“1,2,3 stella” con esecuzione mimata: Squid Game a scuola
Episodi del genere si sono verificati in alcune scuole vodesi e ora il Cantone scrive alle famiglie
di daco
“1,2,3 stella” con esecuzione mimata: Squid Game a scuola
Immagine Shutterstock

È il fenomeno del momento: il lancio della serie Netflix Squid Game, di produzione coreana, è subito diventato, pochi giorni dopo la pubblicazione della serie sulla piattaforma, il più guardato di sempre. In Squid Game si dipinge un mondo macabro in cui le persone emarginate sono messe l’una contro l’altra nei tradizionali giochi per bambini. Mentre il vincitore può guadagnare milioni in contanti, i giocatori perdenti vengono sterminati.

Certo non si tratta di immagini che si mostrerebbero a un bambino. Eppure, i giovanissimi che hanno visto le puntate di Squid Game e stralci degli episodi sono numerosi, anche in Svizzera. E così, l’”1,2,3 stella!” della serie coreana nel quale i giocatori colti in un movimento sono massacrati è stato replicato nelle scuole elementari vodesi, dove nei confronti dei bambini perdenti si mimava un’esecuzione per fucilazione o sgozzamento, sulla falsariga di quanto avviene nella serie. Ne parla il Blick nella sua edizione romanda.

Richieste di aiuto da bambini di 9 anni
Al tabloid d’Oltralpe il Dipartimento dell’educazione del Canton Vaud non ha segnalato episodi di violenza legati alla visione della serie, benché comunque si sottolinei come alcuni allievi (“a volte di soli 9 o 10 anni”), scioccati da alcune scene viste, abbiano chiesto aiuto all’infermeria scolastica o agli insegnanti.

Il Canton Vaud corre ai ripari
È per questo che, come riferisce il Blick, il Dipartimento vodese è corso ai ripari, preparando un modello di lettera che gli istituti potrebbero inviare alle famiglie nel caso in cui nuovi episodi di disagio si verificassero. Il testo recita: “Abbiamo scoperto che vostro figlio e/o suoi compagni di classe hanno visto, fuori dall’orario scolastico, uno o più episodi della serie Squid Game (...), proibita ai minori di 16 anni”. Nella lettera si fa riferimento ai giochi violenti mimati prima di invitare i genitori a parlarne con i figli: “Vi chiediamo di prendervi subito del tempo per discutere di questa situazione con vostro figlio e di prendere le misure che vi sembrano appropriate in qualità di genitore”.

Mode social
Squid Game non è il primo trend online che sfocia in episodi di violenza, immaginata o reale. Di recente ha fatto molto discutere la moda del “blackout”, che spopola su TikTok. Nei video condivisi sulla rete sono mostrati ragazzini che si soffocano fino a svenire. La sfida è però finora costata la vita a una bambina di 10 anni a Palermo e a un 14enne canadese.

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