Amedeo Mapelli
Per i giovani servono coinvolgimento e istruzione
Redazione
28.10.2026 20:40

Foto: ritratti il centro comunali 2024
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L'opinione di Amedeo Mapelli
I numerosi moti giovanili che stanno scuotendo le città europee hanno avuto un inevitabile riverbero anche nel nostro Cantone. È difficile rimanere indifferenti di fronte a legittime rivendicazioni giovanili, dettate dalla prospettiva di un futuro vieppiù cupo e diseguale; altrettanto difficile è non indignarsi di fronte a scene di saccheggio e brutale violenza. Tuttavia, è da miopi, oltre che politicamente vigliacco, sottolineare eccessivamente queste ultime senza interrogarsi sulle prime. È naturale, e ormai pleonastico, dopo uno stillicidio di prese di posizione, ribadire la propria avversione verso ogni forma di violenza; si tratta delle fondamenta di ogni Stato liberale. Ma, come ha affermato alla RSI lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, l'invito è quello di distinguere tra chi manifesta e chi partecipa agli scontri.
Alla classe politica, spesso disallineata rispetto alle rivendicazioni, spetta il compito di comprendere le ragioni alla base delle manifestazioni, ma anche quelle che muovono gli istinti più feroci, ancorché minoritari. Lo stesso Crepet indica alcuni spunti da cui sarebbe importante partire: la noia allo stato puro di alcuni giovanissimi, la frustrazione di fronte a un futuro che sembra non esistere e la distanza generazionale tra chi subisce determinate decisioni, ritenute ingiuste, e chi le prende.
La base da cui avviare un percorso lungo e tutt'altro che semplice potrebbero fornirla i nostri Comuni: prima di proporre un progetto che riguarda la popolazione più giovane, è necessario ascoltarla: capirne i bisogni, soppesare le critiche. Pensare di costruire infrastrutture destinate ai giovani e sperare che siano poi loro a riempirle di contenuti è un ragionamento sbagliato. La politica comunale e cantonale dovrebbe pensare con i giovani, andando oltre i contenitori istituzionali di pura cosmesi. Le Commissioni giovanili hanno ragion d’essere solo se le riflessioni e le proposte che emergono al loro interno riescono a tradursi in un’influenza concreta sul dibattito politico. Questo coinvolgimento potrà rafforzare il senso di appartenenza a una comunità e consolidare la dignità delle giovani generazioni in quanto cittadini.
La scuola rappresenta un altro pilastro fondamentale delle nostre società. Come ricorda l’economista Thomas Piketty in un suo recente articolo, investire nell’istruzione è una condizione essenziale per guardare al futuro con fiducia. Significa offrire a ogni giovane gli strumenti necessari per costruire il proprio percorso di vita, indipendentemente dalle condizioni economiche, sociali o familiari di partenza. Questo impegno diventa ancora più importante laddove le difficoltà sociali sono più marcate, situazioni nelle quali l’ente pubblico è chiamato a intervenire con particolare attenzione, affinché a tutti siano garantite concrete opportunità di crescita e di emancipazione. Mi auguro che le mobilitazioni pacifiche in corso contribuiscano a riportare i temi scolastici e sociali al centro dell'attenzione politica.
Amedeo Mapelli, docente e consigliere comunale di Chiasso

