Calcio
Embolo attacca l'ASF: «Il mio caso è diverso da quello di Xhaka»
Redazione
31.10.2026 12:00

Foto: ©PETER KLAUNZER
Escluso dalla Nazionale dopo la condanna per falsi certificati Covid, l'attaccante accusa la Federazione di aver ceduto a pressioni esterne e annuncia il ritorno a novembre
La decisione. Breel Embolo sostiene che la sua mancata convocazione in Nazionale non sia stata una scelta personale, ma una decisione dell'Associazione svizzera di football (ASF) presa sotto la pressione di persone esterne. Il 29enne, che gioca ad Atlanta, era stato condannato per l'acquisto di due falsi certificati Covid. Lo afferma in un'intervista a Schweiz Heute, come riporta watson.
La dichiarazione. «Per me è stato doloroso che l'ASF si lasci condizionare da persone esterne per prendere una decisione». Vaccinato tre volte, Embolo parla di «un caso del tutto diverso da quello di Granit». Riconosce di aver sbagliato, ma non capisce l'esclusione: le circostanze erano note da anni, e l'unico elemento nuovo era la condanna.
Il prossimo passo. Con 92 presenze in Nazionale, l'attaccante annuncia il ritorno a novembre e dice di non avere problemi con l'allenatore Murat Yakin, con il direttore Pierluigi Tami o con i compagni. Sul cartellino rosso ai Mondiali contro l'Argentina sostiene che Leandro Paredes lo abbia toccato.

