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Urne aperte in tutti gli Stati USA, è il giorno delle «midterm»
Red. Online, Ats, Ansa
03.11.2026 16:36

Foto: ©EMILY CURIEL
I primi seggi si sono aperti in Vermont alle 11 in Svizzera - Per Donald Trump è l'ultimo giro di boa: avendo già ricoperto due mandati, il tycoon non potrà correre per il 2028 e le midterm sono il suo ultimo test elettorale - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
21:59
Dal Texas all'Alaska, i duelli per la conquista del Senato
L'accesa sfida tra repubblicani e democratici per il controllo del Senato alle elezioni di midterm passa attraverso la lotta e la conquista dei seggi in bilico. E quattro è il numero magico che permetterà ai rossi o ai blu di prenderne il controllo.
Al Senato gli ultimi sondaggi, compresa quello di oggi della CNN, classificano 11 Stati con maggiori probabilità di cambiare schieramento, dai repubblicani ai democratici: Alaska, Iowa, Maine, Michigan, New Hampshire, Ohio, Texas, North Carolina, Georgia e South Carolina.
Il Kansas è considerato dagli ultimi sondaggi «lean republican», con i conservatori in testa. Il Minnesota è «likely democratic», probabilmente democratico.
In Texas viene considerata la sfida «game changing» che segnerà in caso di vittoria del democratico James Talarico una pesante battuta d'arresto per il Grand Old Party (GOP), tradizionalmente vincente in quello Stato con una vittoria blu che manca dagli anni '80. E anche il fatto che l'Iowa è contendibile fa riflettere visto che qui Donald Trump ha vinto con margini a due cifre nel 2024.
Per la maggioranza in Senato, i democratici dovrebbero difendere tutti i loro seggi e strapparne almeno quattro ai repubblicani: la situazione attuale, infatti, vede i repubblicani prevalere in aula per 53 a 47.
In Michigan e in Georgia i democratici Abdul El-Sayed e Jon Ossoff hanno allargato il margine negli ultimi sondaggi rispetto ai rivali del GOP. In Ohio il repubblicano Jon Husted deve difendersi dall'ex senatore democratico Sherrod Brown. Un sondaggio Marist di fine settembre dà Brown avanti 51% a 43% tra gli elettori registrati, con punte tra gli indipendenti di 58% a 33%.
Nel Maine la veterana repubblicana Susan Collins deve misurarsi contro il democratico Troy Jackson, che ha sostituito in corsa a luglio Graham Platner, crollato dopo una serie di scandali personali e accuse di molestie sessuali che ha negato. Jackson guida nella maggior parte dei sondaggi ma Collins ha una storia di risultati migliori dei sondaggi, e i democratici temono una replica del 2020, dove vinse di oltre 8 punti.
In Alaska un altro confronto serrato: il senatore repubblicano uscente Dan Sullivan è alle prese con la sfida della democratica Mary Peltola, che nei sondaggi è in vantaggio.
20:29
Trump Jr. evoca l'assassinio di Kirk nell'ultimo appello al voto
Il figlio primogenito di Donald Trump ha evocato l'assassinio dell'attivista conservatore Charlie Kirk per mobilitare gli elettori repubblicani nelle ultime ore delle elezioni di midterm.
In un'immagine pubblicata sulle reti sociali, Donald Trump Jr. ha condiviso una fotografia di Kirk accompagnata dalla scritta: «Votate come se quelli dell'altra parte fossero pronti a uccidervi per aver espresso le vostre opinioni».
Nel messaggio che accompagna il post, Trump Jr. rincara la dose: «Votate come se la vostra vita e quella dei vostri figli dipendessero da questo. Perché è così!».
Il messaggio utilizza l'assassinio di Kirk, figura di primo piano del movimento conservatore americano, per sollecitare la partecipazione alle urne, associando il voto alla sicurezza personale e familiare.
20:01
«Anche se Trump perderà, continuerà a fare di testa sua»
Le elezioni di midterm viste da Luca Marfé, giornalista e corrispondente di Galt Media, ai microfoni di TeleTicino.
19:52
Trump: «Vittoria dei repubblicani a Guam, speriamo sia un segnale»
Donald Trump rilancia il risultato alle elezioni di midterm dell'isola di Guam e lo vede come un possibile segnale positivo per i repubblicani. «Guam, da sempre considerata un territorio fortemente democratico, ha appena visto l'assegnazione anticipata della vittoria ai repubblicani per la carica più importante, quella di governatore: congratulazioni a Tony Ada! Inoltre i repubblicani hanno ottenuto la maggioranza nel Senato locale», ha scritto il presidente su Truth. «Speriamo che sia un segnale di ciò che accadrà!».
