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Grande distribuzione
Cambiamento storico in vista per Migros? Si valuta la cooperativa unica
© CdT / Chiara Zocchetti
© CdT / Chiara Zocchetti
Redazione
8 ore fa
Alla base della riorganizzazione ci sarebbe la volontà di dotarsi di una struttura più snella per fare fronte alla concorrenza di Aldi, Coop e Lidl.

Quello che potrebbe delinearsi all'orizzonte per Migros è un cambiamento storico, se non epocale. Già, perché il gigante arancione starebbe lavorando alla soppressione delle sue dieci cooperative regionali. Secondo informazioni provenienti da fonti vicine al dossier, citate dalla NZZ am Sonntag, il direttore della Migros, Mario Irminger, si sarebbe infatti espresso a favore di un’unica cooperativa.

Una struttura più snella per far fronte alla concorrenza

Alla base di questa riorganizzazione ci sarebbe la volontà di dotarsi di una struttura più snella per fare fronte alla concorrenza di Aldi, Coop e Lidl. Le discussioni riguarderebbero una riduzione a tre cooperative regionali oppure una fusione completa. Queste cooperative sono società autonome che detengono, in proporzione alle loro dimensioni, quote della Federazione delle Cooperative Migros (FCM), con sede a Zurigo. Ora, dieci cooperative implicano molte costose duplicazioni, conflitti di competenza e lunghi processi decisionali che minano la competitività del gigante della grande distribuzione in un settore che sta vivendo quella che è probabilmente la guerra dei prezzi più feroce della storia. Basti pensare che i due discount tedeschi, Aldi e Lidl, nell'ambiente vengono definiti «mostri dell'efficienza» per via del loro enorme potere d'acquisto, dovuto alle operazioni a livello globale.

Resta anche da capire quali conseguenze avrebbe l'eventuale soppressione delle dieci cooperative regionali sul personale di Migros.

Eludere il voto dei soci

Una fonte indica che un accordo sarebbe imminente, mentre fonti interne rivelano che il gruppo punta a realizzare questa riforma senza passare attraverso un voto generale dei soci. Se Migros volesse creare un’unica cooperativa, il rifiuto di anche solo una delle dieci entità regionali potrebbe compromettere l’intero progetto. Ma, a quanto pare, esisterebbero delle scappatoie legali che consentirebbero una manovra senza il voto dei soci. La questione resta però delicata in quanto, con una mossa del genere, i dirigenti di Migros rischierebbero di apparire come degli autocrati. L'ufficio stampa di Migros, contattato sempre dalla NZZ am Sonntag, ha rifiutato di commentare la vicenda.

Lo scorso autunno, ad ogni modo, Migros ha gettato le basi per la nuova organizzazione, adottando la sua strategia aziendale «Visione 2035». Alla voce «organizzazione» si legge: «Ci impegniamo per l'efficienza e la semplificazione al fine di rimanere competitivi e di successo nel lungo termine».

«Ancora nessuna decisione definitiva»

Da parte sua, Migros non ha smentito di stare lavorando internamente a una nuova organizzazione, pur precisando alla  NZZ am Sonntag che al momento non è stata presa alcuna decisione definitiva.

Il precedente

Va ricordato anche che quello che si prospetta non è il primo intervento di snellimento in seno a Migros. Già all'inizio del 2024, il gigante arancione aveva ceduto Hotelplan, SportX, melectronics, Mibelle, Micasa, Do It + Garden e Bikeworld. Tale riorganizzazione, all'epoca, aveva dominato le prime pagine dei giornali. Che cosa riserverà il futuro, invece, solo il tempo potrà dirlo.