Elio Del Biaggio
Bellinzona, prima di aumentare le imposte, impariamo a risparmiare
Redazione
30.10.2026 01:45

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L'opinione di Elio Del Biaggio.
A Bellinzona, quando i conti
faticano a tornare, il rischio è sempre lo stesso: chiedere ancora ai
contribuenti. E oggi, all’orizzonte, si profila anche lo spettro di un
possibile aumento del moltiplicatore comunale. Eppure, prima di
percorrere questa strada, sarebbe opportuno domandarsi se tutte le risorse
disponibili siano davvero utilizzate nel modo migliore. Il preventivo 2027 prevede un
disavanzo di 10,6 milioni di franchi
e investimenti netti per 25 milioni,
mentre il moltiplicatore rimane al 93%, che tra l’altro è uno dei più alti del
Ticino. Numeri che impongono riflessioni serie, non soltanto sulla necessità di
nuove entrate, ma anche sulle priorità di spesa. Nessuno mette in discussione
l’importanza di investire in scuole, infrastrutture, manutenzione e servizi
essenziali. Ma tra ciò che è necessario e ciò che è semplicemente desiderabile
esiste una differenza sostanziale. Non tutto deve essere realizzato subito, né
ogni progetto ambizioso rappresenta automaticamente un buon investimento.
Contano l’utilità collettiva, i costi futuri e il numero di cittadini che ne
trarranno beneficio.
Scegliere con giudizio
Il denaro pubblico non è infinito
e non è senza proprietario. Con i soldi degli altri, del resto, sono tutti bravi a coltivare grandi
ambizioni. La responsabilità consiste nel scegliere con giudizio, rinunciando
alle opere rinviabili e alle manie di grandezza che rischiano di avvantaggiare
pochi a spese di tutti. Rimane poi una domanda che
meriterebbe una risposta chiara: quanto è costata realmente l’aggregazione di
Bellinzona? A distanza di anni, sarebbe opportuno disporre di un bilancio
trasparente che confronti spese iniziali, nuovi costi strutturali, risparmi
effettivi e benefici conseguiti. L’aggregazione può aver portato vantaggi, ma
questi vanno misurati, non semplicemente evocati. Nel frattempo, famiglie e imprese
devono fare i conti con premi di cassa malati, affitti, energia, trasporti e
spese quotidiane sempre più pesanti. Il moltiplicatore – che oggi si vorrebbe
addirittura aumentare ulteriormente – è
fermo al 93% dal 2018, ma questo non significa che il carico complessivo sia
diventato leggero.
Le alternative esistono
Chiedere ulteriori sacrifici a
chi fatica già ad arrivare a fine mese non può essere la risposta più semplice
a ogni problema di bilancio. Le alternative esistono:
razionalizzare le procedure, ridurre le duplicazioni, verificare consulenze e
mandati esterni, migliorare gli acquisti, controllare i costi di gestione e
sottoporre i grandi investimenti a valutazioni rigorose. Risparmiare non significa
tagliare a caso, ma distinguere ciò che serve davvero da ciò che può attendere. Naturalmente, anche le decisioni
cantonali e federali incidono sulle finanze comunali. Proprio per questo
occorre separare ciò che il Municipio non può controllare da quanto dipende
dalle proprie scelte. Il disavanzo previsto non va
ignorato, ma nemmeno trasformato in un alibi per aumentare automaticamente le
entrate. Prima servono trasparenza, verifica delle priorità e un piano
credibile di risanamento. Bellinzona deve guardare al
futuro, senza confondere lo sviluppo con la moltiplicazione dei progetti. Una
città migliore è quella che garantisce servizi efficienti, quartieri curati e
opportunità per tutti, non necessariamente quella che realizza le opere più
appariscenti.
Saper spendere meglio
Prima di chiedere di più ai
cittadini, dimostriamo di saper spendere meglio. Perché una buona amministrazione
non è quella che trova sempre nuove entrate, ma quella che utilizza con
intelligenza le risorse che già possiede. E la lungimiranza politica si misura
anche dalla capacità di dire qualche volta «no», nell’interesse della
collettività.