19:02
Alle urne anche in Alaska e nelle Hawaii, seggi aperti in tutti i 50 Stati
Seggi aperti in tutti gli Stati Uniti per le elezioni di metà mandato. Con l'apertura in Alaska (alle 17.00 ora svizzera) e alle Hawaii (alle 18.00), le urne sono ormai aperte in tutti e 50 gli Stati.
Il Dipartimento di giustizia americano ha reso noto di aver inviato supervisori e osservatori elettorali in tutti gli Stati, estendendo a livello nazionale una prassi già usata da tempo. Saranno inviati circa 1.000 osservatori, in aumento ai 600 delle precedenti elezioni e una cifra esigua rispetto altri oltre 100.000 seggi che ci sono negli Stati Uniti.
Intanto diversi Stati americani hanno attivato la Guardia nazionale per fornire supporto in allo svolgimento delle elezioni di midterm ma nessun soldato è stato dispiegato ai seggi come qualche analista temeva alla vigilia.
«Le forze armate non hanno in programma di inviare personale militare federale, né membri della Guardia nazionale presso i seggi elettorali durante le elezioni del 2026», ha dichiarato un portavoce del National Guard Bureau alla CNN.
Per lo più i soldati sono stati attivati per prevenire attacchi informatici, come in Arizona e Colorado, o per collaborare con le autorità statali alla vigilanza come in Iowa e nello Stato di Washington, dove due anni fa un incendio doloso ha distrutto alcune schede elettorali.
Un portavoce della Guardia nazionale di questo Stato ha precisato che il personale non sarà armato né in uniforme, e che la missione principale consiste nel «garantire che le urne di raccolta non vengano manomesse».
Intanto alcuni elettori della contea di Fulton, in Georgia, hanno riferito di aver ricevuto messaggi ingannevoli sullo spostamento dei seggi elettorali: la notizia è stata resa nota questa mattina dalla contea stessa attraverso le reti sociali.
«Questi messaggi non sono stati inviati dalla contea di Fulton», ha dichiarato l'ente, il più popoloso della Georgia, in un post su X. «Gli elettori sono invitati a verificare la sede del proprio seggio sulla pagina web 'Georgia My Voter' o chiamando il numero 404-612-7020».
L'avviso sui messaggi truffa giunge dopo le segnalazioni provenienti dalla Florida, dove quasi una ventina di seggi elettorali sono stati trasferiti a causa delle inondazioni.
La contea di Fulton, per altro verso, è nota per le complesse vicende giudiziarie che hanno coinvolto il presidente Donald Trump, accusato nell'ambito delle complesse indagini sulle sue pressioni per ribaltare il risultato delle elezioni del 2020 in Georgia che vide prevalere alle presidenziali il democratico Joe Biden.
18:51
Aprono anche Alaska e Hawaii, urne aperte in tutti gli Stati
Seggi aperti in tutti gli Stati Uniti per le elezioni di metà mandato. Con l'apertura in Alaska e Hawaii, le urne sono ora aperte in tutti e 50 gli Stati.
18:47
«In alcuni Stati potrebbero volerci settimane per l'esito»
Gli esperti di elezioni americane del Wall Street Journal e del New York Times sono d'accordo: per conoscere i risultati delle midterm in alcuni Stati ci potrebbero volere settimane. E se quegli Stati sono decisivi per la conquista di Camera o Senato bisognerà di conseguenza aspettare per sapere chi tra repubblicani e democratici avrà il controllo del Congresso.
In Stati con lo scrutinio rapido, come la Florida, è possibile conteggiare e proiettare la maggior parte dei risultati poche ore dopo la chiusura dei seggi.
Ma in casi come l'Alaska, che consente l'arrivo delle schede fino a 15 giorni dopo l'Election Day, ci potrebbero volere settimane. L'Alaska è uno degli Stati in bilico, come Michigan, Texas, Ohio e Maine, e quindi la vittoria qui è cruciale per la maggioranza al Senato.
Anche in Texas e in California ci potrebbero volere più giorni: in questi due Stati, infatti, le schede inviate per posta vengono conteggiate anche dopo l'Election Day purché ci sia il timbro di quel giorno.
