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Canottaggio
Due volte sul podio, la Svizzera U23 brilla agli Europei U23
Il quartetto femminile rossocrociato con Soley Rusca, la seconda da destra
Il quartetto femminile rossocrociato con Soley Rusca, la seconda da destra
Americo Bottani
16 giorni fa
Oro per Feuerstein-Löpfe nel doppio maschile e argento per il quattro di coppia femminile, con la luganese Soley Rusca

Due medaglie, due colori, due prestazioni di grande valore. È questo il prestigioso bilancio della Svizzera agli Europei U23 di canottaggio: oro nel doppio maschile con Constantin Feuerstein e Ivo Löpfe e argento nel quattro di coppia femminile, con la luganese Soley Rusca. A completare il bilancio della trasferta c’è anche l’argento conquistato dal quattro azzurro, con un altro luganese, Leonardo Salerno, in qualità di seconda voga. Un risultato che rende ancora più positivo il bilancio complessivo della spedizione. La piccola delegazione rossocrociata può dunque tornare a casa con il sorriso. Due medaglie europee rappresentano infatti una conferma dei progressi compiuti dal movimento svizzero, sotto la guida dell’head coach francese Alexis Besançon. Anche la seconda giornata degli Europei è stata condizionata dal forte vento contrario, che ha costretto gli organizzatori a modificare l’assegnazione delle corsie di partenza. Una decisione presa per rispettare il ranking stabilito dalle qualifiche di sabato, in condizioni che hanno continuato a mettere a dura prova gli equipaggi.

Feuerstein e Löpfe, un finale da campioni

L’oro conquistato dal doppio rossocrociato rappresenta una delle sorprese più belle della giornata. Constantin Feuerstein e Ivo Löpfe hanno interpretato la gara con grande intelligenza tattica. Nella prima parte, Francia e Germania hanno imposto il loro ritmo, ma gli svizzeri non si sono lasciati intimorire. Nella seconda metà della gara hanno cambiato marcia, mettendo in atto uno straordinario finale che ha lasciato di stucco i due battistrada. Una strategia evidentemente studiata a tavolino e interpretata alla perfezione. Servivano coraggio, lucidità e una tecnica impeccabile per fare la differenza in condizioni tanto difficili. Feuerstein e Löpfe hanno dimostrato di possedere tutte queste qualità, conquistando un oro dal peso specifico notevole.

Soley Rusca e compagne, un argento meritato

Dopo il risultato ottenuto nelle batterie, un posto sul podio sembrava possibile. Il colore della medaglia, tuttavia, era tutt’altro che scontato. Romania e formazione AIN sembravano le principali favorite, ma tra le pretendenti c’era anche la Svizzera. Alla fine, il titolo è andato alla Romania, mentre le rossocrociate hanno conquistato un brillante argento. Una medaglia costruita con una condotta di gara coraggiosa e determinata, che ha permesso loro di tenere a distanza la formazione neutrale. Quest’ultima è incappata in un inconveniente tecnico ai 1500 metri – un «pesce», come viene definito in gergo remiero – provocato dalle difficili condizioni del lago. L’argento svizzero resta comunque pienamente meritato e rappresenta un’importante conferma per il quartetto. Un risultato che potrebbe costituire un ottimo punto di partenza in vista di una nuova stagione ricca di ambizioni.

Bannwart chiude al terzo posto nella finale B

Dopo aver mancato la finale per il titolo, anche a causa di una corsia particolarmente esposta alle raffiche di vento, Alexander Bannwart si è preso una parziale rivincita nella finale B. L’atleta dello SC Stansstad ha chiuso al terzo posto, alle spalle dell’azzurro Pietro Zampaglione e del tedesco Mads Schmied, conquistando così il nono posto assoluto nel ranking europeo.Un risultato tutt’altro che negativo, soprattutto considerando che si trattava praticamente della sua prima esperienza internazionale nella «barca corta». Particolarmente brillante la sua prestazione nel finale, quando, grazie a una poderosa accelerazione, ha superato di slancio il turco Mehmet Yidiz, che occupava saldamente la terza posizione al terzo rilevamento cronometrico.

Peccato per il quattro di coppia maschile

Il quattro di coppia maschile ha invece dovuto alzare bandiera bianca ancora prima delle eliminatorie, a causa di un problema fisico accusato dal basilese Moritz Petry. Un inconveniente che ha impedito all’equipaggio di esprimere il proprio potenziale e che chiude una trasferta europea comunque ricca di soddisfazioni per il canottaggio svizzero.

 

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