Midterm
Dazi Usa, la vittoria democratica non cambia le prospettive della Svizzera
Barbara Venneri
05.11.2026 20:24

Foto: ©Mariam Zuhaib
La politica elvetica non si fa illusioni: il trionfo dei democratici alle midterm statunitensi non inciderà sui dazi imposti alla Svizzera dal presidente repubblicano Donald Trump.
L’opinione. Dopo la schiacciante vittoria dei
democratici alle elezioni di metà mandato statunitensi, la politica svizzera
non si attende a breve un cambio di passo sui dazi imposti alla Confederazione
dal presidente repubblicano Donald Trump. È opinione del consigliere nazionale
PLR Simone Gianini: «Le sue prerogative sono ancora molto grandi, nella
politica estera e in quella economica». Della stessa linea, il consigliere agli
Stati UDC Marco Chiesa che aggiunge: «Una maggioranza democratica non è necessariamente più favorevole al nostro Paese».
Il quadro generale. Da fine luglio, sono in vigore dazi al
12,5% nei confronti della Svizzera che, nel frattempo, continua a lavorare a un
accordo commerciale indipendenti dagli sviluppi giuridici e politici negli Stati Uniti. Ne viene regolarmente informata la Commissione politica
estera dove siede Marco Chiesa. A detta del senatore, i colloqui diretti stanno
rallentando. Infatti, sono ancora aperti i conflitti tra Russia e Ucraina e in
Medio Oriente.
La previsione.
Al di là dei dazi, le midterm potrebbero provocare cambiamenti che
possono incidere sull'Europa e quindi sulla Svizzera. Ad esempio, secondo
Simone Gianini, «lo spauracchio della guerra, in particolare nei confronti
dell'Iran». Questioni che restano nelle mani presidenziali, tuttavia il consigliere
nazionale immagina «un approccio un po' diverso, anche per non far
completamente perdere il suo partito alle prossime presidenziali».