In più negli Stati Uniti non ci sono gli exit poll come in Europa, anche perché milioni di cittadini votano per posta o in anticipo quindi intervistare solo chi esce dai seggi il giorno delle elezioni escluderebbe una fetta enorme di elettori.
Per rimediare, consorzi come il National Election Pool (composto da CNN, NBC, ABC, CBS) integrano i sondaggi ai seggi con massicci sondaggi telefonici, via sms e online nei giorni precedenti.
Ma i media americani sono diventati estremamente cauti. In passato gli exit poll tradizionali hanno preso pesanti abbagli, come nel 2000 quando fu erroneamente assegnata la Florida ad Al Gore o nel 2016 con Hillary Clinton data in netto vantaggio su Donald Trump.
A questo si deve aggiungere il fenomeno del «refusal bias»: alcuni gruppi di elettori (storicamente più i repubblicani che i democratici) tendono a rifiutarsi di rispondere ai sondaggisti fuori dai seggi, distorcendo il campione.
17:54
Per i modelli elettorali di Harvard «i dem conquisteranno Camera e Senato»
Recentemente aggiornati, i modelli elettorali dell'Università di Harvard prevedono un'alta probabilità che i democratici conquistino la maggioranza dei seggi sia alla Camera dei rappresentanti sia al Senato nelle elezioni di metà mandato di oggi. Lo scrive The Hill.
Secondo le previsioni del modello di Harvard, le probabilità che i democratici conquistino la Camera arrivano al 96%. Al contrario, le possibilità che siano i repubblicani a ottenere la maggioranza sono «paragonabili a quelle di ottenere un 20 lanciando un dado a venti facce».
«Secondo le nostre previsioni, con queste probabilità il candidato sfavorito riesce a vincere circa una volta ogni 26 elezioni. L'ultima volta che un candidato sfavorito ha vinto con probabilità simili risale al 1952», hanno scritto i ricercatori.
Per conquistare la maggioranza alla Camera sono necessari 218 seggi. Secondo i modelli di Harvard, 186 seggi sono considerati sicuri per i democratici, 36 sono classificati come probabili e nove come orientati a favore dei democratici. Altri 10 seggi sono considerati in bilico (toss-up). La proiezione complessiva del modello attribuisce ai democratici 242 seggi alla Camera.
Anche se le probabilità sono leggermente inferiori rispetto a quelle relative alla Camera, i democratici hanno comunque il 78% di possibilità di conquistare la maggioranza al Senato, secondo le stime di Harvard. Per ottenere la maggioranza al Senato, un partito deve raggiungere 51 seggi. Le attuali proiezioni complessive del prestigioso ateneo assegnano ai democratici 53 seggi.
Delle 35 competizioni elettorali per il Senato previste quest'anno, sette sono state classificate come particolarmente competitive. Le sfide in Texas, Ohio, Kansas e Alaska rientrano nella categoria Lean Democrat (leggermente favorevoli ai democratici), mentre quelle in South Carolina e Nebraska sono classificate come Lean Republican (leggermente favorevoli ai repubblicani). La competizione per il seggio del Senato in Iowa, invece, è considerata completamente aperta (toss-up).
17:24
Il maltempo ostacola il voto negli Stati del Sudovest
Dopo la Florida, il maltempo ostacola il voto anche nel Sudovest degli USA. In Arizona, Colorado e Utah strade interrotte, comunità isolate e seggi temporaneamente inaccessibili hanno complicato le operazioni di voto a causa delle alluvioni del fine settimana.
È ancora troppo presto per quantificare l'effetto del maltempo sul voto. La pioggia si è attenuata in gran parte del Sudovest, ma i danni alle strade continuano a ostacolare gli spostamenti. Il problema è particolarmente significativo nelle comunità rurali e nelle riserve indigene, dove le distanze dai seggi sono spesso elevate.
La situazione più delicata riguarda alcune comunità della Navajo Nation, dove le autorità hanno dovuto introdurre procedure straordinarie per permettere agli elettori di votare: nello Utah ad esempio le autorità hanno autorizzato eccezionalmente il voto elettronico per gli elettori della contea di San Juan impossibilitati a raggiungere i seggi.
Anche in Colorado ad alcuni elettori delle zone ancora interessate dalle conseguenze del maltempo è stata concessa la possibilità di richiedere schede elettorali d'emergenza e restituirle per via elettronica, evitando così spostamenti resi difficili o impossibili dagli allagamenti.
