Raffaella Zucchetti
La sicurezza di chi ci protegge non è negoziabile
Redazione
28.10.2026 11:29

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L'opinione di Raffaella Zucchetti
Più tutela
per gli agenti, certezza della pena e rispetto dell’autorità: lo stato deve
dimostrare di essere dalla parte di chi garantisce la sicurezza dei cittadini.
Quanto
accaduto nei giorni scorsi in Leventina e nel Luganese, ma anche nei mesi
scorsi in valle di Blenio, senza voler tralasciare nessun altro evento del
genere, deve far riflettere tutti, ma soprattutto chi ha responsabilità
politiche e istituzionali. Agenti feriti in modo serio in incidenti,
esplosioni, conflitti, manifestazioni, fatti diversi ma accomunati da una
realtà inquietante: chi indossa una divisa è esposto a rischi che possono
diventare estremi in pochi istanti.
Esprimo la
mia piena solidarietà agli agenti feriti e alle loro famiglie e per chi sta
ancora lottando con problemi per gli infortuni avuti, auguro una pronta
guarigione. Ma la solidarietà, da sola, non basta. Servono risposte concrete.
Una società
che vuole definirsi civile non può tollerare che l’autorità venga sfidata
impunemente e che chi è incaricato di far rispettare la legge debba mettere a
repentaglio la propria incolumità nello svolgimento del proprio dovere. Il
rispetto delle regole non è un’opzione e l’autorità dello Stato non può
diventare un principio da invocare soltanto quando fa comodo.
Occorre
adeguare gli strumenti a disposizione a una realtà sempre più complessa.
Bisogna riflettere sulla sicurezza degli agenti, sulla loro formazione e l’equipaggiamento
a disposizione. È una questione che riguarda non solo la polizia: riguarda la
sicurezza di noi tutti.
Da una
prospettiva di responsabilità e fermezza, occorre rafforzare la protezione
giuridica delle forze dell’ordine, prevedere sanzioni proporzionate alla
gravità dei comportamenti anche attraverso inasprimento delle pene per chi ne
minaccia intenzionalmente l’incolumità e garantendo inoltre strumenti operativi
adeguati.
Difendere
gli agenti non significa attribuire a loro un potere illimitato. Significa
riconoscere che devono poter svolgere il proprio lavoro con la necessaria
protezione, formazione e certezza di essere sostenuti dalle istituzioni quando
agiscono legittimamente.
La sicurezza
non si garantisce con gli slogan, né con la retorica del giorno dopo. Si
garantisce con decisioni, risorse adeguate, regole chiare e una politica che
non abbia paura di assumersi le proprie responsabilità.
Dietro ogni
divisa c’è una persona, una famiglia che aspetta il suo ritorno a casa. Non
possiamo ricordarcene soltanto quando accade una tragedia.
Chi
garantisce la sicurezza dei cittadini deve poter intervenire senza paura delle
conseguenze e deve poter contare, senza esitazioni, sulla sicurezza e sul
sostegno dello Stato.
Raffaella
Zucchetti, deputata in
Gran Consiglio e consigliera comunale a Riva San Vitale

