Vaccino, in pochi mesi scende la protezione
A dirlo è una studio condotto negli USA su quasi 800mila veterani. Il crollo più marcato è del vaccino di Johnson&Johnson. I ricercatori consigliano per tutti una dose di richiamo
di aram
Vaccino, in pochi mesi scende la protezione
Immagine CdT/Gabriele Putzu

La dose di richiamo, o “booster”, è il tema caldo di questi giorni. Ieri gli esperti della Confederazione hanno annunciato che, probabilmente già entro la fine del mese di novembre, verrà estesa a tutti la raccomandazione a ricevere il richiamo, con tutti in questo caso s’intendono le persone sopra i 12 anni.

Dagli USA uno studio sui veterani

Perché è importante ricevere questa ulteriore dose di vaccino? La risposta potrebbe essere contenuta in uno studio pubblicato sul sito della rivista Science e condotto dal Public Health Institute di Oakland, dal Veterans Affairs Medical Center di San Francisco e dall’University of Texas Health Science Center. Si tratta di una ricerca di salute pubblica basata sui dati di oltre 780’000 veterani americani, di cui quasi mezzo milione completamente vaccinati.

La ricerca raggruppa i percorsi sanitari dei veterani – quanti hanno contratto il virus, quanti erano vaccinati e con quale preparato - per definire, attraverso calcoli statistici, l’efficacia e il calo di protezione dei vaccini di Pfizer, Moderna e Johnson&Johnson, nel corso del tempo e confrontati con l’insorgere della variante Delta. I dati coprono il periodo fra il primo febbraio e il primo ottobre del 2021.

Si vede bene nella tabella ripresa dallo studio l’evoluzione della protezione dei tre preparati.

Immagine SARS-CoV-2 vaccine protection and deaths among US veterans during 2021, pubblicato su science.org
Immagine SARS-CoV-2 vaccine protection and deaths among US veterans during 2021, pubblicato su science.org

Alta protezione nei primi mesi, poi il crollo di J&J
I risultati indicano che a marzo, quando la variante Delta stava iniziando a diffondersi negli Stati Uniti, la protezione dei tre vaccini era più o meno simile: Moderna garantiva una protezione dell’89,2%, Pfizer dell’86,9% e Johnson&Johnson dell’86,4%. Con il passare dei mesi la protezione cala per tutti i tre preparati, ma la discesa più ripida è quella del monodose Johnson&Johnson che a settembre raggiunge il 13,1% di protezione. Fanno meglio Pfizer (43,3%) e Moderna (58%).

L’importanza del “booster”
Malgrado la protezione dal contagio scenda, la ricerca mette in evidenza come tutti e tre i vaccini limitino i decessi causati dal covid, anche sul lungo periodo.

Alla luce di questi dati, il team di ricercatori in salute pubblica consiglia la dose di richiamo per tutta la popolazione, per interrompere la propagazione del virus. Vaccinazione che dovrebbe essere accompagnata dalle consuete misure di protezione e da un continuo screening della popolazione.

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