In Arizona, invece, le autorità elettorali hanno lavorato per garantire l'accessibilità dei centri di voto dopo le precipitazioni record degli ultimi giorni.
17:07
L'appello di Musk: «Oggi votate rosso»
«Oggi votate rosso». È l'appello lanciato da Elon Musk su X. Il rosso è il colore dei repubblicani, ai quali ha donato più di 450 milioni di dollari per le elezioni di metà mandato, concentrandosi soprattutto nel Texas che ha scelto come sua residenza. Nello Stato la sfida più accesa è per il Senato e a sfidarsi sono il candidato repubblicano Ken Paxton e il democratico James Talarico. In Texas un democratico non viene eletto dal 1988.
16:38
Per le piattaforme di scommesse i dem riprenderanno Camera e Senato
Kalshi, la piattaforma di scommesse sulle previsioni elettorali legata al figlio del presidente Donald Trump, attribuisce oggi ai democratici le probabilità più alte finora registrate di conquistare sia Camera che Senato nelle elezioni di Midterm.
Nel giorno del voto negli USA, Kalshi stima al 76% la probabilità che il Partito democratico conquisti il controllo sia della Camera dei rappresentanti sia del Senato. A gennaio le probabilità di una doppia vittoria democratica erano ferme al 28%.
Gli scommettitori di Kalshi attribuiscono inoltre una probabilità del 20% a uno scenario in cui i democratici conquistino la Camera, mentre i repubblicani mantengano il controllo del Senato. Le probabilità che i repubblicani conservino la maggioranza in entrambe le Camere sono invece stimate al 6,5%. Le percentuali di Kalshi riflettono le quotazioni di un mercato di previsione, non i risultati di un sondaggio elettorale.
Anche Polymarket, un'altra piattaforma online di scommesse, lascia poche speranze ai repubblicani. Oggi, secondo le quotazioni degli scommettitori, i democratici hanno il 77% di probabilità di conquistare il Senato, contro il 23% attribuito ai repubblicani di mantenerne il controllo.
Kalshi è legata a Trump attraverso il figlio Donald Trump Jr., entrato l'anno scorso come consulente della piattaforma con quote della società per circa 300'000 dollari, secondo il «Financial Times». Il figlio maggiore del presidente è inoltre nel consiglio consultivo di Polymarket dall'agosto 2025 e detiene un investimento nella società di entità non resa pubblica attraverso il suo fondo di venture capital 1789 Capital.
16:35
Quattro Stati potrebbero eleggere la loro prima governatrice
Georgia, Minnesota, Mississippi e Ohio potrebbero eleggere il loro primo governatore donna alle urne. In Minnesota la democratica Amy Klobuchar appare ben posizionata per battere la rivale repubblicana Lisa Demuth e conquistare la guida dello Stato. In Tennessee è invece la conservatrice Marsha Baclburn in vantaggio sulla democratica Jerri Green.
In Georgia la liberal Keisha Lance Bottom potrebbe diventare non solo la la prima governatrice dello Stato ma la prima governatrice afroamericana degli Stati Uniti. In Ohio la democratica Amy Acton potrebbe diventare la prima donna a guidare lo Stato se batterà il repubblicano Vivek Ramaswamy.
16:33
Problema tecnico nello Stato di New York, voto rallentato
Un problema tecnico agli scanner per le schede elettorali nella contea di Westchester, nello Stato di New York, teatro di una competizione elettorale tra le più seguite a livello nazionale, ha causato rallentamenti nelle operazioni di voto.
I problemi potrebbero aver impattato 250.000 schede, secondo quanto riporta la CNN citando autorità elettorali. I problemi sono stati registrati in 332 seggi elettorali di oltre 40 comuni della contea di Westchester dove stamattina gli scanner per la lettura delle schede hanno registrato malfunzionamenti a causa dello spessore eccessivo della carta utilizzata per il voto.
Per garantire la regolarità delle elezioni, le autorità hanno predisposto una procedura d'emergenza: gli elettori possono depositare le schede in appositi contenitori arancioni, per essere conteggiate successivamente.
«Vogliamo essere assolutamente chiari: ogni voto valido sarà conteggiato. La vostra voce conta e il vostro voto conta. Restate in fila e votate», ha dichiarato il funzionario della contea Kenneth Jenkins, invitando gli elettori a non abbandonare i seggi.
