Rischi, opportunità, consigli
Il primo figlio è sinonimo di grande entusiasmo, ma anche di enormi responsabilità. A quali aspetti è necessario pensare per la pianificazione della situazione finanziaria in un’ottica futura e di previdenza per la vecchiaia? Cosa si deve considerare nella più infausta delle ipotesi? Diamo una risposta chiara alle domande principali.
Redazione
<b>Rischi, opportunità, consigli</b>
Questo è un contributo retribuito, presentato da AXA.

Ci poniamo la domanda che molte coppie si fanno in vista della nascita del primo figlio: dobbiamo ridurre il nostro grado di occupazione o addirittura fare una pausa lavorativa prolungata per avere più tempo per la famiglia? Si tratta di una decisione tecnicamente giusta sotto il profilo previdenziale?
In termini puramente razionali: assolutamente no. Chi lavora il 20% in meno recepisce anche un salario in proporzione ridotto, perlomeno al lordo delle tasse. E questa considerazione non riguarda soltanto il guadagno mensile, ma anche e soprattutto le relative prestazioni previdenziali del 1° e del 2° pilastro. In caso di una pausa lavorativa prolungata non è inoltre possibile effettuare versamenti nel terzo pilastro. Ovviamente vi sono altri aspetti che depongono a favore di una riduzione del grado di occupazione proprio quando si ha o si aspetta un figlio. Un concetto essenziale: work-life balance...
Da un punto di vista tecnico-previdenziale, per l’intera durata dell’accudimento dei figli sarebbe ideale avere un grado di occupazione tale da essere sempre assicurati nel 2° pilastro. Senza reddito da lavoro non è peraltro possibile effettuare versamenti nel pilastro 3a. Troverete qui ulteriori consigli.

Ma entrambi abbiamo un lavoro, versiamo da anni contributi all’AVS e nella cassa pensioni e manterremo il nostro impiego. Per quale motivo dovremmo preoccuparci della previdenza? Non abbiamo forse una copertura ottimale?
Sì, ma soltanto con i primi due pilastri e non attraverso il terzo (3a/3b). E in vecchiaia non sempre il primo e il secondo pilastro sono sufficienti. Ipotizziamo che il tenore di vita abituale possa essere mantenuto in larga parte con l’80% circa del reddito conseguito congiuntamente. Di norma il primo pilastro (rendite AI e AVS) e il secondo pilastro (rendita LPP) coprono tuttavia soltanto circa il 60% della perdita di salario. Si ha quindi una cosiddetta lacuna previdenziale di circa il 20%.

Inoltre, la vita è punteggiata di molteplici rischi, come ad esempio un’incapacità di guadagno a seguito di malattia o infortunio, oppure addirittura il decesso di uno dei genitori. Già un’incapacità lavorativa si traduce in una perdita di salario.
Certo, in caso di decesso sussiste il diritto a una rendita per superstiti (rendita vedovile), che però è regolamentata in modo più complicato di quanto si possa forse immaginare. Gli uomini vi hanno diritto se almeno un figlio è ancora minorenne. Per le donne coniugate viene altresì riconosciuta una rendita vedovile se hanno già compiuto 45 anni e la coppia è stata sposata per cinque anni. Deve essere inoltre ben chiara una cosa: queste norme valgono solo per il matrimonio, non per il concubinato. In quest’ultimo caso sono necessarie ulteriori coperture supplementari, possibili ad esempio attraverso il 3° pilastro.

<b>Rischi, opportunità, consigli</b>

I figli sono quotidianamente una fonte inesauribile di gioia e gratificazioni. Ma una famiglia comporta anche un grande carico di responsabilità. Che ne sarà dei propri cari se la vita dovesse prendere un’inattesa piega negativa? Il piano di previdenza SmartFlex di AXA (pilastro 3a/3b), con protezione del rischio inclusa in caso di decesso e incapacità di guadagno, può essere strutturato su base individuale e adeguato in qualsiasi momento alle vostre esigenze personali. In questo modo anche i vostri figli saranno sempre protetti.
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Certo, si tratta di situazioni spiacevoli. Ma probabilmente a noi non succederà niente, quindi la questione non ci riguarda.
Ecco la parola giusta: «probabilmente». Nella agiata e opulenta Svizzera contiamo tutti di invecchiare serenamente. In effetti, per ognuna e ognuno di noi la probabilità che ciò accada è elevata. Eppure, secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica l’1% delle donne e l’1,5% degli uomini muoiono prima del raggiungimento del 40° anno di età e quindi nella cosiddetta prima metà della vita. E probabilmente sono già madri o padri. Il numero dei giovani adulti che improvvisamente devono fare ricorso all’AI è ancora maggiore.
È quindi tanto più importante che le famiglie, a prescindere dal fatto che i genitori siano sposati o vivano in concubinato, affrontino il tema del decesso di uno dei coniugi e definiscano una serie di possibili scenari – in via ideale con l’assistenza di un’esperta o di un esperto. All’interno di una famiglia si vuole sempre il meglio per gli altri membri, e in particolare per i figli. Proprio per loro la situazione previdenziale familiare deve essere pianificata in modo ottimale. Un livello di protezione aggiuntivo attraverso il 3° pilastro è quindi consigliabile per tutti. Esistono anche prodotti previdenziali specifici per la copertura dei rischi.

Come famiglia arriviamo a stento alla fine del mese. Come facciamo a trovare anche i soldi da versare nella previdenza?
In effetti le spese correnti di una famiglia sono cospicue: l’accudimento dei figli, poi le spese scolastiche, i costosi hobby per i ragazzi, una casa più grande, le vacanze in tre, quattro o addirittura cinque, eccetera. Non è quindi scontato che rimanga del denaro sufficiente da versare nel 3° pilastro. Certo, occorre fissare delle priorità. Ma perché proprio la previdenza non dovrebbe essere una priorità?
Ipotizziamo che una coppia metta da parte 100 franchi al mese, ossia 1200 franchi all’anno. Tale importo può essere suddiviso in parti uguali. Oppure il partner che guadagna di più si fa carico della componente maggiore. Non importa. Cento franchi corrispondono a circa 23 caffè al bar, dodici pacchetti di sigarette, una cena a ristorante in due o una serata al cinema per una famiglia di cinque persone. In fondo non è così tanto, giusto?
E poi c’è un ulteriore incentivo: l’importo versato nel pilastro 3a è fiscalmente deducibile. A seconda del cantone e del reddito, in caso di versamento dell’importo massimo possibile di CHF 6883 è possibile risparmiare fino a 2000 franchi di imposte sul reddito. E anche questo consente di risparmiare.

Finora abbiamo parlato del ventaglio di possibilità per i coniugi. Di quali coperture godono invece i figli?
Attraverso il 1° e il 2° pilastro i figli che perdono un genitore percepiscono una rendita per orfani. Tale diritto si estingue tuttavia al compimento del 18° anno di età o eventualmente del 25° anno se il figlio / la figlia si trova in formazione. La corresponsione è indipendente dalla rendita per superstiti spettante alla vedova o al vedovo. Nel malaugurato evento del decesso di entrambi i genitori, viene versata una rendita doppia per orfani.
Anche le assicurazioni sono una forma di previdenza. Oltre all’assicurazione di risparmio e a quella di rischio illustrate in precedenza, ve ne sono anche altre orientate in modo specifico all’aspetto della vostra sicurezza finanziaria: assicurazione malattie, responsabilità civile privata, assicurazione mobilia domestica, assicurazione oggetti di valore e assicurazione viaggi. Maggiori dettagli sul modo in cui è possibile proteggere i figli in modo ideale sono disponibili qui