Salta la partita di calcio, Caggiano furioso
A causa dell’incidente nella galleria del San Bernardino la squadra dell’FC Uzwil, che avrebbe dovuto giocare contro l’FC Paradiso, è rimasta bloccata ed è tornata indietro, senza avvisare. Il presidente: “Trattamento discriminatorio nei confronti di una squadra ticinese”
Redazione
Salta la partita di calcio, Caggiano furioso

L’incidente nella galleria del San Bernardino ha avuto ripercussioni anche sul calcio regionale ticinese. Questo pomeriggio, infatti, si sarebbe dovuta tenere la partita tra l’FC Paradiso e l’FC Uzwil. Ma la squadra svizzero tedesca ha fatto dietrofront. La vicenda ha fatto arrabbiare il presidente del FC Paradiso Antonio Caggiano perché, stando al suo racconto, gli accordi presi non sono stati rispettati.

Partita posticipata
I responsabili delle squadre, si legge nella nota diramata dal FC Paradiso a firma dello stesso presidente Caggiano, hanno concordato di posticipare la partita, inizialmente prevista alle ore 16.00, alle 17.00, dopo che la squadra dell’Uzwil ha chiamato alle 14.10 dicendo che è rimasta bloccata prima di San Bernardino a causa dell’incidente. “Anche un membro della Prima Lega ha confermato che le due squadre possono concordare tra di loro il da farsi”, sottolinea Caggiano.

La squadra torna indietro
“Alle 15:30 la squadra dell’Uzwil riparte ed al campo Pian Scairolo si attende il loro arrivo”, si continua a leggere. “Alle 15:50 il Paradiso prende quindi contatto telefonicamente con l’Uzwil, per sentirsi dire che erano sì ripartiti, ma verso casa. Una volta attraversato il tunnel hanno infatti invertito direzione di marcia per rientrare, in quanto hanno deciso con la Prima Lega, unilateralmente e senza ulteriormente interpellare il Paradiso, di annullare la partita”.

Sconcerto
La decisione ha lasciato “sgomenti” anche perché, spiega Caggiano, “partendo da San Bernardino alle 15:30 avrebbero tranquillamente raggiunto il Campo Piano Scairolo per le 16:20, rispettando anche il regolamento che prevede un ritardo massimo di 45 minuti sull’orario d’inizio predefinito”. Per il presidente questa decisione “dimostra ancora una volta il trattamento discriminatorio che viene messo in atto nei confronti di una squadra ticinese, non interpellata, non coinvolta e non informata, che ha preso atto di questa decisione solo perché ha avuto la premura di telefonare alle 15:50 per accertarsi dell’arrivo imminente della squadra”. “Non solo non vengono rispettate le regole che la stessa Prima Lega si impone, ma nemmeno quelle di base di una buona educazione e rispetto reciproco”, conclude il presidente.

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