La sfida nel 17esimo distretto di New York vede contrapposti il repubblicano moderato in carica, Mike Lawler, e la candidata democratica Cait Conley. Si tratta di una delle contese elettorali più seguite a livello nazionale, che potrebbe indicare se i repubblicani moderati - come Lawler, che in alcune occasioni ha preso le distanze da Trump - siano in grado di prevalere nonostante l'impopolarità dell'ex presidente.
Sia Lawler che Conley hanno diffuso dichiarazioni sulle reti sociali invitando gli elettori a rimanere in fila, assicurando che il problema verrà risolto e che ogni voto sarà regolarmente conteggiato.
16:31
Si inizia dal Vermont, chiudono le Hawaii
All'alba negli Usa si sono aperti i seggi per il voto delle elezioni di midterm: alle 5 ora locale (le 11 in Svizzera) si è cominciato a votare nel Vermont.
Poi, dalle 6, via libera al voto in Connecticut, Indiana, Kentucky, Maine, New Hampshire, New Jersey, New York e Virginia, la costa orientale degli Stati Uniti.
Alle 6.30 è toccato a Carolina del Nord, Ohio, Virginia Occidentale. Alle 7 in Delaware, Distretto di Columbia, Florida, Georgia, Illinois, Maryland, Massachusetts, Michigan, Missouri, Pennsylvania, Rhode Island e Carolina del Sud.
Alle 16 ora svizzera si sono aperti i seggi sulla costa occidentale: California, Idaho, Nevada e Oregon. Gli ultimi seggi apriranno in Alaska e Washington, alle 17, e infine alle 18 alle Hawaii.
16:29
La mappa del voto in America, i numeri della sfida
Oggi l'America va al voto per le midterm, le elezioni in cui si rinnova gran parte del Congresso (l'intera Camera e un terzo del Senato) e che si svolgono ogni quattro anni a metà del mandato presidenziale. Per Donald Trump è l'ultimo giro di boa: avendo già ricoperto due mandati, il tycoon non potrà correre per il 2028 e le midterm sono il suo ultimo test elettorale. Il suo nome non figura sulla scheda, ma Trump ha reso il voto un referendum su se stesso. «Votate come se fossi sulla scheda, perché quando ci sono io andiamo bene», ripete da mesi.
Il rinnovo della Camera
Tutti i 435 distretti vanno al voto, che qui riflette più la volontà popolare, con ogni Stato che elegge un numero di deputati proporzionale alla propria popolazione (in testa c'è la California, con 53 deputati eletti). 218 è il numero magico della maggioranza. Al momento i repubblicani controllano 220 seggi e i democratici 215.
Il voto al Senato
Qui invece si rinnovano 35 dei 100 seggi, e ogni Stato elegge due senatori. La maggioranza al Senato è di 51 seggi. Attualmente ce l'hanno i conservatori con 53 seggi, contro i 47 dei democratici.
Il nuovo congresso
Sarà il 120mo della storia Usa e si insedierà nel gennaio 2027.
La maledizione di metà mandato
Le midterm solitamente penalizzano il presidente in carica. Nella storia moderna solo in tre occasioni il partito del presidente in carica è riuscito a sfatare la maledizione: nel 1934 Franklin Delano Roosevelt, nel 1998 Bill Clinton e nel 2002 George W. Bush.
Gli osservatori
Trump ne vuole inviare 1.000 ai seggi per controllare le operazioni di voto, in quella che è già stata definita «la più grande operazione di monitoraggio elettorale nella storia del Dipartimento di Giustizia americano».
Le elezioni locali
Nell'election day del 3 novembre gli americani di 36 Stati Usa sono chiamati ad eleggere anche il loro governatore. Fra le corse più importanti, quella per la successione di Gavin Newsom alla guida della California, e quella per il Texas fra il repubblicano Greg Abbott e la democratica Gina Hinojosa.
Una valanga di referendum
Gli elettori di 40 Stati sono chiamati a votare anche su un totale di 145 quesiti referendari statali, ben 15 in Louisiana e 14 in California e Colorado. I quesiti vanno dalla tutela del diritto all'aborto alla regolamentazione sui minori transgender, dalla tassa sui Paperoni fino al divieto del foie gras a Washing e Denver.
I sondaggi
Le ultime rilevazioni indicano una vittoria dei democratici alla Camera, mentre per il Senato la battaglia è più aperta, ma anche qui i dem - ai quali servono 4 seggi per ottenere la maggioranza - appaiono in vantaggio.
I votanti
Gli aventi diritto sono circa 250 milioni, su una popolazione di circa 350 milioni di persone.

