Cerca e trova immobili
Calcio
Il Lugano superlativo ne fa 5 al Getafe
©Victor Lerena
©Victor Lerena
Massimo Solari
13 ore fa
I bianconeri superano la formazione di José Bordalás - Decisivo il primo tempo sontuoso, chiuso sul 3-1

Un'altra impresa incredibile e indimenticabile. Questa volta in casa del Getafe, settima forza dell'ultima Liga. La Conference League del Lugano continua a essere un sogno. Dopo la vittoria in rimonta contro la Stella Rossa, i bianconeri hanno rifilato addirittura cinque reti agli spagnoli, celebri per la loro, a questo punto presunta, impermeabilità difensiva. Una manita totale, per un 5-2 finale che profuma di storia. Ancora.

Per un'ora è stato grande Lugano. Una prestazione regale, davvero, con i valori della vigilia - Liga VS Super League - completamente ribaltati. E l'Estadio Coliseum addirittura rivoltatosi contro i propri beniamini, fischiati al rientro negli spogliatoi al grido "tirate fuori gli attributi. Proprio così, il Getafe del guru José Bordalás - costretto a quattro cambi dopo 45 minuti - impaurito di fronte a un avversario immenso per intensità e contenuti.

Il paradosso? A passare in vantaggio, dopo un minuto, erano stati gli spagnoli, con Azón favorito da un retropassaggio sanguinoso di Grgic. Poco male, perché la reazione dei bianconeri è stata immediata. Il pareggio di Ajeti è infatti arrivato già al 3', con Dos Santos bravo a scappare sulla sinistra e a servire un cioccolatino nel cuore dell'area. Il Lugano, suggerivamo, non si è però fermato. Anzi. Ha imperversato, facendo girare la testa agli iberici e trovando altre due reti. A salire in cattedra è stato di nuovo Ajeti, che al 7' ha flirtato con la linea difesa altissima del Getafe e il fuorigioco, prima di trovare il magico sinistro di Cimignani. Al 27' ecco quindi il tris, sublime, con Bislimi a inventare per il movimento in profondità di Moncada e l'honduregno poi intelligentissimo a innescare il fiuto del solito Ajeti.

Un piccolo, grande capolavoro, sì, che a inizio ripresa ha assunto i contorni dell'apoteosi, visto il 4-2 firmato da Bislimi, su assist di uno Zanotti devastante. E poi? Poi c'è stato da soffrire. Da morire. Perché Mayoral, al 74', ha approfittato di un'altra esitazione di von Ballmoos e perché il Getafe, di riflesso, si è messo a spingere di brutto, un traversone dopo l'altro nei sedici metri bianconeri. Il Lugano ha tremato ma non si è mai piegato. Anzi. Allo scadere è arrivata pure la manita con Behrens. Per un'altra impresa indimenticabile. 

I tag di questo articolo