
Ancora una volta, ieri sera, Giovanni Morini ha osservato i suoi compagni giocare, e perdere, contro il Langnau. Da una posizione privilegiata, certo, ma incredibilmente scomoda: quella del 13esimo attaccante, rimasto per 60 minuti sulla panchina di riposo.
Purtroppo per lui, non si tratta di una novità. Da inizio stagione il centro italiano è stato messo a referto tre volte, senza tuttavia accumulare neppure un secondo di gioco.
Una situazione anomala per un elemento che, in 12 stagioni in prima squadra, era sempre riuscito a ritagliarsi un ruolo ben preciso all’interno dello scacchiere bianconero.
Per lui coach Mitell ha speso solo parole dolci. «Lavora duro, non posso rimproverargli niente», ha affermato più volte negli scorsi giorni lo svedese.
Evidentemente però, ai suoi occhi, almeno al momento ci sono 12 attaccanti davanti a lui.
La domanda più ovvia da porsi oggi è allora: quanta pazienza avrà ancora Giovanni Morini?
A 31 anni e con un contratto in scadenza fra pochi mesi, il numero 23 ha necessità di giocare anche per rendersi appetibile sul mercato. In questo senso è scontato che il suo entourage si stia guardando attorno: da una parte per sondare eventuali opportunità a corto termine, dall’altra per assicurare a Morini un contratto in vista delle prossime stagioni.
Escludere a priori una partenza già nelle prossime settimane sarebbe dunque sbagliato. Il club bianconero è a conoscenza del desiderio di Morini di giocare con continuità e, qualora si presentasse un’opportunità con una società di National League interessata al suo profilo, difficilmente potrebbe ignorarla.
Anche perché, date le premesse, oggi è difficile immaginare Morini e il Lugano sedersi a un tavolo per discutere un prolungamento del contratto.
Potrebbe essere l’Ambrì, del quale tanto si è vociferato nelle scorse ore, la possibile destinazione? Per il momento il club leventinese sta a guardare.
Chi conosce bene le nuove dinamiche interne ai biancoblù tende però a tirare il freno: Morini è un giocatore apprezzato e stimato, ma difficilmente potrà rientrare tra le priorità di una società che si è posta come obiettivo la valorizzazione dei giovani.

