

La partenza dagli Usa della delegazione iraniana recatasi a New York in occasione dell'ultima Assemblea Generale dell'Onu, nella notte tra lunedì e martedì, è stata preceduta da un ordine proveniente del segretario di Stato americano, Marco Rubio, che aveva deciso di «espellerla» in quanto trattenutasi in territorio statunitense «oltre il periodo consentito»: lo riporta Axios, citando un funzionario dell'amministrazione.
«Il segretario Rubio ha espulso la delegazione iraniana, che si era trattenuta oltre il periodo consentito. L'Assemblea generale delle Nazioni Unite era terminata, quindi era arrivato il momento per loro di andarsene», ha riferito la fonte.
Una seconda fonte ha confermato che gli Stati Uniti avevano chiesto alla delegazione iraniana di lasciare il Paese, ma ha precisato che la delegazione iraniana, di cui faceva parte il ministro degli Esteri Seyed Abbas Araghchi, dopo che inizialmente aveva partecipato all'Assemblea Onu, e anche il presidente Masoud Pezeshkian, aveva comunque in programma di rientrare a Teheran lunedì sera. Il gruppo ha preso un volo da New York diretto a Doha all'1:20 di martedì, aggiunge Axios.
Secondo alcune fonti citate dalla Associated Press sul proprio sito, la delegazione iraniana aveva invece intenzione di fermarsi negli Usa fino a mercoledì.
Da parte sua, la delegazione stessa ha smentito sul proprio profilo ufficiale su X che la propria partenza sia avvenuta in tempi e orari diversi dal previsto. «La partenza da New York è avvenuta lunedì sera, secondo il programma comunicato anche al Dipartimento di Stato degli Usa il 17 settembre».
Nel comunicato, il team di Teheran accusa inoltre il Dipartimento di Stato Usa di aver «diffuso notizie false» dopo che, nelle conversazioni avute tra Usa e Iran durante il soggiorno statunitense di Araghchi e collaboratori, la parte americana «non ha ottenuto nulla».
L'esercito israeliano (Idf) rende noto che in un attacco nel sud della Striscia ieri è stato ucciso Muhammad Abd al-Aziz Muhammad Nagar, «membro dell'ala militare di Hamas che si infiltrò in territorio israeliano il 7 ottobre e che mercoledì è stato presentato dai media palestinesi e del Qatar come giornalista».
«Recentemente, il terrorista aveva intensificato gli attacchi contro le truppe dell'Idf e i civili israeliani e operava per ripristinare le capacità operative di Hamas», scrive in una nota l'Idf pubblicando le immagini di Nagar in territorio israeliano il giorno del massacro.
Il Pakistan ha reso noto di aver lanciato attacchi aerei «pianificati e calibrati» in Afghanistan, precisando che erano diretti contro «campi terroristici e nascondigli». Da parte sua, il governo talebano di Kabul ha affermato che nei raid sono rimasti uccisi nove civili.
Uno degli attacchi ha colpito la provincia di Helmand, mentre un altro ha interessato la provincia orientale di Kunar, hanno riferito funzionari afghani.
«Nove civili afghani, tra cui donne e bambini, sono stati uccisi» nelle due province, ha scritto su X il portavoce del governo talebano, Zabihullah Mujahid.
La versione del governo pachistano parla invece di «attacchi mirati» compiuti «sulla base di informazioni di intelligence credibili» in due località «appartenenti a Fitna al Khwarij, Fitna al Hindustan e ai loro affiliati».
Il segretario alla Difesa americana Pete Hegseth ha duramente criticato i media Usa accusandoli di «tradimento. »La nostra cosiddetta stampa fa apparire ragionevoli i media di stato iraniani«, ha attaccato nel discorso sullo stato delle forze armate nella base di Quantico in Virginia.
»L'attivismo di parte che mira deliberatamente a screditare le truppe e la storica missione che stanno compiendo è fondamentalmente antiamericano. È una cosa malata. È un tradimento della nazione. Anzi, è vero e proprio tradimento«, ha insistito.
Nel discorso Hegseth ha poi annunciato il taglio del 20% dei posti riservati ai generali e agli ammiragli nelle forze armate, come anticipato ieri dai media. »Si tratta di un passo atteso da tempo«, ha affermato il segretario della Difesa spiegando la misura che per molti esperti e parlamentari è una vera e propria »epurazione« dei vertici militari.
«Carenza testosterone»
Il capo del Pentagono ha anche parlato di come ha radicalmente riorganizzato le forze armate prendendo di mira la cosiddetta cultura »woke« con un ridimensionamento dei programmi per la diversità, la revisione del ruolo delle donne nelle unità di combattimento di terra e un nuovo programma di screening per la »carenza di testosterone« tra il personale maschile.
Gli Stati Uniti stanno pianificando una risposta contro l'Iran per il ruolo avuto nel presunto piano di attacco alla base della RAF di Fairford. «Ci stiamo lavorando proprio ora. Stiamo esaminando la questione. La stiamo analizzando a fondo», ha detto Donald Trump nello Studio Ovale.
Rispondendo a una domanda, il presidente USA si è espresso con queste parole: «Magari li faccio saltare in aria. Devo prendere questa decisione, il tempo sta scadendo». Ad ogni modo, Trump continua a sostenere che la guerra in Iran finirà «molto presto». «I prezzi della benzina caleranno appena finirà la guerra e questo accadrà molto presto», ha detto.

