Elia Agostinetti
Pecunia non olet, sed polluit
Red. Online
07.11.2026 23:36

Foto: ©Chiara Zocchetti
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L'opinione di Elia Agostinetti, consigliere comunale di Mendrisio
Qualche
settimana fa due rinomati attivisti ghanesi, sono stati a Ginevra per
sensibilizzare i player del settore e l’opinione pubblica sull’impatto
deleterio che hanno le attività di estrazione dell’oro sull’ecosistema del loro
paese: «la Svizzera deve stare attenta a non rendersi complice di una tale
degradazione dell’ambiente.» Anche il periodico Wochenzeitung ha recentemente
dedicato un reportage all’impatto dell’estrazione dell’oro in Ghana,
denunciando «alberi abbattuti, fiumi inquinati, intere regioni trasformate in
paesaggi lunari.» Contemporaneamente, la serie di Federico Franchini su
laRegione sensibilizza settimanalmente riguardo i torbidi retroscena del
trading ticinese e del commercio delle materie prime che passano anche per il
nostro territorio.
È in questo
contesto che il Municipio di Mendrisio ha ritenuto opportuno accettare una
donazione di CHF 500.000 da una delle maggiori raffinerie d’oro del Paese per
la «rigenerazione della biodiversità» sul territorio comunale. Nel Messaggio
municipale si riporta che l’azienda «riconosce che il settore dei metalli
preziosi può generare impatti ambientali significativi e ritiene pertanto
proprio dovere contribuire attivamente alla conservazione e al ripristino degli
ecosistemi tramite progetti di rigenerazione della biodiversità.» La Città
intende impegnarsi quindi a proporre alla raffineria «una serie di interventi
sul territorio comunale finalizzati [...] all’attuazione di misure coerenti con
i principi della Città spugna» alla quale l’azienda potrà contribuire con la
propria donazione.
Ho espresso,
tramite atto parlamentare, alcuni dubbi riguardo al nesso tra gli «impatti
ambientali significativi» propri al settore dei metalli preziosi e la
partecipazione economica a interventi su una superficie complessiva di circa un
ettaro all’interno del territorio della Città di Mendrisio. Infatti, le azioni
concrete di riduzione dell'impatto ambientale da parte di una azienda
dovrebbero rispondere ai principi di pertinenza, significatività,
adeguatezza, trasparenza e comparabilità. A dirlo è
l’Ufficio federale dell’ambiente, per il quale per pertinenza s’intende
che «la misura ambientale scelta, considerati tutti i settori ambientali,
dovrebbe riferirsi a quelli che causano i maggiori impatti ambientali
dell’impresa ed essere in linea con l’attività principale della
stessa» mentre secondo il principio di significatività grazie a queste
misure «dovrebbero essere raggiunti miglioramenti ambientali significativi e
dimostrabili, misurati sull’intero ciclo di vita dei prodotti».
Credo che sia
lecito preoccuparsi riguardo la coerenza, la proporzionalità e la
significatività rispetto agli «impatti ambientali significativi« propri al
core businness di Argor-Heraeus SA e le proposte opere di rigenerazione
della biodiversità sul territorio della Città di Mendrisio per quanto riguarda
la loro scala (l’impatto ambientale delle attività di Argor-Heraeus SA potrebbe
essere più importante di 0.55 ha equivalenti), il luogo dove esse si
svolgeranno (il territorio della Città di Mendrisio o il sedime di
Argor-Heraeus SA potrebbero non essere i luoghi dove le attività dell’azienda
imporrebbero la maggiore necessità di vedere un ripristino degli ecosistemi) e
all’impegno economico (la donazione proposta da Argor-Heraeus SA potrebbe non
essere equiparabile all’entità delle spese derivanti dall’impatto ambientale
del ciclo di vita dei suoi prodotti). La Città, e per estensione cittadini e
cittadine, corre quindi il rischio di esporsi a potenziali pratiche di greenwashing,
quando avrebbe invece tutti i motivi per tenere la schiena dritta e rifiutare
un tale dono.
Elia
Agostinetti, consigliere comunale di Mendrisio.

