Calcio
Gavranovic: "In Nazionale c'è un'insoddisfazione collettiva"
©Chiara Zocchetti
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Redazione
22 giorni fa
Il calciatore ticinese espone i motivi del suo ritiro e riferisce di un clima poco sereno all'interno della "Nati". "Mi fermo qua prima di dire cose che poi andrebbero contro di me".

È tornato a parlare Mario Gavranovic. Dopo l’annuncio del suo ritiro e l’approdo al FC Mendrisio in Prima Lega, l’attaccante ticinese ha esposto le motivazioni che lo hanno portato ad appendere le scarpe al chiodo.

Il motivo

L’attenzione è tutta concentrata su sua figlia. È questa la motivazione principale del ritiro dalla carriera professionista di Gavranovic: “Il motivo numero uno per il quale sono qua e per il quale non ho parlato per tanto tempo, è anche la ragione del mio ritiro. Per me è stato un periodo difficile", spiega il ticinese. "La decisione consensuale del divorzio tra me e la mia ex-moglie ha influito a livello personale. Il focus è andato su mia figlia: doveva terminare l’asilo e non volevo essere lontano dalla persona più importante della mia vita. Ho deciso, dopo tanti anni, che non avrei più accettato ulteriori offerte all’estero. Sarebbe stato bello per me terminare la carriera dove avevo iniziato, ovvero a Lugano, ma non c’è stato nessun accordo. Capisco e rispetto la scelta della società bianconera”.

Quel gol alla Francia

I più si ricordano del gol di Gavranovic con la maglia rossocrociata contro la Francia. Il ticinese ha siglato la rete del 3-3 che ha permesso alla "Nati" di giocarsi l’ottavo di finale ai supplementari. Il gol si è poi rivelato decisivo: la Svizzera ha eliminato i "bleus" da Euro2020. Gavranovic, pur riconoscendo l’importanza della rete, non è propriamente felice di essere riconosciuto solo per quella: “È l’unico momento che la gente si ricorda. Sembra che in carriera abbia fatto solo un gol, invece ne ho fatto qualcuno in più. Ho timbrato quasi 200 reti in carriera e non ci sono tanti giocatori che possono dire di averlo fatto". Costantemente, invece, "tutti si ricordano solo di quel gol. In ogni caso, la partita con la Francia è stato il momento più emozionale di tutta la mia carriera, perché ha significato tanto per un’intera nazione”, afferma l'attaccante.

Su Yakin

Per quanto riguarda la Nazionale, Gavranovic riserva alcune parole al vetriolo verso l’ultima gestione: “Non sono dentro e non posso dire tanto. I giocatori con i quali mi sono sentito mi hanno riferito di un’insoddisfazione collettiva di come stanno andando le cose. È meglio che mi fermi qua prima di dire cose che poi andrebbero contro di me. Per una volta sono un po’ più intelligente e non faccio commenti sulla Nazionale, perché in questo momento non mi riguardano”, conclude il calciatore.

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