Esercito
11mila persone all'anno lasciano l'esercito prematuramente
Redazione
22.12.2023 10:55

Foto: ©Chiara Zocchetti
L'Esercito svizzero condurrà uno studio per analizzare i motivi che spingono le persone ad optare per il servizio civile anziché completare il servizio militare obbligatorio. Lo studio, che si concentrerà sull'evoluzione della situazione e fornirà raccomandazioni, sarà condotto da un istituto di ricerca esterno e i risultati sono attesi entro la fine del 2024.
Sono circa 11mila all’anno le persone soggette all’obbligo
del servizio militare che decidono tuttavia di lasciare l’esercito prima di
aver adempiuto il proprio obbligo di leva. Se il 30% è costituito da
licenziamenti per motivi medici, circa il 60% di questi decide di passare invece
al servizio civile. I motivi? Ampiamente sconosciuti. Stando a quanto comunicato
dall’Esercito svizzero, per poter prendere efficaci misure – e sviluppare ancor
di più il sistema militare obbligatorio – il DDPS sottoporrà ad analisi, in
collaborazione con l’Ufficio federale del servizio civile, i motivi che spingono
le giovani leve a passare al servizio civile. Sono ormai anni che le partenze dovute al passaggio al servizio
civile si sono stabilizzate a un livello elevato.
Servizio civile
Il servizio civile è quello sostitutivo
per le persone soggette all’obbligo di prestare servizio militare “che non
possono conciliare il servizio militare con la propria coscienza”, si legge nella
nota, dove viene anche sottolineato che “con la soluzione della prova dell’atto,
il legislatore ha rinunciato a un’audizione personale in merito ai motivi della
domanda di ammissione al servizio civile”. In collaborazione con l’Ufficio federale del servizio civile (CIVI), l’esercito – come detto – condurrà uno studio al fine di analizzare
eventuali motivi che esulano dai conflitti di coscienza per la presentazione di
una domanda di ammissione al servizio civile. “Alla luce della situazione di
sicurezza deteriorata in Europa e delle questioni riguardanti l’apporto di
personale, questo rilevamento aggiornato fa parte dei diversi provvedimenti
volti a contrastare le partenze con misure mirate e a sviluppare ulteriormente
il sistema dell’obbligo di prestare servizio”.
Lo studio
Lo studio analizzerà in particolare l’evoluzione della situazione prima,
durante e dopo l’‘ulteriore sviluppo dell’esercito’ (2018-2022). L’interesse
principale verterà sulla motivazione che porta le persone soggette all’obbligo
di prestare servizio militare a presentare una domanda di ammissione al
servizio civile. I motivi possono essere molteplici e, oltre al conflitto di
coscienza dichiarato, anche altri fattori possono avere un ruolo. “Sarà inoltre
interessante analizzare a che stadio le domande vengono presentate”. Il nuovo
studio dovrà anche tenere conto di questa gamma di motivi complessa e fornire
un quadro chiaro. Inoltre, sulla base dei risultati dell’analisi dei motivi, lo
studio dovrà formulare raccomandazioni generali in merito ai settori
dell’esercito (fattori push) e del servizio civile (fattori pull) che occorre
migliorare. Saranno interrogate le persone soggette all’obbligo di prestare
servizio civile, le persone che hanno presentato una richiesta di ammissione rifiutata
e le persone soggette all’obbligo di prestare servizio militare che non hanno
presentato alcuna domanda e che continuano a prestare servizio militare. Lo
studio sarà condotto dall’istituto di ricerca esterno Interface Politikstudien
Forschung Beratung AG. I sondaggi si svolgeranno all’inizio del 2024, mentre i
risultati sono attesi per la fine del 2024.

