Valentina Mühlemann
Bellinzona e la progressiva riduzione dei posteggi: quale futuro per il centro?
Redazione
31.10.2026 17:53

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L'opinione di Valentina Mühlemann, responsabile per il Bellinzonese di Avanti con Ticino&Lavoro
A Bellinzona il
tema dei posteggi è diventato particolarmente controverso. Si parla giustamente
di rilanciare il centro storico e sostenere i piccoli commerci, ma viene da
chiedersi se la progressiva eliminazione di stalli nelle zone limitrofe sia
davvero la soluzione più efficace.
Come riportato da laRegione
il 26 ottobre nell'articolo «Da parcheggio a parco alberato: è il futuro
dell’ex Stallone?», una mozione interpartitica chiede al Municipio un concorso
di progettazione per trasformare l'attuale posteggio in un parco urbano
alberato.
Il primo nodo sono
i costi. Solo per il concorso si chiede un credito massimo di 300'000 franchi,
a cui andrebbero aggiunti i costi di realizzazione, gestione e manutenzione del
futuro parco. Un investimento pubblico importante che merita una riflessione
approfondita, in un momento in cui le risorse comunali devono far fronte a
molteplici esigenze.
C'è poi una
questione concreta: nel 2024 all'ex Stallone sono state installate nuove
colonnine di ricarica per veicoli elettrici. Prima di decidere la
trasformazione dell'area, sarebbe doveroso chiarire che fine farebbero queste
infrastrutture e quali costi comporterebbe il loro spostamento o la
dismissione. Anche se gli importi sembrano contenuti, il denaro pubblico
richiede lungimiranza.
L'ex Stallone serve
attività fondamentali per la città. Penso in particolare alla Clinica dentaria
comunale. Per le persone anziane e per chi ha difficoltà motorie, poter
parcheggiare vicino a una struttura sanitaria fa una differenza concreta.
Togliere un posteggio comodo e ombreggiato senza aver previsto alternative
altrettanto accessibili rischia di creare disagi evitabili.
Lo stesso
interrogativo riguarda i commercianti e l'attrattività turistica. Oltre all'ex
Stallone, ricordo i 12 stalli destinati a scomparire nel comparto di Piazza
Governo, tra il bar Incontro, la Fontana della Foca e il Teatro Sociale. Una
città accogliente deve conciliare qualità degli spazi e accessibilità. Non
tutti possono arrivare a piedi, in bici o con i mezzi pubblici: per molti
l'auto resta una necessità. Vale anche per chi viene al mercato settimanale,
lascia l'auto all'ex Stallone e prosegue a piedi in centro. Quella possibilità
di sosta vicina può determinare la scelta di venire in città.
Nessuno mette in
discussione l'importanza di più verde, ma è necessario chiedersi se sia
indispensabile sacrificare un posteggio esistente o se non esistano alternative
più razionali. A meno di 500 metri c'è il Parco Urbano, che potrebbe essere
ulteriormente valorizzato con più panchine, alberature, zone d'ombra e giochi
per bambini. Investire su uno spazio già esistente lo renderebbe più attrattivo
per famiglie e cittadini.
Lo stesso vale per
il parco di Villa dei Cedri, con la sua vegetazione pregiata, i percorsi
tranquilli e l'area giochi. Valorizzare meglio ciò che già abbiamo dovrebbe
venire prima di impegnare nuove risorse per trasformare un'altra area.
Se poi l'obiettivo
è contrastare le isole di calore, non sarebbe più efficace una strategia
diffusa invece di concentrare tutto su un singolo posteggio? Le superfici
asfaltate e senza ombra surriscaldano la città. Servirebbe una rete di alberi
ad alto fusto e chioma ampia nelle piazze, lungo le strade e nei luoghi più
frequentati: penso a Piazza del Sole, a Piazza Indipendenza e agli assi che
portano al centro. Alberi scelti in base al luogo, ai sottoservizi e alla
sicurezza, con eventuale adeguamento del Piano regolatore, offrirebbero ombra,
comfort estivo e maggiore vivibilità. Non un intervento isolato, ma una
politica urbana coerente per tutta Bellinzona.
Va considerata
anche la gestione futura dell'ex Stallone. Un parco, da solo, non garantisce di
diventare un luogo vissuto e curato. Senza un progetto chiaro di manutenzione,
illuminazione e sicurezza, rischia di diventare un'area poco frequentata o
problematica. La qualità di uno spazio pubblico dipende anche da quanto è
accogliente e sicuro nel tempo.
Infine, non
dimentichiamo le società sportive, che già faticano a sostenere costi e
pubblico. La disponibilità di posteggi vicino agli impianti conta per atleti,
famiglie e spettatori, soprattutto durante eventi e manifestazioni.
Non si tratta di
scegliere tra alberi e automobili. Una città viva trova un equilibrio
ragionevole tra ambiente, accessibilità, commercio e qualità della vita. E per
combattere il caldo, forse la scelta più lungimirante non è solo creare un
nuovo parco, ma rendere Bellinzona progressivamente più alberata, ombreggiata e
vivibile nel suo insieme.
Valentina Mühlemann, responsabile per il Bellinzonese di Avanti con Ticino&Lavoro

