un giorno fa
Identificati tutti i 116 feriti (e non 119)

Sono state identificate tutte le 116 persone ferite nell'incendio del Constellation a Crans-Montana. Un lavoro reso possibile dal Servizio di identificazione delle vittime di catastrofi (DVI) e dall'Istituto di medicina legale.

83 feriti si trovano tuttora in ospedale, fa sapere la Polizia cantonale vallesana.

I feriti:
- 21 svizzere;
- 47 svizzeri;
- 10 cittadine francesi;
- 11 cittadini francesi;
- 4 italiane;
- 6 italiani;
- 2 polacche;
- un belga;
- una portoghese;
- un ceco;
- 4 serbi;
- un australiano;
- un bosniaco;
- un congolese;
- un lussemburghese;
- un cittadino con doppia cittadinanza francese-finlandese;
- un cittadino con doppia cittadinanza svizzera-belga;
- un cittadino con doppia cittadinanza francese-italiana;
- un cittadino con doppia cittadinanza italiana-filippina.

Inizialmente – chiariscono le autorità – si era parlato di «119 feriti» (oltre ai 40 morti). In realtà, tre persone ricoverate al pronto soccorso nella notte di Capodanno erano state erroneamente attribuite all'incidente, nonostante non fossero coinvolte.

un giorno fa
Supporto psicologico a Crans-Montana

Il Comune di Crans-Montana, in collaborazione con il Centro di Salute di Sierre (CMS), sta istituendo un servizio di supporto psicologico. Le consulenze si terranno a Crans-Montana a partire da venerdì 2 gennaio, dalle 16:00 alle 19:00, e poi dalle 10:00 alle 18:00 a partire da sabato 3 gennaio 2026.

Chiamare lo 076 834 97 05 per fissare un appuntamento.

un giorno fa
È arrivato a Linate l'aereo con le salme di 5 italiani

È decollato circa un'ora dopo rispetto al programma iniziale dall'aeroporto militare di Sion il volo dell'Aeronautica militare che sta riportando a casa cinque delle vittime italiane dell'incendio di Capodanno a Crans-Montana (le esequie della sesta vittima italiana, la 15.enne Sofia, si terranno in Ticino).

Il C-130 è atterrato a Milano Linate poco prima delle 13.00.

un giorno fa
Losanna chiede ai suoi 600 locali di verificare le norme di sicurezza

Dopo l'incendio scoppiato a Capodanno nel bar «Le Constellation» di Crans-Montana (VS), la città di Losanna adotta misure di prevenzione. Con una mail, chiederà a circa 600 locali di verificare i loro protocolli di sicurezza. La misura ha quale obiettivo quello di evitare una tragedia simile e di garantire l'applicazione delle norme di sicurezza in tutti gli esercizi aperti al pubblico.

«Una mail sarà inviata a tutti i locali della città affinché verifichino l'efficacia del loro piano di sicurezza», ha dichiarato a Keystone-ATS il municipale losannese responsabile della sicurezza Pierre-Antoine Hildbrand, riferendosi a un'informazione in tal senso diffusa dalla RTS.

Ciò concerne discoteche, bar e ristoranti, ma anche sale da tè, ossia tutti i luoghi che possono accogliere il pubblico e dotati di un esercizio di vendita di bevande, ha precisato.

In secondo luogo il municipale vuole garantire che questi locali siano regolarmente e adeguatamente controllati a livello interno e ha chiesto alla polizia del fuoco di Losanna di redigere una valutazione della situazione.

Infine, Hildbrand propone di convocare una riunione con tutte le parti interessate per verificare se è necessario rivedere alcuni aspetti della sicurezza antincendio. Si potrebbe ad esempio organizzare una formazione continua per il personale di questi esercizi, ha dichiarato.

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L'appello ai media della famiglia di Sofia: «Rispettate la nostra privacy»
© KEYSTONE (AP Photo/Antonio Calanni)
Il messaggio del papà della 15.enne di Castel San Pietro è rivolto ai media, anche italiani: «Intendiamo celebrare le esequie senza clamori ed in forma riservata, nella sola cerchia di familiari e amici»

«In questi terribili giorni, segnati da un dolore profondo, stiamo affrontando un percorso umano estremamente delicato e chiediamo con fermezza che venga rispettata la nostra privacy, così come la dignità del momento e il diritto al raccoglimento». È l'appello della famiglia di Sofia Prosperi, la vittima ticinese del terribile incendio di Crans-Montana. Un appello rivolto in particolare ai media, ticinesi e italiani (la 15.enne era di nazionalità italiana, ma era nata e cresciuta in Ticino).

Matteo Prosperi, il papà di Sofia, chiede che «venga garantito il massimo rispetto del lutto e del cordoglio che colpiscono la famiglia, gli amici e tutte le persone vicine» alla vittima.

«In modo particolare, chiediamo che, nel periodo che precederà le esequie di Sofia e durante la celebrazione delle esequie stesse, non vi siano pressioni, contatti insistenti, riprese o presenze intrusive, né presso i luoghi di raccoglimento privato né presso la sede delle celebrazioni, o in qualsiasi luogo in cui siamo o saremo presenti. 

Intendiamo celebrare le esequie di Sofia senza clamori ed in forma riservata, nella sola cerchia di familiari e amici, con l’unico intento di mettere al centro il suo ricordo, in un clima di rispetto e intimità, possibilmente al riparo dalla vasta copertura mediatica che ha sinora contraddistinto le giornate successive alla tragedia.

Confidiamo nella sensibilità e nel senso di responsabilità di tutti i media, affinché vengano rispettati il dolore e la sfera privata della nostra famiglia e delle persone a noi vicine».

CARICA ALTRI
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