Omar Wicht
Ticino al collasso, e Bruxelles vuole che paghiamo anche la disoccupazione dei frontalieri
Redazione
31.10.2026 18:04

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L'opinione di Omar Wicht, consigliere comunale a Lugano per la Lega dei Ticinesi
L'ultima
follia da Bruxelles: la Svizzera dovrebbe farsi carico delle indennità di
disoccupazione dei frontalieri. In un Cantone dove 1 famiglia su 3 è a rischio
povertà e con 80'000 frontalieri che già spremono il mercato del lavoro,
sarebbe il colpo di grazia. Berna deve dire NO, subito e senza se e ma.
L'Unione
Europea ha appena approvato la riforma del Regolamento 883/2004. Il nuovo
principio è chiaro: a pagare la disoccupazione di un frontaliere non sarà più
il Paese di residenza, ma il Paese di ultimo impiego. Tradotto: se un
frontaliere perde il lavoro in Ticino, a pagare dovrebbe essere la Svizzera.
Per
la Svizzera significherebbe un costo supplementare tra i 500 e gli 800 milioni
di franchi all'anno. Non possiamo, sarebbe una follia.
Gli Uffici regionali di collocamento ticinesi non hanno
alcuna possibilità di effettuare controlli oltre confine, nello spazio
economico europeo. Non hanno strumenti, non hanno giurisdizione, non hanno
personale per andare a verificare a Varese, Como, Milano o oltre.
Un'indennità
senza controllo, mentre ai nostri disoccupati chiediamo di tutto: corsi,
colloqui, ricerche, sanzioni se non si presentano.
Sarebbe
creare due categorie di disoccupati: i ticinesi, controllati e sotto pressione,
e i frontalieri disoccupati, intoccabili perché residenti all'estero.
Il
Parlamento ha già dato un segnale chiaro, con la mozione che chiede al
Consiglio federale di opporsi al recepimento di questa riforma.
Serve
una posizione di principio, non negoziabile: un frontaliere disoccupato non
deve avere diritto a ricevere prestazioni di disoccupazione svizzere.
Omar Wicht, consigliere comunale a Lugano per la Lega dei Ticinesi

