Lorenzo Quadri
Automobilisti mobbizzati dai burocrati
Redazione
01.11.2026 08:15

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
L'opinione di Lorenzo Quadri
La guerra ideologica contro gli
automobilisti prosegue. L’ultima pensata dei burocrati bernesi? Introdurre il
limite di 80 km/h in autostrada per far fronte alla presunta carenza di
carburante. Peccato che nemmeno si sappia quanto carburante si risparmierebbe
effettivamente. Ancora una volta, l’obiettivo reale è perseguitare gli
automobilisti per motivi ideologici e fare cassetta con i radar.
La proposta si inserisce nella
“tattica del salame” mirata a generalizzare gli 80 all’ora in autostrada: basti
pensare al progetto dell’USTRA di imporre questo limite sull’intera tratta
ticinese dell’A2 nelle ore di punta a partire dal 2030 e ai già famigerati 80
km/h contro le polveri fini.
Ma, se il limite viene imposto
per risparmiare carburante o ridurre le polveri fini, le auto elettriche, che
non consumano benzina e non producono polveri fini, saranno esentate?
La generalizzazione degli 80 km/h
avrebbe inoltre conseguenze deleterie: sposterebbe parte del traffico,
soprattutto quello parassitario dei frontalieri, sulla rete viaria cantonale e
comunale.
La velocità massima in autostrada
andrebbe semmai aumentata. Certamente non ridotta. In Italia il limite generale
è già di 130 km/h e un progetto di legge lo vuole portare a 150 su alcune
tratte. In Svizzera, un’iniziativa parlamentare per introdurre i 130 all’ora è
stata respinta dalla Commissione dei trasporti del Nazionale per soli due voti
di scarto. La discussione arriverà in Parlamento: vedremo come andrà a finire.
Ma la penalizzazione
dell’automobile non si ferma alla velocità. Gli automobilisti finanziano
interamente il FOSTRA (Fondo per le strade nazionali), tramite i balzelli sui
carburanti, con miliardi di franchi ogni anno. Eppure in Consiglio nazionale la
maggioranza, seguendo i Verdi, vuole aumentare il prelievo dal FOSTRA destinato
ai programmi d’agglomerato: quelli che finanziano piste ciclabili,
pedonalizzazioni, cancellazioni di posteggi, zone a 20 km/h, e chi più ne ha
più ne metta. In sostanza, si vorrebbero utilizzare sempre più soldi degli
automobilisti per finanziare interventi contro gli automobilisti medesimi.
I conti, del resto, non tornano
nemmeno sul fronte degli investimenti contemplati dal progetto “Trasporti 45”
del Consiglio federale. Mentre per la ferrovia sono previsti oltre 8 miliardi
fino al 2045, per l’ampliamento della rete stradale gli investimenti effettivi
si fermano a 1,6 miliardi. E questo nonostante il traffico individuale
motorizzato versi ogni anno oltre 13 miliardi di franchi tra imposte e tasse,
con un grado di copertura dei costi superiore al 150%.
La strada è un servizio pubblico
indispensabile. Spostarsi in macchina non è un capriccio. E l’automobilista non
è un soggetto vizioso da sanzionare e “rieducare” svuotandogli il borsello.
Lorenzo Quadri, consigliere nazionale (Lega dei Ticinesi)

